Blog

Blog

E-commerce e ERP: la necessità di integrare

“Il 12% delle aziende italiane opera nell’ E-commerce e il 79% di loro lo fa in ambito consumer. Il Registro Imprese conferma l’andamento dell’E-commerce in Italia: in tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio online sono 6.968 ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018” (Casaleggio Associati, Pensare Digitale)

Ma da dove nasce l’E-commerce?

E-commerce: cenni storici

L’ E-commerce affonda le sue radici nel 1894 quando Richard Sears negli Stati Uniti iniziò a vendere i suoi prodotti per corrispondenza tramite cataloghi dedicati. Il suo slogan era “Compra moderno comodamente da casa”. Questo catalogo in quegli anni crebbe fino a raggiungere 322 pagine. Comprendeva oggetti e prodotti di vario tipo come macchine da cucire, biciclette, articoli sportivi, automobili, bambole, fornelli e generi alimentari. Le vendite superarono i 400.000 dollari (10,9 milioni di dollari di oggi) e due anni dopo raddoppiarono. Questo modello statunitense venne poi importato in Italia negli anni 50 con la nascita di Postal Market, nata dall’idea di un’imprenditrice milanese.

Le aziende oggi

Possiamo dire che ad oggi ci troviamo di fronte ad una situazione tripartita.

  1. Aziende che non possiedono ancora l’E-commerce. Oggi, mai come prima è diventata una necessità fondamentale per poter continuare il business perciò le azienda che si trovano in questa categoria devono iniziare a valutare l’adozione di questo canale non tradizionale.
  2. Aziende che hanno esternalizzato l’E-commerce. Le aziende che utilizzavano questo canale come marginale hanno deciso di esternalizzare l’E-commerce. Questa scelta però porta a fare i conti con l’aumento dei volumi e una serie di altre importanti problematiche connesse.
  3. Aziende che hanno già l’E-commerce e lo hanno integrato con il proprio ERP.

Perché integrare l’E-Commerce con l’ERP è la strada da percorrere?

L’integrazione del gestionale con l’E-Commerce comporta numerosi vantaggi e vale la pena investire per realizzarla nel migliore dei modi. In ogni flusso dell’attività on line è richiesto che le informazioni raccolte dal sito E-Commerce vengano trasferite nel più breve tempo possibile all’interno dell’ ERP. Se il traffico delle vendite rimane limitato, è possibile prendersi il lusso di eseguire questa operazione manualmente; ma quando gli ordini cominciano a crescere, non è più possibile perché è un’operazione che richiede troppo tempo e soprattutto può comportare numerosi errori.

Quali sono gli obiettivi principali?

Come prima cosa possiamo dire che integrare risponde ad un’unica esigenza: conoscere come ottimizzare i dati! Quindi quali obiettivi vogliamo raggiungere?

  1. Ottenere un’elaborazione dati end-to-end
  2. Sincronizzare tutte le fasi di vendita
  3. Automatizzare
  4. Migliorare la visibilità
  5. Ottimizzare i processi
  6. Avere dati anche in real-time

Ci sono però aspetti cruciali dal punto di vista di processo e tecnologici che vanno considerati e analizzati. Vediamoli insieme.

Quali sono gli aspetti di processo da considerare?

Anzitutto è fondamentale sottolineare che durante il processo di integrazione la tecnologia è solo un abilitatore. Possiamo dire che non si tratta solo di scegliere la piattaforma giusta! L’E-commerce diventa un nuovo modo di vendere, di presentarsi al mercato, una nuova modalità che porta l’azienda a rivedere in parte i propri flussi. Proprio per questo, il primo passo è la conoscenza approfondita dei flussi che vanno verso l’e-commerce e viceversa.L’analisi strutturata dei processi è imprescindibile! Una buona integrazione nasce a valle di questa tipologia di analisi. Il rischio altrimenti è quello di avere una piattaforma E-commerce che non funziona o che funziona solo in parte.Inoltre la conoscenza approfondita dell’industry del proprio cliente è un elemento che fa la differenza. Questo perchè ogni settore ha le sue peculiarità che vanno necessariamente considerate.

Quali sono gli aspetti tecnici da considerare?

Per operare in modo professionale nel commercio elettronico è necessario disporre di due software affidabili e interconnessi:

  1. una piattaforma E-commerce che interagisca con il mercato;
  2. un ERP per la gestione e l’automazione della propria impresa.

Per garantire la massima efficienza di tutti i processi e l’assenza di errori è indispensabile che i due sistemi dialoghino direttamente e in “tempo quasi reale” e quindi siano integrati tra di loro. Infatti, un buon sistema di integrazione permette degli automatismi che semplificano e velocizzano i processi di vendita online, rendendoli scalabili e riducendo il rischio di errori e ritardi.

Quattro processi base da considerare

L’importazione dei prodotti: la sincronizzazione del feed dei prodotti dal gestionale all’E-commerce è cruciale. Nell’ ERP è possibile configurare le schede prodotto impostandone la descrizione, le varianti, i codici identificativi, i materiali e le immagini per importarle facilmente nella propria piattaforma e-commerce, riducendo tempi di caricamento, errori e discrepanze.

L’acquisizione degli ordini: la sincronizzazione degli ordini permette di aggiornare le disponibilità dei prodotti in tempo reale, migliorando l’esperienza d’acquisto del cliente e diminuendo il carico di lavoro degli addetti all’E-commerce.

Integrazione con le spedizioni: integrando ERP ed E-commerce, per ogni acquisto effettuato online, il sistema trasmette un ordine al magazzino che provvede alla spedizione e restituisce automaticamente un feedback. Permette così agli operatori di aggiornare il cliente in tempo reale, offrendo un ottimo servizio clienti.

La generazione delle fatture: integrando l’ERP con l’E-commerce, la fatturazione viene automatizzata velocizzando il processo di contabilizzazione degli ordini e assicurando la piena congruenza tra le transazioni online e i documenti fiscali e contabili.

Vuoi saperne di più? Contattaci

E-commerce: scenari di integrazione

In sintesi i possibili scenari di integrazione tra E-commerce ed ERP sono tre:

  1. Scenario sincrono in cui non ci sono integrazioni tra E-commerce ed ERP. L’E-commerce è in controllo e i processi sono indipendenti dall’ERP.
  2. Scenario sincrono in cui l’integrazione è in tempo reale e lo scambio dati è costante. In questo scenario, l’ERP è in controllo dei processi e dei dati, mentre l’E-commerce è un mero front end di vendita.
  3. Scenario ibrido in cui l’integrazione è parziale con uno scambio dati selettivo. In questo scenario i processi sono distribuiti tra ERP ed E-commerce che risultano fortemente interconnessi.

Occorre identificare e disegnare lo scenario più adatto per ogni azienda che sia già dotata di un ERP e desideri iniziare a vendere on line con processi di vendita B2B o B2C!

Perché noi di RTT possiamo aiutarti?

  1. Abbiamo una conoscenza approfondita delle piattaforme E-commerce, dei meccanismi che regolano il mercato on-line e del mondo degli ERP
  2. Abbiamo team con competenze diversificate. La nostra squadra è composta da professionisti con competenze specifiche in diversi ambiti. Siamo in grado in base all’esigenza dei nostri clienti di formare team ad hoc per adempiere a tutte le richieste.
  3. Abbiamo esperienza e conoscenza dei web services. Questo ci permettere di realizzare integrazioni con un basso livello di rischio in termini di compromissione del dato, grazie alla facilità di integrazione con qualsiasi soluzione esterna.
  4. Abbiamo competenze progettuali e di analisi dei processi. Studiare insieme la soluzione migliore vuol dire partire dall’analisi del tipo di prodotto o servizio venduto e delle tipologie di integrazioni necessarie con negozi, produzione, logistica, servizi o attività di consulenza, per arrivare a creare uno strumento personalizzato capace di rendere le attività interne efficienti e ottimizzate.

 

Se vuoi saperne di più, vieni a visitare la nostra pagina dedicata!

Scopri tutti i Webinar RTT

Scopri tutte le ultime novità per migliorare ed ottimizzare i tuoi sistemi aziendali insieme ai nostri esperti. In un ciclo di incontri completamente gratuiti da 30 minuti avrete modo ogni volta di approfondire una tematica diversa

Digital Solutions

Scopri le migliori funzionalità EPM e BI per il tuo business

Smart Solutions

Approfondiremo le più importanti tematiche in relazione a: Oracle Cloud, Netsuite, FoodQloud e StealthGO

Fundamentals

Scopri le ultime novità e le migliori soluzioni correlate a: JDE EnterpriseOne, WordSoftware, Reportistica Avanzata e Stealth

Vecchi Webinar RTT

21 Maggio 2020 ore 15:00 - Integrazione E-commerce

Il tuo E-commerce è on-line, congratulazioni! e ora? Hai finalmente avviato il tuo sito E-Commerce, che mai come di questi tempi è fondamentale per mantenere attiva l'azienda. Ci sono però aspetti cruciali dal punto di vista tecnologico e di processo che vanno considerati e analizzati. Scoprili con i nostri esperti in questo webinar!

11 Giugno 2020 ore 15:00 - JD Edwards Lift&Shift su OCI

Sempre più aziende stanno migrando verso il Cloud. Siete curiosi di scoprire come la vostra azienda potrebbe trarre beneficio dalla migrazione dell'ambiente JD Edwards verso il Cloud? Siete preoccupati da aspetti quali i costi, la sicurezza e la perdita di dati?
Nel primo webinar della nostra serie speciale su JD Edwards e Oracle Cloud, vi daremo maggiori informazioni su questi temi e su come RTT possa aiutarvi in questo percorso verso il cloud.

25 Giugno 2020 ore 15:00 - Storicizzazione del dato

I dati rappresentano una dimensione aziendale che è a tutti gli effetti un patrimonio da salvaguardare. Indipendentemente dalla dimensione dell’azienda e dal settore, è fondamentale dotarsi di un sistema di archiviazione sicuro e facile da consultare. Scopriamo insieme come ottenere il massimo e permettere all'impresa di ottimizzare le proprie attività

Non perdete questa occasione!

26 Giugno 2020 ore 15:00 - Il Cloud di Oracle

Abbiamo deciso di dedicare alcuni appuntamenti al Cloud Oracle!
Siete curiosi di scoprirne le caratteristiche principali? Tratteremo aspetti di business e aspetti tecnici!

Non perdete questa occasione!

10 Luglio 2020 ore 15:00 - Storage e Disaster recovery in cloud

Ma tu come gestisci il disaster recovery? Vuoi diminuire i costi e ridurre i rischi?
In questo webinar metteremo in luce le principali caratteristiche, le differenze tra cloud e on premises, i possibili scenari e molto altro!

Ti aspettiamo!

Virtual Meeting: anche tu segui queste tips?

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che sei entrato nel tuo ufficio, ti sei recato nella sala dedicata ai meeting, ti sei seduto al tuo posto e hai iniziato a predisporre tutto il materiale per far in modo che la riunione potesse cominciare. Durante questo periodo di smart working e distanziamento sociale, una nuova routine si è insediata nelle nostre vite e nel nostro modo di lavorare. Possiamo dire ormai che i virtual meeting sono la nuova normalità.

Se da un lato le riunioni virtuali possono porre alcune sfide, dall’altro possono essere efficaci quanto le riunioni tradizionali. Bisogna solo imparare a gestirle in modo corretto, seguendo pochi passaggi fondamentali.

Vediamo insieme come fare

Innanzitutto per prepararti al meglio ad affrontare un virtual meeting è necessario distinguere tre momenti: prima della riunione, durante e dopo.

Cosa fare prima di una riunione?

Scegli la tecnologia giusta per te.

Prima di organizzare un meeting virtuale assicurati che gli strumenti che hai a disposizione siano in grado di adempiere a tutte le funzioni di cui necessiti. La scelta della soluzione è molto importante e deve adattarsi al meglio alle esigenze di ogni incontro. Sicuramente saprai se dovrai condividere lo schermo, quante persone saranno collegate, se avrai necessità di registrare l’incontro. Ecco, una volta che hai ben chiaro che cosa ti serve, opta per lo strumento migliore. Noi come partner Oracle Cloud utilizziamo Zoom, lo troviamo uno strumento molto utile e affidabile!

Conosci la tua tecnologia.

Prenditi il tempo necessario per imparare a utilizzare tutte le funzioni e le potenzialità che lo strumento può offrirti. Puoi sfruttare le riunioni interne come banco di prova per apprendere meglio e per garantire un’esperienza positiva nelle riunioni con i clienti. Conoscere bene la soluzione che stai usando, ti eviterà perdite di tempo una volta avviata la riunione e consentirà uno svolgimento il più lineare possibile.

Preparati con cura e informa tutti i partecipanti.

Per far in modo che ciascun partecipante si presenti al virtual meeting preparato, è fondamentale includere l’ordine del giorno nel corpo dell’invito ed inviarlo con almeno 24-48 ore di anticipo. Perché farlo? Ogni partecipante avrà in questo modo la possibilità di definire le proprie aspettative riguardo agli obiettivi della riunione e si potranno avere conversazioni molto più profonde poiché le persone sono preparate. Inoltre è molto importante arrivare con idee chiare e già condivise all’interno del proprio team in modo da rappresentare le persone che non parteciperanno ma che sono coinvolte dall’argomento trattato.

Fai una prova generale e arriva in anticipo.

A differenza delle riunioni face to face in cui basta entrare nella sala, sedersi e partecipare alla riunione, in quelle virtuali più problematiche possono insorgere. Ecco perché è necessario collegarsi in anticipo ed effettuare pochi ma significativi test. Anzitutto controlla che la connessione funzioni bene, che l’audio e il microfono abbiamo le giuste impostazioni. Ecco perché fare una prova generale prima di partire con la riunione vera e propria è qualcosa di assolutamente auspicabile.

Cosa fare durante la riunione?

Assicurati che tutti accendano il video.

Gli obiettivi che si celano dietro alla condivisione del video sono molteplici. In primis crea un ambiente più umano e rende la conversazione più vera. Associ volti alle voci e ti permette di entrare maggiormente in contatto con le persone. Inoltre le espressioni facciali e il linguaggio non verbale dei partecipanti possono far emergere insights importanti. Si evitano soprattutto momenti di silenzio perché il video mantiene le persone più impegnate e responsabili.

Rispetta le norme sociali.

Come per un meeting in uno spazio fisico, ci sono delle norme sociali che vanno rispettate! Non ci si può distrarre alzandosi e camminando in giro per la stanza e nemmeno mettere in muto per dedicarsi ad altre attività. In questo modo si uccide la conversazione e lo scambio reciproco.

Evita il multitasking.

Il multitasking non dovrebbe essere consentito. L‘attenzione e l’impegno sono cruciali per la riuscita di una riunione, quindi tutti i partecipanti dovrebbero essere singolarmente concentrati su ciò che stanno facendo e non rispondere alle e-mail, ai messaggi di testo o continuare nei loro lavori. Se prima veniva considerato come un modo di fare molte cose insieme ora è considerato in modo negativo. Vuol dire fare molte cose e male. È importante che tutti siano mentalmente presenti.

Come fare per coinvolgerli maggiormente?

Anzitutto come dicevamo prima fai in modo che tutti utilizzino il video! Inoltre assegna alle persone ruoli attivi e differenziati durante il virtual meeting. I partecipanti si sentiranno così maggiormente coinvolti e responsabili. Ognuno dovrà così contribuire alla riuscita della riunione.

Spazio alle persone.

È importante che le persone si trovino a loro agio. Inizia sempre i virtual meeting facendo fare “quattro chiacchiere” ai partecipanti sulla loro vita personale e professionale in modo da allentare la tensione e avere un maggior tono di freschezza.

Rispetta i turni di tutti.

È doveroso assicurarsi che ciascuno abbia avuto il proprio spazio o sia riuscito ad intervenire con le giuste tempistiche. Facendo delle domande specifiche o chiedendo l’opinione di tutti si cercherà di garantire l’intervento di ognuno.

Cosa fare alla fine della riunione?

Le ultime battute davanti alla macchinetta del caffè.

Solitamente alla fine di una riunione svolta in un luogo fisico, si lascia la stanza e si va con i colleghi davanti alla macchinetta del caffè per confrontarsi su quanto accaduto durante l’incontro. Questi momenti sono molto preziosi per raccogliere informazioni, feedback, sensazioni. Non vanno persi! Perciò da cinque a dieci minuti prima della fine della riunione virtuale fate in modo di sviluppare questo tipo di dialogo, chiedendo pareri e opinioni e cercando di raccogliere i sentimenti reali delle persone.

Formalizzare il contenuto.

Fate in modo che alla fine di ogni riunione ci sia una persona del team incaricata di fare un breve recap di quello che è stato detto durante il virtual meeting così da tenere traccia degli elementi d’azione, dei referenti e delle scadenze discusse. È fondamentale per fissare meglio i concetti e avere uno storico di quello che è stato messo in evidenza.

Utilizzare un link ricorrente per il login.

Se l’incontro sarà un evento ricorrente, utilizzare le stesse informazioni di login ogni volta. In questo modo si risparmia sia all’organizzatore che ai partecipanti qualche minuto, in quanto nessuno dovrà cercare le informazioni di login.

 

E tu come organizzi i tuoi virtual meeting? Contattaci!

Ripartenza nello tsunami digitale: impariamo a nuotare

No! Non stiamo parlando di bracciate o di stili. Stiamo parlando di digitalizzazione per affrontare la ripartenza.

Durante questo periodo stiamo assistendo ad un’accelerazione nell’adozione delle tecnologie più avanzate da parte delle aziende. Aspetto inevitabile per affrontare il futuro, che comporterà sfide complesse e diversificate.

I processi di trasformazione del business verso la digitalizzazione vanno però affrontati con consapevolezza e in modo graduale. E’ un pò come quando da piccoli si impara a nuotare. Bisogna prendere confidenza, meglio se supportati durante questo percorso.

Come può avvenire la ripartenza?

Abbiamo individuato alcuni punti chiave che tratteremo in questo articolo come:

  • Il cloud
  • I sistemi di budgeting and planning
  • L’application management

Il direttore Gordon Lichfield di Technology Review, magazine dell’ università Massachusetts Institute of Technology, afferma: “Per fermare il coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari“. Ed è proprio sul cambiamento del modo di lavorare che noi di RTT vogliamo soffermarci.

Ci sono alcuni punti cruciali che abbiamo individuato per affrontare la ripartenza.

La sicurezza sul lavoro è e sarà un aspetto fondamentale! Bisognerà pensare a misure di distanziamento o di segmentazione dei lavoratori. Questo per tutelare tutti, dai più giovani a quelli con più esperienza o maggiormente a rischio. Il distanziamento sociale sarà una chiave vincente per la ripartenza e anche un obbligo per tutelare i lavoratori. Lo smart working perdurerà ancora per molto tempo ma bisogna già iniziare a ripensare agli spazi degli uffici e alle disposizioni delle scrivanie.

La riapertura delle attività dovrà avvenire in modo graduale considerando soprattutto le zone meno colpite dall’epidemia. Quindi sarà necessario effettuare delle valutazioni su base territoriale analizzandone la situazione epidemiologica. Questo per trovare un giusto compromesso che non vanifichi da un lato gli sforzi per il contenimento delle epidemia ma dall’altro non comporti un blocco duraturo dell’economia.

Evitare la chiusura nel mese di Agosto in modo da non perdere un ulteriore mese di produzione. Bisognerà quindi cercare di gestire le ferie dei dipendenti in modo diverso. Anticipandole in questi mesi di fermo, scaglionarle o rimandare a più avanti la fruizione delle ferie accumulate.

Focus sulla supply chain

Si sta assistendo indubbiamente ad un calo dei volumi di produzione e di contrazione della domanda. E il blocco della supply chain è sicuramente la conseguenza più imminente sulla produzione.

Come dare una risposta rapida per intervenire sull’intera catena di fornitura?

Riportiamo lo studio pubblicato da McKinsey & Company che individua sei punti cruciali:

1- Insieme al team operation e al team di produzione determinare l’origine di ogni fornitura, valutare il rischio di ciascuna in base all’unicità e all’ubicazione. Creare una valutazione del rischio del fornitore può aiutare a stabilire accordi con i fornitori di primo livello e identificare eventualmente fornitori di secondo livello.

2- Stimare le scorte disponibili lungo la catena del valore, compresi i pezzi di ricambio e lo stock post-vendita, da utilizzare come ponte per mantenere in funzione la produzione e consentire la consegna ai clienti.

3- Cercare di stimare attraverso analisi dettagliate una domanda realistica e affidabile per determinare l’offerta necessaria

4- Ottimizzare la capacità di produzione e distribuzione per garantire la sicurezza dei dipendenti, ad esempio fornendo dispositivi di protezione individuale e impegnandosi con i team di comunicazione per condividere i livelli di rischio di infezione e favorire lo smart working.

5- Mantenere un approccio agile alla gestione logistica. La visibilità in tempo reale dipenderà non solo dal monitoraggio dello stato di puntualità delle merci in transito, ma anche dal monitoraggio di cambiamenti più ampi, come la congestione degli aeroporti e la chiusura delle frontiere. La collaborazione con i partner può essere una strategia efficace per ottenere la priorità e aumentare la capacità a condizioni più favorevoli.

6- Gestire il contante e il capitale circolante netto eseguendo test di stress per capire dove i problemi della catena di fornitura inizieranno a causare un impatto finanziario.

Studio completo a questo Link

Come noi di RTT possiamo aiutare il tuo business?

Il cloud

La digital transformation è indubbiamente guidata dal cloud. Effettuare scelte tecnologiche in grado di garantire flessibilità e affidabilità ha sempre i suoi vantaggi ed è ancora più visibili durante queste situazioni di criticità.

Capacità di collaborare, condividere, essere efficienti e soprattutto di adattarsi a cambiamenti improvvisi è ciò che viene richiesto alle aziende. Problemi di accessibilità, poca affidabilità e incoerenza dei dati, mancanza di continuità di processo, investimenti onerosi e prestazioni incerte è ciò che tutti vorremmo evitare!

Come farlo?

Possiamo guidarti verso il cloud in questa ripartenza. Si tratta di un area di crescita su cui RTT sta puntando da anni per aprirsi alle nuove tendenze di mercato e per rimanere sull’onda dell’innovazione.

Vediamo insieme le caratteristiche

Avere la possibilità di accedere ovunque e da qualsiasi dispositivo è qualcosa che oggi diamo per scontato quando parliamo di strumenti digitali che utilizziamo ogni giorno nella nostra vita privata. Perchè non disporre degli stessi vantaggi anche nel proprio business?

Il cloud consente, innanzitutto, di avere una continuità di processo. Gli enti periferici possono alimentare i dati e gli enti centrali possono continuare a consolidarli. Garantisce di avere sempre prestazioni ottimali senza doversi dotare internamente di hardware importanti in termini di capacità di elaborazione e di memorizzazione dei dati. Non ti devi più preoccupare dell’infrastruttura!

Per non parlare dei vantaggi legati agli aggiornamenti continui. Avrai la garanzia di avere sempre la versione più aggiornata disponibile sul mercato. Non dimentichiamo poi che il cloud accelera il time-to-value. Si assiste ad una riduzione dei tempi di implementazione dei software cloud rispetto ai tradizionali strumenti on premises.  Infine, il modello di vendita è cambiato radicalmente. Il cloud si basa su un modello di offerta a consumo e porta ad un cambiamento della logica di spesa IT per il cliente. Si è passati da un concetto di possesso a quello di utilizzo puntando sull’ottimizzazione della fruizione dei prodotti quando servono.

Come sai oggi puoi trovare qualsiasi soluzione in cloud che ti permette di gestire interamente il tuo business ma bisogna porre attenzione tra le soluzioni cloud-ready e quelle cloud-native.

Le prime sono nate e sono state progettate per girare in locale, su singole macchine o server. Sono successivamente state modificate e adattate per il cloud ma non godono della scalabilità e flessibilità tipica del cloud. Le seconde invece, sono nate incorporando tutti i vantaggi degli ambienti cloud perchè pensate con logiche multitenancy e modulari.

Cosa ne pensi? Potremmo supportarti in questa direzione.

Sistemi di Pianificazione e Budgeting

In contesti di incertezza, complessità e ambiguità come quella che stiamo vivendo in questi giorni, il processo strutturato di budgeting e planning diventa fondamentale per la ripartenza. Poter disporre di uno strumento che sia in grado di aiutarti a creare scenari what if  ha i suoi vantaggi. Potrebbe coadiuvarti nel prendere decisioni strategiche avendo un maggiore dettaglio sull’evoluzione della situazione, valutando scenari alternativi per rispondere in tempi rapidi ai cambiamenti.

Le soluzioni per la pianificazione e il budgeting sono presenti sul mercato da diversi anni. Nello specifico da quando la tecnologia ha messo a disposizione database di tipo matriciale, ma solo negli ultimi anni anche le aziende di piccole e medie dimensioni stanno approcciando questo tipo di soluzioni. Stiamo sicuramente assistendo sempre di più alla volontà delle aziende di strutturare processi che per loro natura erano destrutturati. Ma anche le caratteristiche di queste soluzioni sono cambiate a partire dalla facilità di utilizzo e dall’abbassamento della soglia d’ingresso.

Noi di RTT che ci occupiamo da anni di processi aziendali potremmo fornirti un supporto concreto guidandoti nell’adozione di questi strumenti. L’applicazione è molteplice e il valore aggiunto lo si riscontra già dal primo utilizzo. Che ne dici? Noi crediamo molto in queste soluzioni.

Application Management

La ripartenza richiederà certamente un lavoro straordinario a tutto l’IT. Sicuramente non sarà facile seguire tutte le richieste che verranno avanzate dai vari dipartimenti come il grande numero di analisi, estrazioni dati e tutte le attività tecniche. Se necessitate di una mano, noi come RTT abbiamo un team di application management che da anni supporta i nostri clienti con dedizione e professionalità. Ci occupiamo di supporto sia applicativo (Finance, Distribution, Manufacturing, soluzioni verticali) che tecnico/sistemistico (sviluppi, ottimizzazioni, manutenzioni programmate e attività sistemistiche) sulle soluzioni Oracle e su Stealth.

Il servizio AM di RTT garantisce alta efficienza anche nei picchi di lavoro (chiusure mensili, scadenze fiscali, ecc.), liberando le competenze aziendali per attività di più ampio respiro come nel caso di progetti interni che richiedono tempo e risorse. Viene inoltre assicurata la flessibilità sia nei contenuti che nelle modalità di erogazione, mantenendo tuttavia una gestione strutturata del servizio, per garantire la soddisfazione dei nostri clienti.

La ripartenza sarà un po’ meno ripida se c’è qualcuno che può supportarti! Noi ci siamo! Contattaci

 

Leggi anche Fatturazione Elettronica:quali novità per il 2020? e Parità di genere, il settore della tecnologia

Reportistica JD Edwards: quali ipotesi per il futuro?

I dati sono la chiave del successo di ogni impresa

Una delle principali tendenze che spicca è la crescente consapevolezza che i dati sono e saranno la chiave del successo di qualsiasi impresa, grande o piccola, nel prossimo decennio. Questo suona quasi troppo ovvio per poterlo affermare. Dopo tutto, dobbiamo ricordare che i termini spesso usati per discutere e definire l'importanza dei dati non hanno fatto altro che aumentare il loro valore, la frequenza d'uso e la riconoscibilità.

Cosa ancora più importante, la maggior parte delle organizzazioni oggi utilizza una serie di soluzioni best-of-breed nelle proprie catene di fornitura che, purtroppo, non si integrano così perfettamente come vorremmo. In molti casi, le proprie analisi vengono eseguite utilizzando una varietà di strumenti (ad esempio, strumenti ERP, sistemi di gestione dei trasporti e del magazzino,...) e diverse fonti di dati, compresi quelli dei fornitori e dei rivenditori a valle. Nonostante tutto, gli strumenti di reportistica per gli utenti JD Edwards non erano in grado di creare report e di assemblare le informazioni di cui avevano bisogno con uno strumento unico, moderno e in grado di semplificare il proprio lavoro.

Come fare, allora?

La necessità di una visione consolidata dei dati

La risposta viene dalle soluzioni ReportsNow; con le sue funzionalità avanzate per la reportistica JD Edwards è in grado di offrire all'utente aziendale numerose soluzioni e la possibilità di customizzare completamente i reports desiderati. Con la nostra ultima release di Data Access Studio, o DAS, gli utenti possono ora creare e modificare facilmente e a proprio piacere qualsiasi genere di dato. Lo strumento è molto interattivo; si può facilmente cliccare e approfondire ogni dettaglio. Grazie all'integrazione con mobie® per l'integrazione con i dispositivi mobili, ora è possibile connettersi al cloud, rendendo disponibili i report su qualsiasi dispositivo. Questo risolve enormi problemi di dati, creando un data warehouse molto leggero che non è necessario gestire.

Proreports
Proreports

Con l'ultima versione di Data Access Studio, o DAS, gli utenti possono ora creare facilmente le proprie dashboard - possono aprire e selezionare qualsiasi prospettiva. Lo strumento è molto interattivo; si può facilmente cliccare e trapanare. Con il nostro strumento mobile, mobie®, ora è possibile spingere ciò di cui si ha bisogno nel cloud, rendendo disponibili i report su qualsiasi dispositivo. Questo risolve enormi problemi di dati, creando un data warehouse molto leggero che non è necessario gestire

Quali sono i principali vantaggi che le aziende traggono dall'integrazione di ReportsNow con JD Edwards?

ReportsNow estende davvero quello che JDE può fare. Le dashboard che gli utenti possono creare con ReportsNow possono ora integrarsi con qualsiasi applicazione in html su JD Edwards. Con il nostro strumento mobile, mobie®, è possibile integrare una dashboard su qualsiasi pagina di Café One. Questo è particolarmente interessante per le informazioni grafiche, come le mappe dei clienti.

ReportsNow offre agli utenti la possibilità di assemblare le informazioni che desiderano e permette loro di organizzare i rapporti in modo automatizzato, meno soggetto a errori e meno noioso di qualsiasi altro metodo. ReportsNow consente inoltre agli utenti di pianificare e scaricare i rapporti dai compiti all'interno di E1. Molti utenti non tornano in JDE quando hanno ReportsNow per la reportistica liberando il sistema per gli altri utenti.

Se abbiamo solleticato la tua curiosità, non perdere la playlist dedicata su youtube o contattaci per maggiori informazioni sulla reportistica avanzata per JD Edwards

Fatturazione elettronica: quali novità per il 2020?

Alcuni dati preliminari sulla fatturazione elettronica

Ai dati annunciati in occasione del Forum italiano sulla fatturazione elettronica del 20 gennaio scorso si aggiungono alcune novità sostanziali del tracciato XML introdotte dal provvedimento dell’Agenzia del 28 febbraio che riguardano il “tipo documento”, la “natura” e il “tipo ritenuta”. Ma, prima di tutto, facciamo un piccolo bilancio sull'esperienza della fatturazione elettronica fino ad oggi.

Il Forum sulla fatturazione elettronica era stata l’occasione, in primo luogo, per un primo bilancio a consuntivo di quella che è stata la rivoluzione fiscale introdotta nel 2019.
I dati dicono che sono state emesse 2.054.000.000 di fatture elettroniche delle quali:

  • - 55% per operazioni tra soggetti B2B
  • - 44% verso consumatori finali
  • - il restante 1% verso la PP.AA.

 

Quali impatti per gli utenti JD Edwards?

Da alcune analisi preliminari svolte dai nostri tecnici, questo modifiche impatteranno non solo sulla struttura e sui contenuti del file XML, ma comporteranno anche la necessità di modificare il set-up all'interno di JD Edwards. Sempre secondo l'AdE, le modifiche entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2021.  Quali impatti avranno nello specifico?

Nuovi Codici Natura e Nuovi tipi Documento

Sarà possibile inserire in modo più dettagliato le tipologie di operazioni ai fini IVA, questo renderà il processo di contabilizzazione delle fatture più preciso e rapido ed agevolerà l’automazione del processo di contabilizzazione

Elemento Importo Bollo

Secondo le ultime disposizioni, non sarà più obbligatorio l’elemento <ImportoBollo>

Campo Dati Ritenuta

Anche in questo caso, assistiamo ad una sostanziale modifica del numero di occorrenze di <DatiRitenuta>

Ampliamento liste valori

Come nei casi precedenti, sono stati previsti diversi ampliamenti  della Lista valori per i campi <Natura>, <TipoDocumento>, <TipoRitenuta>, <ModalitaPagamento>

Nuovi controlli

Saranno disposti nuovi controlli in merito a

- Aliquote IVA presenti nelle linee e nei dati di riepilogo
- Codici Natura
- Tipi Document

Parità di genere? Il settore della Tecnologia

L’Economic World Forum nel suo “Global Gender Gap Report 2020” riporta un dato che fa riflettere. La sentenza colpisce come una lama tagliente. “La parità di genere non si raggiungerà ancora per 99.5 anni”.

Per comprendere a fondo questa condizione bisogna guardare i numeri.

Vediamo insieme alcuni dati

Partendo dall’arena politica, i punteggi in termini di rappresentanza parlamentare, a livello globale, sono impressionanti. Solo il 25% delle donne ricopre questo ruolo. Percentuale ancora più bassa a livello ministeriale, si raggiunge solo il 21%.

Segue il trend, anche se con risultati leggermente migliori, il parlamento europeo. Le donne non rappresentano la maggioranza in nessuno stato, nemmeno nei paesi scandinavi. Sembra essersi registrato un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti. Siamo però ancora lontani dal raggiungere un livello di parità. Unica nota di incoraggiamento è l’evoluzione dal 2003 al 2019. Ha infatti visto l’aumento della presenza femminile da un un quinto ad un terzo. L’Italia in questa classifica si posiziona al nono posto con una percentuale pari al 36%. Confidiamo negli anni a venire!

Secondo questo studio, il livello di istruzione e il livello di salute e sopravvivenza sono quasi vicini alla parità (96,1% e 95,7% rispettivamente). A destare preoccupazione è, invece, la dimensione della partecipazione economica e delle opportunità. Qui la differenza è nettamente più marcata, infatti si raggiunge solo il 57,8%. Numeri che non incoraggiano.

Le ragioni di questa disparità di genere vengono individuate in tre fattori principali.

  • La mancanza di infrastrutture di assistenza;
  • La mancanza di donne che ricoprono posizioni con una crescita salariale marcata come nell’ambito tecnologico;
  • La presenza massiccia in ruoli che spesso vengono automatizzati.

Capiamo meglio la situazione nella Tecnologia

Se guardiamo alle professioni del futuro, ci sono ambiti come il settore people and culture, il marketing o il content production che vantano una presenza femminile importante. Il range che va dal 40 al 65 %.

Settori invece, come il cloud computing, l’ingegneria e il data management registrano ancora una scarsa rappresentanza. Solo il 12% dei professionisti è donna nell’ICT.  Per gli altri due ambiti, invece, la percentuale è leggermente superiore, rispettivamente 15% e 26%.

La realtà di RTT  

La nostra realtà possiamo dire che contrasta la tendenza italiana e globale.

Al momento abbiamo raggiunto una quota pari al 34% e stiamo ponendo sempre più attenzione in questa direzione. Per noi questo aspetto è una componente fondamentale! Inutile sottolineare l’importanza della parità di genere per lo sviluppo dell’economia e dell’intera società in generale. È cruciale per aspetti innumerevoli, dalla competitività allo sviluppo di talenti fino all’innovazione e alla creatività.

RTT è orgogliosa di contribuire all’innalzamento del livello italiano con la sua percentuale.

Quali sono le chiavi del successo per raggiungere la parità di genere?

Anzitutto l’assunzione diversificata per garantire un livello maggiore di differenziazione e adattabilità. L’azienda deve essere pronta al cambiamento per superare finalmente la concezione passata!

La creazione di culture del lavoro inclusive in grado di valorizzare il pensiero diverso. L’obiettivo è generare idee, innovazione e creatività. Non si tratta solo di competenze diverse ma anche di soft skill diverse che fanno la differenza all’interno dell’azienda.

Infine, promuovere una gestione in cui sia possibile riconoscere stili ed orientamenti manageriali diversi. Può rappresenta un forte vantaggio competitivo.

La leva strategica sarà la diversità!

 

Leggi anche Smartworking: Lontani ma vicini | 48 mila assunzioni nella moda tra i giovani| Ripartenza nello tsunami digitale:impariamo a nuotare

Smart working: lontani ma vicini

 

Quando sei a casa con le pantofole ai piedi, il lavoro si tinge di altri colori. Molteplici sono gli aspetti che cambiano quando parliamo di smart working: dalla postazione fissa della propria scrivania alle relazioni che intercorrono durante la giornata. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti. Da un lato l’azienda e la sua organizzazione e dall’altro il lavoratore con le sue abitudini.

Vediamo cosa cambia per l’azienda

Consentire lo smart working ai propri dipendenti implica in primis un investimento iniziale per fornire gli strumenti tecnologici che rendono possibile il lavoro agile. Dal computer portatile allo smartphone fino all’adozione di software specifici per la sua attuazione.

Superato questo primo passaggio necessario, sicuramente ciò che viene chiesto all’azienda è un cambio di tipo culturale. Le realtà con un’organizzazione aziendale rigida non funzionano certamente. Sono invece fondamentali la disponibilità e la flessibilità per promuovere questa nuova metodologia di lavoro.

Noi di RTT, abbiamo abbracciato da molti anni questa concezione del lavoro smart. Ognuno di noi, infatti, possiede tutti gli strumenti necessari. Soprattutto abbiamo e continuiamo a sviluppare una cultura aziendale che si basa sulla fiducia reciproca, elemento essenziale per poter coltivare e rendere efficace lo smart working.

E per i dipendenti e collaboratori?

Partendo da un’analisi di tipo personale, al lavoratore viene richiesto certamente uno sforzo nel concepire la nuova modalità di lavoro. Non solo da un punto di vista propriamente pratico riguardante il luogo e l’orario in cui svolgere la propria attività lavorativa. Ciò che è maggiormente impattato sono le sue abitudini personali che vanno indubbiamente ripensate. Si deve sostanzialmente riconsiderare il concetto di tempo. Come possa essere impiegato per lo svolgimento di nuove attività o semplicemente di attività di routine da svolgere in momenti diversi della giornata.

Da un punto di vista lavorativo, è necessaria una maggior auto-organizzazione e una capacità comunicativa forte. Si annullano le interazioni face to face, tutto viene veicolato dalla tecnologia. E’ chiaro quindi che bisogna continuare a tessere il rapporto con il proprio team nonostante questa distanza.

Gli aspetti positivi dello smart working

Il primo vantaggio che possiamo individuare è la flessibilità e la maggior autonomia che consente di gestire al meglio l’attività lavorativa e il luogo dove svolgerla. Questo porta sicuramente ad un minor assenteismo, poiché consente di trovare la propria worklife balance e di conseguenza una maggiore produttività.

Il risparmio è un altro aspetto cruciale, in tutte le sue forme! Banalmente dal risparmio di tempo del tragitto casa-ufficio, di risorse per gli spostamenti, per la consumazione del pasto. Non dimentichiamo l’impatto ambientale! Lavorando in smart working facciamo sicuramente bene all’ambiente, utilizziamo meno la macchina o i mezzi pubblici e il nostro pianeta ringrazia.

Certamente lo smart working offre grandi vantaggi per coloro che soffrono di salute o per coloro che hanno necessità di accudire i propri cari. Potendo scegliere dove e come lavorare si ha la possibilità di conciliare le esigenze familiari con l’attività lavorativa. Diminuiscono così le barriere e si raggiungono condizioni di pari opportunità e uguaglianza.

Lo smart working ha controindicazioni?

Tra gli aspetti negativi possiamo annoverare come primo punto la perdita di creatività e del pensiero innovativo perché è la diversità che genera innovazione. Spesso le soluzioni più creative avvengono durante lo scambio reciproco. Che sia in una conversazione tra colleghi o semplicemente quando ci si trova a risolvere una problematica davanti alla macchinetta del caffè. Insieme al proprio team possono emergere spunti e idee tipici della condivisione che altrimenti non si avrebbero. Come sosteneva Steve Jobs, la creatività nasce dagli incontri spontanei e dalle discussioni casuali. 

Un altro aspetto rilevante è la difficoltà di separare la vita privata da quella lavorativa. Bisogna cercare di mantenere separati gli spazi e i momenti della giornata da dedicare al lavoro e quelli per la famiglia. È fondamentale per raggiungere un bilanciamento tra l’attività lavorativa e quella privata. Prendersi i propri spazi e coltivare le proprie passioni è elemento imprescindibile dell’essere umano e permette di concentrarsi maggiormente sul lavoro. Si tratta di stabilire una linea di confine!

Anche l’aspetto relazionale può essere compromesso con il rischio di sentirsi isolati. Il fatto di non avere interazioni faccia a faccia e di non essere fisicamente in un ufficio potrebbe portare il lavoratore a isolarsi dal proprio team. Stare vicino agli altri, comunicare senza la tecnologia infatti fa emergere il nostro lato più umano. Ci consente di vivere aspetti come l’empatia e la collaborazione che altrimenti non vivremmo. Ad esempio, noi come RTT, abbiamo creato nei nostri uffici aree ad hoc, come l’area ristoro e l’area break per incrementare lo sviluppo di relazioni informali e favorire momenti di scambio reciproco.

Come realizziamo noi di RTT  lo smart working?

Per attuare questo scambio continuo con i nostri colleghi e partecipare alla cultura dell’ufficio, abbiamo organizzato dei momenti giornalieri virtuali di circa trenta minuti. Il team può così scambiare idee, confrontarsi sulle attività per le 24 ore successive e risolvere eventuali problematiche. Abbiamo adottato la cosiddetta metodologia degli scrum meeting che utilizziamo solitamente durante la gestione dei progetti con un certo grado di complessità. Basandoci sulla nostra esperienza, è una metodologia premiante, perché consente di condividere gli avanzamenti del lavoro, organizzare e programmare le attività per un periodo breve. Sono così garantiti un maggior coinvolgimento e una maggior collaborazione di tutti. Questo perché lo facciamo insieme!

Inoltre, abbiamo creato anche un momento dedicato al management team. L’obiettivo è quello di raccogliere le sensazioni e gli stati d’animo dei nostri dipendenti per cercare di capire come migliorare ogni giorno e focalizzarci sulle decisioni strategiche.

Diciamo che un giusto bilanciamento tra lo smart working e il lavoro tradizionale in ufficio è la chiave vincente per promuovere una cultura aziendale basata sulla valorizzazione della persona.

Insomma, il pensiero di Steve Jobs “Creativity comes from spontaneous meetings, from random discussions” per noi rimane valido. Proprio per questo abbiamo creato momenti di scambio virtuale.

Scriveteci cosa ne pensate anche voi!

Leggi anche Lavoro da casa? Gli strumenti di RTT | Nuove Tecnologie | Parità di genere? Il settore della tecnologia

Lavoro da casa? Gli strumenti di RTT

In questo periodo di emergenza sanitaria internazionale, le imprese italiane stanno cercando di organizzarsi per consentire ai dipendenti di svolgere il proprio lavoro da casa. Anche noi di RTT, da qualche settimana, abbiamo optato responsabilmente per il lavoro cosiddetto Smart.   

L’adozione di strumenti tecnologici per l’attività lavorativa è per noi familiare poiché fa parte del nostro DNA, infatti è da tanti anni che sono state introdotte in azienda tecnologie che ci supportano nel lavoro quotidiano e soprattutto che consentono lo smartworking.

Stiamo cercando quindi di affrontare questa situazione continuando a lavorare con gli strumenti che conosciamo bene e che in situazioni così particolari sono estremamente utili.

Quali sono le principali problematiche del lavoro da casa?

Per il lavoro da casa è fondamentale la gestione della comunicazione e del coordinamento di persone che sono geolocalizzate in posti diversi, ma anche la condivisione dei materiali, la programmazione delle attività e il rilevamento delle presenze.

Vi mostriamo i nostri strumenti

Quali sono quindi i principali strumenti che ci consentono il lavoro da casa? 

Anzitutto, siamo tutti dotati di un computer portatile che ci viene fornito al momento dell’assunzione, fondamentale per svolgere il nostro tipo di attività e di uno smartphone aziendale con un abbonamento internet. 

Per gestire la comunicazione e la collaborazione utilizziamo Microsoft Teams, piattaforma che ci consente di ottimizzare la pianificazione delle nostre attività. Possiamo tranquillamente effettuare videochiamate e videoconferenze, gestire i calendari dei nostri diversi dipartimenti. Inoltre, ci permette di scambiare messaggi attraverso la chat, inviare materiale di lavoro che può essere integrato e modificato contemporaneamente dagli utenti abilitati. Insomma, uno strumento veramente efficiente!

Per condividere in modo sicuro i nostri video utilizziamo Microsoft Stream, piattaforma che ci consente di caricare, organizzare e condividere i contenuti multimediali. È molto utile soprattutto quando produciamo video formativi in modo che tutti i noi dell’azienda possiamo prenderne visione. 

Per risolvere invece il problema legato all’accesso dei materiali, utilizziamo DropBox, una repository cloud che ci consente di avere accesso ovunque ci troviamo ai nostri file condivisi o privati.  

Come comunichiamo la nostra presenza nello smartworking?

Il lavoro da casa, lo sappiamo tutti, ha per controparte la difficoltà di rilevare le presenze. Volete sapere come lo risolviamo? Ognuno di noi ha sul proprio smartphone l’app Badgeboxil software che consente di registrare l’inizio e la fine dell’attività lavorativa. In questo modo, anche essendo lontani dall’ufficio si ha la possibilità di comunicare l’orario di lavoro. 

Ecco, questi citati sopra sono solo alcuni degli strumenti che abbiamo in RTT che favoriscono lo smartworking, ma ne esistono molti altri che vi suggeriamo qui di seguito.

Fateci sapere quali di questi utilizzate e se ne conoscete altri, scriveteci!

1. Strumenti per videoconferenze

Google Hangout specifico per account personali e Google Hangout Meet per chi ha G Suite.

Zoom consente di avere una versione gratuita con una limitazione di quaranta minuti a meeting.

Webex Cisco offre molteplici servizi e ha esteso un periodo di prova gratuito.

Microsoft Teams ha esteso a tutti e fino a sei mesi il periodo di prova gratuita.

Big Blue Button strumento open source pensato per l’online learning e offrono la possibilità di provare una demo.

Jitsi.org strumento open source pensato specificatamente per le videoconferenze.

Eztalks per webinar e meeting e hanno una versione gratuita.

Twitch.tv serve per effettuare streaming in diretta e hosting di streaming in diretta.

StreamYard serve per fare live streaming, puoi intervistare ospiti, condividere lo schermo e molto altro.

OBS è un software gratuito e open source per video recording e live streaming.

2. Strumenti per registrare o creare video

Screencast-o-matic serve per creare video registrando il proprio schermo.

Powtoon per creare video real o in stile cartoon.

3. Strumenti per creare presentazioni

Genial.ly per creare slide interattive, è una web app con a disposizione numerosi template.

Prezi per creare presentazioni con zoommate, ci sono già template impostati.

Canva è uno strumento di progettazione grafica molto semplice.

4. Strumenti per creare quiz e test interattivi

Kahoot e Mentimeter

5. Strumenti per svolgere survey

Doodle, Google Moduli e Surveymonkey 

 

Voi li utilizzate? Se ne conoscete altri scriveteci!

Leggi anche Smart working Intelligenza Artificiale | Nuove Tecnologie

MIPEL e MICAM: La Metropoli alla Moda!

Milano, molti gli eventi che si sono conclusi da poche ore nel settore della moda.

Mipel e Micam salutano questa edizione invernale.

In particolare, Mipel ha concluso la sua 117esima edizione con il 19% in più di presenze. È uno degli eventi più attesi per il settore della pelletteria che ha registrato anche quest’anno una forte presenta internazionale, con un particolare aumento dei visitatori europei.

Più di 300 brand hanno partecipato durante questi quattro giorni, scanditi da numerosi eventi, speech e networking.

Sono stati tre i leitmotiv che hanno accomunato le intere giornate: l’ italianità, l’artigianalità e la sostenibilità.

Micam, invece, conclude la sua 89esima edizione con un leggero decremento del 5% degli addetti ai lavori dovuto principalmente agli effetti collaterali del coronavirus e delle condizioni atmosferiche avverse.

Micam X è stata però la novità di questo 2020, una nuova area dedicata alle tendenze cutting edge, con proposte di materiali innovativi e dedicato al futuro del modo retail.

 

Vi aspettiamo alle prossime edizioni dal 20 al 23 settembre! Stay Tuned!

Buone notizie dalla moda: 48 mila assunzioni nei prossimi cinque anni tra i giovani

Sostenere la crescita di un settore come quello della moda non è facile. Soprattutto per il mercato italiano dove comprende 67.000 aziende, oltre 580.000 addetti e un valore complessivo che va oltre i 95 miliardi di euro in fatturato; buone notizie sul tema dell'occupazione giovanile, in un contesto generale in cui stenta a scendere sotto la soglia del 30%. Secondo i dati di Confindustria Moda, entro il 2023 il settore avrà bisogno di circa 48 mila nuove assunzioni.

Circa un terzo di queste assunzioni saranno per i diplomati, principalmente provenienti degli istituti tecnici e professionali, mentre circa il 7% delle nuove assunzioni riguardano i neo-laureati. Approfondendo l'analisi per settore, oltre 23 mila assunzioni sono previste per il settore di Pelletteria-Concia-Calzature, seguito dal Tessile-Abbigliamento e Pellicceria  con oltre 22.000 assunzioni; più distaccati, ma altrettanto importanti, Occhialeria con quasi duemila assunzioni e per Oreficeria/Gioielleria con oltre mille assunzioni.

Tra i marchi a caccia di personale ci sono Gucci – con oltre 600 posizioni aperte, di cui 170 in Italia – Armani, Roberto Cavalli, Patrizia Pepe, Miss Sixty e Luisa Spagnoli.

 

Leggi anche Parità di genere? Il settore dell tecnologia | Smartworking: lontani ma vicini

Le strategie omnichannel: una necessità per la moda del futuro

Si sente molto parlare di strategie Omnichannel ma poche spiegazioni su cosa si tratti in concreto; si tratta essenzialmente della gestione sinergica dei vari punti di contatto (o touchpoint) e canali di interazione tra azienda e consumatore per ottimizzare l'esperienza d'acquisto. I punti di contatto sono gli asset a disposizione dell’azienda per costruire una relazione lungo il processo di acquisto (advertising, pre-vendita, pagamento e post-vendita). Possono essere fisici (retail, call center) oppure online (social media, mobile app, sito di e-commerce).

Anche se la definizione ufficiale sembra identificare un processo comune per tutte le imprese. In realtà, bisogna contestualizzare correttamente il giusto mix che supporti la strategia aziendale. Prendiamo ad esempio l'approccio pensato da Triumph. All'interno della propria strategia omnichannel, ha avviato già nel 2019 un processo di restyling della sua rete di monomarca, che, nel corso del 2020, proseguirà sviluppando anche alcune iniziative digitali.

strategie omnichannel triumph

Il restyling ha ridisegnato gli spazi e le vetrine in modo da creare una continuità tra lo spazio esterno e quello interno, preservando comunque i valori distintivi del marchio. Lo stesso concetto di continuità alla base della loro strategia omnichannel è stato riproposto anche nelle strategie in store, dotando il personale di tablet con i quali il personale di vendita può supportare le clienti nell'ordinare online eventuali articoli non disponibili in store. Per la prima volta, però i due canali non saranno in competizione tra di loro: da gennaio 2020, infatti, il franchisee riceverà una commissione che verrà percepita anche per i successivi 24 mesi qualora il medesimo consumatore effettui acquisti sullo shop online del brand.

Strategie omnichannel simili impongono un utilizzo intensivo delle risorse informatiche aziendali; necessitano di un ERP progettato per gestire una enorme mole di dati. Stealth è la piattaforma in grado di consentire ai brand di sviluppare Omnichannel garantendo, al contempo, una vista unica sui sistemi, sui processi, sui consumatori.

Hai delle domande? Contattaci, i nostri consulenti saranno in grado di supportarti nel tuo percorso di digitalizzazione

JD Edwards Tour 2019: unisciti anche tu all’Oracle User Group italiano

Milano 20 novembre 2019

Il JDE Tour 2019, che ha toccato o toccherà le principali città europee, arriva finalmente anche in Italia. Domani, 20 novembre, ci sarà il primo incontro organizzato dal rinato User Group JD Edwards Italia con l’obiettivo di riunire gli utilizzatori e le esperienze sull'ERP Oracle; scopo principale: approfondire alcune funzionalità, conoscere gli sviluppi futuri, analizzare la Roadmap e ascoltare le testimonianze degli altri utenti.

L'agenda

La giornata sarà ricca di spunti e prevede:

  • 09:30 Benvenuto e registrazione
  • 10:00 Welcome Note – Paul Mccartan Oracle VP, EMEA Applications License Sales
  • 10:10 IT JDE User Group Program Launch – Francesco Iarlori, ITOUG JD Edwards
  • 10:30 Keynote – JD Edwards Product Development Update: Product Updates, Roadmap and Customer Success – Angela Enyaert, Senior Director Oracle JD Edwards Product development
  • 11:15 JD Edwards Roundtable: Choice and Control for Your Journey to the Cloud – Angela Enyaert & Paolo Moroni, Director Oracle JD Edwards Product Development
  • 11:45 Break
  • 12:00 Applications Unlimited Strategy for Italian JDE Market – Andreea Istrate, Oracle Applications Unlimited Sales Manager
  • 12.20 Oracle Premier Support Updates – Davide De Angelis, Oracle Director Support Renewal Sales
  • 12.30 Italian JDE Partner Ecosystem
  • 13.00 Networking Brunch

Luogo dell'evento - Location
Canottieri Olona 1984 – Business & Sporting Club

 

Vuoi maggiori informazioni? Contattaci! O iscriviti a questo link

Oracle Modern Cloud Day

Milano, 5 Novembre 2019

Noi siamo pronti e tu?

Your Tomorrow, Today

I vecchi paradigmi su cui poggiavano le strategie aziendali del passato sono stati completamente rivoluzionati dall'avvento del Cloud, soprattutto su un principio: garantire agilità e flessibilità all’impresa di oggi, eliminando il gap tra dinamicità del business e rigidità dei sistemi informativi a supporto, oramai incapaci di accompagnarne sviluppo e crescita.

Vi invitiamo alla nuova edizione dell’Oracle Cloud Day, l'esclusivo evento di Oracle dove innovazione e trasformazione digitale saranno i protagonisti e ti proietteranno nel tuo futuro, oggi. Vieni a conoscere a fondo e a vedere in azione le ultime novità in ambito tecnologico e applicativo.

Sei pronto ad esplorare il futuro del cloud, oggi? Assicurati un posto all’ Oracle Modern Cloud Day a Milano il 5 novembre. Nella stessa giornata, potrai assistere contemporaneamente a tre diversi eventi: il Moder Cloud Day, il Modern Business Summit e il Modern CX Summit.


Sessioni su misura per te

Partecipa alle sessioni dedicate all’innovazione tecnologica che, rendono i processi aziendali più snelli, supportano il tuo business nell’economia digitale.


Testimonianze dei clienti

Scopri come i clienti Oracle fanno leva sulle moderne IT operations e le infrastrutture cloud per sfruttare al meglio tutte le opportunità di business.


Ottima occasione di Networking

Non perdere l’opportunità di incontrare i nostri esperti e quelli di Oracle.

Agenda

 

clicca qui o sull'immagine per l'agenda dettagliata

Come Raggiungerci

MiCo – Milano Congressi

GATE 2 | Viale Eginardo 20149 Milano

Clicca qui per scoprire come raggiungere l'evento

Condividi con i tuoi contatti!

Chief Diversity Officer – anche Kering nomina la sua responsabile

Come già avevamo anticipato per il brand Gucci, anche alla capogruppo Kering arriva la prima nomina a Chief diversity Manager. Kering, che si è classificata al 10° posto su 7mila società nell’ultimo Refinitiv Diversity & Inclusion Index (2019), ha diversi obiettivi nell’ambito della propria strategia di sostenibilità 2025, tra cui la parità di genere e retributiva a tutti i livelli.

Nello specifico, si occuperà di “allineare e concretizzare la missione e la strategia di diversità e inclusione globale di Kering. Individuerà e darà pertanto priorità alle opportune iniziative per contribuire a creare un ambiente che includa e incoraggi la diversità. Kalpana guiderà inoltre lo sviluppo di una strategia volta ad attrarre, reclutare, sviluppare e mantenere talenti, tenendo sempre al centro i valori di diversità e inclusione”.

Kalpana Bagamane Denzel, si legge nella nota del brand, “farà leva sui 25 anni di esperienza nell’integrazione della diversità e nell’inclusione tra i settori, nella consulenza in materia di leadership e talenti e nel campo dell’istruzione”. Direttamente localizzata negli uffici di Parigi, Denzel riporterà a Béatrice Lazat, chief people officer di Kering.

 

La carriera di Kalpana inizia in Andersen Consulting come consulente gestionale; in seguito, si è coccupata di brand strategy in Procter & Gamble. Successivamente è entrata in IMD come career services and admissions director per il MBA Program. Nata e cresciuta negli Stati Uniti, è stata amministratore per la Young Presidents’ Organization, e di recente, ha occupato il ruolo di amministratore delegato presso la società di consulenza manageriale Russell Reynolds Associates, dove ha co-diretto l’attività di diversificazione e inclusione della società.

Sono molte le aziende che, di recente, hanno nominato un chief diversity officer oltre a Gucci; ad esempio tra i più recenti, quelli di Chanel, Prada e Burberry.

Top