By Guest Author
Tra il 23 ed il 25 gennaio, si è tenuta a Firenze, alla Fortezza da Basso, l’84esima edizione di Pitti Filati, l’appuntamento internazionale di riferimento del settore dei filati per maglieria. “Questa edizione di Pitti Immagine Filati – dice la nota ufficiale – beneficia del contributo straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia Ice, nell’ambito del Piano Speciale 2018-2019 a sostegno delle fiere del made in Italy. Il contributo è dedicato al potenziamento delle attività di ospitalità, media relations e pubblicità”.
La manifestazione è stata suddivisa in tre sezioni: Pitti Filati, con 82 espositori, Fashion at Work, 21, e KnitClub, 16. Per un totale di 119 marchi presenti a questa edizione e 4.300 buyer (lo scorso anno i compratori sono stati pochi di più, 4.350). In termini di presenze straniere, erano presenti i mercati di Regno Unito, Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Spagna.
Il 2018 è stato definito un anno “complessivamente discreto” per la filatura italiana, secondo il Centro Studi di Confindustria Moda per Sistema Moda Italia. Il fatturato del settore è stato stimato in crescita del 2,7%, superando i 2,9 miliardi di euro, tenendo conto delle elaborazioni preliminari. Secondo le stime, il valore della produzione ha subito un aumento del 2,1%, circa 1,8 miliardi di euro. Ma è l’export a segnare un vero e proprio cambio di tendenza: dal -0,4% del 2017 al +3,6% dello scorso anno (854 milioni). L’import, invece, dovrebbe registrare un lieve calo, stimato a 882 milioni di euro (-0,5%).

Secondo un’indagine campionaria condotta da Confindustria Moda su un panel di aziende associate a Smi, il settore ha manifestato un timido segnale positivo anche a livello occupazionale. La filatura laniera ha subito una flessione nel primo trimestre (-1,9%), per poi raggiungere un leggero aumento nel terzo (+0,5%).

