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Oracle Modern Cloud Day

Milano, 5 Novembre 2019

Noi siamo pronti e tu?

Your Tomorrow, Today

I vecchi paradigmi su cui poggiavano le strategie aziendali del passato sono stati completamente rivoluzionati dall'avvento del Cloud, soprattutto su un principio: garantire agilità e flessibilità all’impresa di oggi, eliminando il gap tra dinamicità del business e rigidità dei sistemi informativi a supporto, oramai incapaci di accompagnarne sviluppo e crescita.

Vi invitiamo alla nuova edizione dell’Oracle Cloud Day, l'esclusivo evento di Oracle dove innovazione e trasformazione digitale saranno i protagonisti e ti proietteranno nel tuo futuro, oggi. Vieni a conoscere a fondo e a vedere in azione le ultime novità in ambito tecnologico e applicativo.

Sei pronto ad esplorare il futuro del cloud, oggi? Assicurati un posto all’ Oracle Modern Cloud Day a Milano il 5 novembre. Nella stessa giornata, potrai assistere contemporaneamente a tre diversi eventi: il Moder Cloud Day, il Modern Business Summit e il Modern CX Summit.

Sessioni su misura per te

Partecipa alle sessioni dedicate all’innovazione tecnologica che, rendono i processi aziendali più snelli, supportano il tuo business nell’economia digitale.

Testimonianze dei clienti

Scopri come i clienti Oracle fanno leva sulle moderne IT operations e le infrastrutture cloud per sfruttare al meglio tutte le opportunità di business.

Ottima occasione di Networking

Non perdere l’opportunità di incontrare i nostri esperti e quelli di Oracle.

Agenda

 

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Come Raggiungerci

MiCo – Milano Congressi

GATE 2 | Viale Eginardo 20149 Milano

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Chief Diversity Officer – anche Kering nomina la sua responsabile

Come già avevamo anticipato per il brand Gucci, anche alla capogruppo Kering arriva la prima nomina a Chief diversity Manager. Kering, che si è classificata al 10° posto su 7mila società nell’ultimo Refinitiv Diversity & Inclusion Index (2019), ha diversi obiettivi nell’ambito della propria strategia di sostenibilità 2025, tra cui la parità di genere e retributiva a tutti i livelli.

Nello specifico, si occuperà di “allineare e concretizzare la missione e la strategia di diversità e inclusione globale di Kering. Individuerà e darà pertanto priorità alle opportune iniziative per contribuire a creare un ambiente che includa e incoraggi la diversità. Kalpana guiderà inoltre lo sviluppo di una strategia volta ad attrarre, reclutare, sviluppare e mantenere talenti, tenendo sempre al centro i valori di diversità e inclusione”.

Kalpana Bagamane Denzel, si legge nella nota del brand, “farà leva sui 25 anni di esperienza nell’integrazione della diversità e nell’inclusione tra i settori, nella consulenza in materia di leadership e talenti e nel campo dell’istruzione”. Direttamente localizzata negli uffici di Parigi, Denzel riporterà a Béatrice Lazat, chief people officer di Kering.

 

La carriera di Kalpana inizia in Andersen Consulting come consulente gestionale; in seguito, si è coccupata di brand strategy in Procter & Gamble. Successivamente è entrata in IMD come career services and admissions director per il MBA Program. Nata e cresciuta negli Stati Uniti, è stata amministratore per la Young Presidents’ Organization, e di recente, ha occupato il ruolo di amministratore delegato presso la società di consulenza manageriale Russell Reynolds Associates, dove ha co-diretto l’attività di diversificazione e inclusione della società.

Sono molte le aziende che, di recente, hanno nominato un chief diversity officer oltre a Gucci; ad esempio tra i più recenti, quelli di Chanel, Prada e Burberry.

Missoni incrementa gli investimenti per il retail internazionale

Missoni accelera nel retail. In una recente intervista a L’Economia il vice presidente Michele Norsa ha dichiarato che il Brand porterà i suoi investimenti nel retail fino a 12 milioni, metà in Asia e metà in America allo scopo di mantenere le cinque/sei nuove aperture l’anno. Al monomarca aperto in Asia a Bangkok, ne farà seguito un altro (verso gennaio 2020), mentre a settembre aprirà a Singapore. In Medio Oriente Missoni inaugurerà uno shop al Dubai Mall verso i primi di dicembre, secondo alcune indiscrezioni. Cambiando totalmente regione, il marchio sposterà il proprio store di New York vicino a Hermès e Barney, stando sempre sulla Madison Avenue; sono previsti due nuovi monomarca a Miami, uno per Missoni e uno per M Missoni, a cui se ne aggiungerà un altro in Costa Mesa il prossimo anno.

Missoni-F19-206

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Nella stessa intervista, Norsa ha commentato: “Abbiamo anche lavorato alla razionalizzazione e al potenziamento delle licenze: abbiamo firmato un importante accordo per gli occhiali con Safilo, facciamo molto co-branding, firmeremo a breve un accordo per gli orologi, stiamo lavorando su borse e accessori. Vogliamo poi potenziare moltissimo il settore casa, che per noi già oggi vale una ventina di milioni, per svilupparci nel contract: Ottavio Missoni ha disegnato tanto arredamento, per marchi come Kartell per esempio, e anche Angela è molto vicina all’arte e all’architettura”.

Le attività del brand italiano, che lo scorso anno ha visto l’ingresso nel proprio capitale, per una quota oltre al 40%, del Fondo strategico italiano, non finiscono qui; per quanto riguarda la Borsa ci saranno a breve novità: "è qualcosa che potrà avvenire tra quattro, cinque anni. Ecco, il 2023 potrebbe essere l’anno giusto”, ha concluso Norsa.

Kering, gli ottimi risultati del primo semestre

Sei mesi da Record per Kering

Il Gruppo Kering  raggiunge nei primi sei mesi del 2019 dei risultati estremamente significativi, registrando ricavi per 7,6 miliardi di euro, con un margine operativo lordo pari a 2,3 miliardi (+25,4%) e un ebitda di 2,8 miliardi.

Anche a livello di Brand si possono vedere ottimi risultati per alcuni dei marchi più conosciuti. Saint Laurent, ad esempio, ha registrato vendite pari a oltre 950 milioni (ciò significa oltre il +20% su base reported e + del 15% su base comparabile). Il risultato non è da imputare, secondo le note ufficiali, ad un comparto in particolare quanto piuttosto dagli sforzi di tutti i canali e delle strategie del marchio guidato da Francesca Bellettini. Andando più nel dettaglio, i comparti che hanno ottenuto risultati molto significativi sono rispettivamente il retail (+19% delle vendite su base comparabile) e il wholesale (+10%).

Per quanto riguarda gli altri marchi del gruppo, i ricavi hanno raggiunto quota 1,22 miliardi di euro, in crescita del del 23,1% su base reported e del 20,3% su base comparabile. Una performance che, come riportato, riflette il momento positivo che riguarda BalenciagaAlexander McQueen, e le maison di preziosi.

Gli ottimi risultati di Gucci

In questo semestre che, possiamo tranquillamente dire, trionfale per i risultati del gruppo kering anche Gucci non è da meno. Con ricavi per 4,6 miliardi nella prima metà dell’anno,  il famoso brand del Gruppo Kering raggiunge una crescita di quasi il 20% su base reported con un ROI di 1,88 miliardi di euro (+26,7%) ed un margine pari al 40,6 per cento.

Per la Stella del Gruppo Kering, tuttavia, le notizie non si limitano soltanto ai risultati economici ma anche sul lato sociale e riguarda la recente nomina di Renée E. Tirado alla guida dei progetti sulla diversità, l’equità e l’inclusione a livello globale dell’azienda. La manager ha ricoperto in precedenza un ruolo molto simile presso la Major League Baseball e riporterà direttamente al presidente e CEO Marco Bizzarri.

All'interno del comunicato in proposito, si legge che Tirado sarà responsabile dell’ideazione, dello sviluppo e dell’implementazione di “una strategia globale volta a creare un ambiente di lavoro ancora più inclusivo ed equo, rafforzando inoltre la diversità rispetto alle iniziative commerciali Gucci. Il suo ruolo include garantire l’implementazione della diversità, dell’equità e dell’inclusione (DE&I) in tutte le regioni, assumendo e guidando un team globale di DE&I”.

Il progetto Changemakers

Pochi mesi fa Gucci ha avviato il progetto Changemakers, un programma globale a mirato a sviluppare la valorizzazione della Diversità e dell'inclusione. Lanciato già nel 2018, almeno internamente, il programma prevede un investimento di 5 milioni di dollari in un progetto volto ai cambiamenti sociali nelle città del Nord America (in particolare rivolto verso le comunità afroamericane). Un secondo investimento, pari a circa 1,5 milioni è rivolto al finanziamento di borse di studio sempre nella medesima area. L'impegno di cucci non si ferma qui e sponsorizza  una serie di iniziative globali che puntano a incoraggiare l’impegno di tutte le persone che lavorano per Gucci in progetti di volontariato e si guadagnano un sincero encomio da parte di tutta la comunità.

Come essere “prêt-à-porter”, internazionali e gestire canali globali? le esperienze StealthGO! e Stealth Orchestrator

Un ecosistema di PMI

I numeri dei vari studi effettuati sul mercato della moda parlano chiaro, il settore del fashion è uno dei più rappresentativi per il sistema industriale italiano e sta subendo cambiamenti molto importanti.
Nell’ultimo aggiornamento dello studio Mediobanca, pubblicato in occasione della Fashion Week 2019, le 163 aziende italiane del settore Moda hanno generato un fatturato aggregato pari a 70,4 mld di Euro nel 2017; a conti fatti, un valore pari all’1,3% del PIL nazionale. Importante sottolineare che sempre da questi dati si evince che molte di queste aziende spesso sono catalogate come Piccole Medie Imprese.

Un comparto fatto di piccole eccellenze

Già da questi numeri abbiamo la prova che il settore Moda rimane molto frazionato, con una netta predominanza di PMI. Tuttavia, aziende di queste dimensioni hanno dovuto significativamente evolvere, per riuscire a essere competitive in un mercato sempre più globale; spesso, a discapito di una maggiore complessità lavorativa, nei propri modelli di business, nei processi o in termini sistemistici.
La conseguenza è che queste aziende si trovano a vivere una complessità interna elevata, che probabilmente le avvicina di molto a ciò che accade nelle Top 100 della Moda.

Stealthgo Orchestrator

Buongiorno, di che taglia hai bisogno?

stealthgo orchestrator

Immaginiamo un marchio italiano del Lusso distribuito in tutto il mondo che abbia deciso di contenere la propria dimensione rimanendo tra i 20 e i 30 Milioni di Euro di fatturato, così da assicurarsi un controllo ottimale nonostante il respiro internazionale. Nonostante questi stratagemmi, è facile che anche una azienda di questa tipologia abbia le stesse necessità e criticità di una grande azienda, ma con risorse molto più limitate, anche due o tre volte inferiori in paragone.
Per poter crescere e rimanere competitive le Piccole e Medie Aziende del comparto Moda devono essere in grado di padroneggiare l’intera catena del valore fin dalle fasi di sviluppo del prodotto, passando per la produzione e arrivando fino alla distribuzione Omnichannel.

A questo proposito, è stato realizzato StealthGO!, la versione prêt-à porter della Stealth® Platform, una soluzione pre-configurata, pensata per tutte le piccole e medie imprese e disponibile con verticalizzazioni specifiche per i settori Abbigliamento, Calzature e Pelletteria, Lusso e Accessori, Intimo.

Leggerezza e internazionalità - una miscela di successo

Le strategie Omnichannel sono al centro dell'attenzione delle aziende e degli esperti da diverso tempo, in particolare per il loro ruolo di leva strategica in grado di venire incontro ai desideri e alle necessità dei consumatori globali. Solo nell'ultimo periodo, grazie alla sempre maggiore interdipendenza dei diversi canali di vendita, si è notato come possa essere la vera chiave di volta, con cui le aziende della Moda possono sostenere ritmi e scenari competitivi veloci e complessi.

Il cambiamento del mercato e la quarta rivoluzione industriale

Rispondere correttamente e tempestivamente alle richieste del mercato è da sempre la vera e propria chiave del successo per qualunque settore ma in particolare vale per il mondo del fashion dove i ritmi del cambiamento appaiono ancora più frenetici su molteplici fronti. In primo luogo, cambia il ruolo del consumatore e le proprie abitudini di acquisto; per cui non è più necessario solo produrre ma anche capire come e dove venderli. In secondo ruolo, si intensifica il peso dell'ecommerce che nel 2017 ha fatto registrare 2.300 miliardi di vendite e si stima che nel 2020 toccherà quota 4.500 miliardi.

stealthgo orchestrator

Secondo alcuni dei maggiori esperti, ci troviamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale, la rivoluzione digitale, che è arrivata a sconvolgere i modelli di business, soprattutto per quanto riguarda le modalità di vendita: oggi queste impattano in modo diretto e indiretto sulla parte finale della Supply Chain, ovvero sulla porzione di catena logisitico-distributiva che riguarda il prodotto finito. A questo elemento si deve aggiungere il fatto che le leve della creatività sono passate nelle mani dei clienti finali. Le strategie Omnichannel sono al centro dell'attenzione delle aziende e degli esperti da diverso tempo, in particolare per il loro ruolo di leva strategica in grado di venire incontro ai desideri e alle necessità dei consumatori globali. Solo nell'ultimo periodo, grazie alla sempre maggiore interdipendenza dei diversi canali di vendita, si è notato come possa essere la vera chiave di volta, con cui le aziende della Moda possono sostenere ritmi e scenari competitivi veloci e complessi.

Valorizza il ruolo di ciascuno strumento

Riuscire a raccogliere, comprendere e utilizzare moli di dati provenienti da molteplici Paesi, canali, device; questa è la sfida che si trovano ad affrontare le aziende del mondo del Fashion. Come orchestrare efficacemente le informazioni provenienti da questo universo Omnichannel? È cercando di rispondere a questa domanda che Stealth ha costruito S-Orchestrator, una delle ultime funzionalità sviluppate all’interno della Stealth Platform e che è stata messa a punto per aiutare le aziende di Moda a realizzare una unione trasparente tra vetrina fisica e vetrina digitale.

Stealthgo orchestrator

Stealth si è posta due obiettivi importanti: supportare le imprese del Fashion nel miglioramento delle attività di stoccaggio e di riassortimento dei magazzini e dei punti vendita e, conseguentemente, aiutarle a far sì che le proprie strategie Omnichannel intercettino correttamente e soddisfino in maniera puntuale le esigenze di consumatori globali che acquistano ovunque nel mondo, via qualsiasi device.
Facendo leva sul global inventory di Stealth, S-Orchestrator consente la gestione ottimale degli ordini: in base alla tipologia di flusso Omnichannel individuato, l'Orchestrator si occupa di vincolare la disponibilità e di avviare il processo di evasione.

Per le Piccole e Medie Imprese una visione di questo tipo può portare notevoli benefici perché consente loro di gestire e organizzare il punto vendita come se fosse un vero e proprio centro di spedizione, minimizzando le consegne ed eliminando le problematiche relative alle barriere doganali o alla necessità di mettere in piedi triangolazioni fiscali molto complesse. Un approccio basato sulla strategia “Click&Collect” amplifica anche la capacità delle aziende della Moda di rispondere in modo efficace alle esigenze digitali d’acquisto dei consumatori, al tempo stesso assicurando l’avvicinamento fisico tra brand e audience, massimizzando la capacità di usare i punti vendita come luoghi prediletti di una brand experience autentica perché costruita in presenza, ottimizzando l’integrazione orizzontale della filiera estesa e riducendo, infine, i tempi e i costi di gestione.

Vuoi avere maggiori informazioni? Contattaci e scopri il mondo Stealth!

Nearshoring: la moda si fa sempre più vicina

Nearshoring: di che si tratta?

Nearshoring, ovvero il decentramento dei siti produttivi in paesi vicini ai mercati principali a cui un brand si rivolge. Approfondiremo le conseguenze sulla strategia globale nel settore del Fashion.

Con il Nearshoring cambia l’approccio dei brand al mercato, preferendo a un prodotto globalmente standardizzato una variante non solo su misura per il mercato a cui è destinato, ma anche realizzata in loco. Iniziano così a moltiplicarsi i casi in cui i player della moda e del lusso lanciano collezioni prodotte a km zero, puntando a valorizzare sia l’artigianalità locale sia il mercato stesso a cui è destinato il prodotto finale. L’ultimo, in ordine temporale, è quello di Golden Goose che, in occasione dell’apertura del suo primo flagship store a Tokyo, ha deciso di lanciare sei capsule all'anno realizzate con artigiani locali, così da celebrare l’abilità artigiana giapponese, e da proporla ai clienti della capitale nipponica

La scelta europea di H&M

Un esempio di Nearshoring è quello di H&M. A fine maggio, ha lanciato una linea soltanto per Berlino, disponibile esclusivamente negli otto store del retailer svedese nella capitale tedesca; per contro, nasce esattamente sui gusti di Berlino, poiché i capi sono stati disegnati sulla base dei dati collezionati nei mesi precedenti, che sono stati in grado di identificare i nuovi trend in voga nella capitale tedesca. Queste informazioni hanno evidenziato silhouettes e colori, ma anche materiali e pattern particolarmente desiderati dai berlinesi.

Nearshoring made in USA

Un progetto di Nearshoring affine è quello presentato da Wrangler. Il marchio americano ha appena lanciato la Rooted Collection, una linea che include esclusivamente jeans e t-shirt realizzati in cotone cresciuto, macinato, raccolto e cucito negli Stati Uniti. La collezione denim comprende cinque paia di jeans che prendono il nome dallo Stato di provenienza: Alabama, Georgia, North Carolina, Tennessee e Texas. Il cotone con cui sono realizzati i pantaloni deriva da coltivazioni provenienti da fattorie locali.

In generale, per tutti i brand si rende sempre più palese un controllo ed una gestione ottimale della supply chain. Vuoi conoscere le migliori soluzioni per il mondo della moda? Contattaci!

Supply Chain – 6 modi per renderla a prova di futuro

Come saranno le supply chain in futuro? Le persone immaginano veicoli senza pilota che si aggirano per strade affollate e droni aerei che lasciano cadere pacchetti su porte di casa. Mentre la consegna autonoma farà certamente parte della futura catena di fornitura, i cambiamenti più significativi stanno avvenendo dietro le quinte. Le moderne applicazioni cloud per la gestione della supply chain management (SCM) stanno aiutando le filiere a trasformarsi in modo da potersi flettere e rispondere all'emergere di nuove tecnologie e al cambiamento delle aspettative dei clienti.

Le Supply Chain sono la spina dorsale delle aziende incentrate sul prodotto e hanno il maggiore potenziale per influenzare le prestazioni complessive. Il World Economic Forum riferisce che il 75% delle aziende manifatturiere, logistiche e di vendita al dettaglio si aspettano un impatto finanziario positivo dalle tecnologie digitali nelle loro catene di fornitura; i dati e la connettività sono fondamentali per la capacità delle aziende di servire clienti sempre più esigenti. I consumatori online si aspettano un servizio personalizzato e una risposta rapida in tutti i canali di acquisto. Allo stesso modo, i business leader vogliono catene di fornitura altamente reattive e più agili, in grado di elaborare rapidamente gli ordini dei clienti e di soddisfarli secondo le aspettative dei clienti.

Quali cambiamenti dovrebbero apportare le organizzazioni per garantire che le loro Supply Chain rimangano competitive?

L'impegno a modernizzare attraverso il cloud

Il passaggio al cloud è il primo passo verso la realizzazione di una supply chain agile e reattiva. Le applicazioni SCM on-site sono in genere di portata limitata e raramente progettate per supportare l'evasione rapida e informata degli ordini. Al contrario, una piattaforma cloud end-to-end è in grado di collegare prodotti, servizi e risorse con clienti, dipendenti e partner. Il risultato è visibilità, comunicazione e controllo completi e in tempo reale.

supply chain

Le caratteristiche principalidelle Supply Chain flessibili e dinamiche:

Potenti applicazioni basate sul cloud: Le moderne catene di approvvigionamento utilizzano soluzioni cloud:

  • Lavorare con sistemi e dispositivi diversi, in modo che chiunque, in più sedi, possa tenere sotto controllo le attività e i processi.
  • Analizzare grandi quantità di dati e fornire informazioni dettagliate ai membri della supply chain.
  • Utilizzare le funzionalità mobile per ottimizzare i processi, lavorare in modo più efficace e connettersi istantaneamente indipendentemente dalla posizione.

Tecnologie emergenti integrate: Le soluzioni cloud utilizzano sempre più spesso tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico. Elevare i livelli di automazione delle applicazioni e migliorare le decisioni aziendali attraverso modelli predittivi e prescrittivi e raccomandazioni. Forniscono inoltre la base per le aziende che desiderano trarre vantaggio da altre opportunità emergenti, come la catena di blocco per le reti commerciali private e le capacità di monitoraggio e tracciabilità.

Informazioni facilmente accessibili: Le soluzioni cloud forniscono una visibilità aggiornata su vari aspetti della supply chain, come l'inventario, lo stato dell'ordine e le spedizioni, nonché avvisi sui cambiamenti di stato che potrebbero influire negativamente sui risultati aziendali. Le applicazioni cloud possono anche fornire informazioni su eventi che un tempo erano difficili da rilevare utilizzando l'analisi integrata e la connettività dell'Internet degli oggetti (IoT). Ad esempio, merci fragili o deperibili possono essere monitorate per verificare le condizioni ambientali, come le variazioni di temperatura e umidità.

Scalabilità e sicurezza: Le applicazioni cloud sono più scalabili rispetto alle applicazioni locali. I nuovi utenti possono essere aggiunti più velocemente e senza richieste di hardware/software. Le applicazioni in sede non dispongono di questa capacità e questo ha limitato il modo in cui possono essere utilizzate per gestire le sfide della supply chain, come i picchi stagionali della domanda. Con il cloud, ad esempio, un'azienda può implementare un sistema completo di gestione del magazzino (WMS) per gestire l'inventario stagionale in eccesso e poi spegnerlo quando non è più necessario. Ciò non era né economicamente sostenibile né fattibile dal punto di vista operativo ai tempi delle implementazioni di WMS in sede. Un altro vantaggio dell'utilizzo di applicazioni SCM cloud è che i dati all'interno del sistema sono memorizzati dal fornitore di servizi in un data center altamente sicuro; questo significa che gli amministratori possono applicare immediatamente patch per affrontare il tipo di minacce informatiche emergenti in tempi rapidi che possono influenzare così rapidamente le moderne catene di fornitura.

Sistemi di facile manutenzione e aggiornamento: Le aziende devono essere in grado di concentrarsi sulla customer experience invece che sui limiti e sui cicli di vita delle loro applicazioni. Tutti gli aspetti della gestione delle applicazioni SCM sono più semplici nel cloud rispetto a quelli in sede: adozione, utilizzo, gestione, configurabilità e aggiornamenti. L'utilizzo di una piattaforma cloud end-to-end elimina anche una sfida comune alle applicazioni legacy in cui l'adozione delle funzionalità SCM dipende e spesso è subordinata all'ERP di base. Molte catene di fornitura non possono cambiare rapidamente i processi aziendali o adottare tecnologie emergenti perché gli aggiornamenti delle loro applicazioni SCM in sede possono avvenire solo dopo che è stata completata un'importante implementazione ERP o un aggiornamento del rilascio, un processo che a volte può richiedere anni.

Un partner all'altezza: Avere un partner cloud che non solo ha profonde competenze tecniche, ma anche una comprovata esperienza di business, può rendere un aggiornamento della supply chain più facile e di maggior successo. Non esistono due catene di fornitura uguali e un partner con una lunga esperienza nell'architettura e nel supporto di soluzioni aziendali per tutti i tipi di aziende può portare preziosi extra sul tavolo. Ad esempio, Oracle ha una vasta base installata di clienti SCM sia in sede che nel cloud.

Vuoi maggiori informazioni su come valorizzare la tua Supply Chain? Contattaci!

Lamborghini spinge sul menswear con Swinger International

Automobili Lamborghini vuole essere presente sul mercato dell'abbigliamento maschile. Fondata nel 1963 da Ferruccio Lamborghini già fondatore della Lamborghini Trattori, la sede e l'unico stabilimento produttivo sono da sempre situati a Sant'Agata Bolognese, dove lavorano oltre 1.400 dipendenti.

Grazia alla prtnership con Swinger International la collezione menswear del marchio bolognese debutterà tra non molto tempo a Milano presso un nuovo concept retail dedicato. Swinger International nasce a Verona nei primi anni Settanta dalla passione professionale di Dino Facchini e Lully Dalli Cani. L'iniziale produzione artigianale di jeans assume nel tempo uno stile sche porta l'azienda a diversificare il prodotto acquisendo nel tempo sempre nuove licenze tra cui le collaborazioni con marchi top come Laura Biagiotti, Missoni, Fendi. A partire dal 2009 entra nel portafoglio licenze anche Versace Jeans e quindi Roberto Cavalli Class. Tra i brand anche il marchio Genny.

lamborghini entra nel menswear
lamborghini menswear

L’apertura rientra nella strategia di espansione della distribuzione del brand, che ha pianificato di sviluppare la già esistente rete distributiva di circa 30 nazioni con la personalizzazione di corner e negozi monobrand per la prossima P/E 2020.

Kering: IA al servizio della crescita aziendale

Kering sta dotando il personale addetto alle vendite di nuovi software basati sull'intelligenza artificiale per allocare meglio le scorte, nella speranza che gli strumenti digitali possano tenere il passo con la rapida crescita dei marchi, tra cui l'incandescente marchio Gucci

Gucci punta a una crescita doppia rispetto al settore del lusso di quest'anno, e ha dichiarato che si aspetta che le vendite online raggiungano il 10% a medio termine. Gregory Boutte, direttore digitale di Kering, ha dichiarato che Gucci sarà il primo marchio del gruppo ad utilizzare l'intelligenza artificiale per decidere dove inviare nuovi prodotti, a partire dal mese prossimo, a partire dal business europeo delle borse.

Un nuovo strumento di intelligenza artificiale potrebbe infine migliorare l'accuratezza delle previsioni di vendita in tutto il gruppo fino al 20%.

Kering usa IA per sostenere la crescita

La nuova applicazione mobile di Kering per i commessi mira anche ad aumentare le vendite, ha detto Boutte. Gli acquirenti spendono in media dal 15 al 20% in più quando il personale utilizza il software per visualizzare gli acquisti passati dei clienti e le informazioni in tempo reale sui colori e sulle dimensioni disponibili senza uscire dal negozio. Le vendite online di Kering sono cresciute in media del 41% all'anno dal 2013, e il suo marchio più grande, Gucci, è più redditizio online che nei negozi.

Nel tentativo di continuare ad acquisire più dati sui clienti e di controllare meglio la loro esperienza di shopping online, l'azienda si prepara a rilevare la gestione dei negozi online per marchi come Saint Laurent e Balenciaga, come lo è per Gucci dal 2001.

"La transizione sarà senza soluzione di continuità", ha detto Boutte. "Questo è uno sforzo a livello aziendale. Vogliamo che i nostri marchi si sentano come se avessero il loro business online allo stesso modo in cui possiedono un negozio".

Armata di Mare rinnova la partnership con Samsung

Armata di Mare, il marchio di proprietà di Facib, è sempre più all'avanguardia grazie alla sua partnership con  SamsungPatrizia Cortesi, responsabile comunicazione dell’azienda lombarda, descrive così il frutto della partnership tra le due aziende:

“L’indumento più rappresentativo è la nostra giacca 3 in 1 composta da un gilet imbottito 100 grammi e un antivento che possono essere indossati anche separatamente, la tirazip realizzata in plastica riciclata con amico di mais nasconde all’interno un auricolare Bluetooth realizzato da Samsung”

La partnership con il marchio hi-tech continua anche sul versante retail. Dopo l’apertura del primo store a Taranto, il brand italiano si appresta a inaugurare un punto vendita a Vibo Valentia in agosto; a settembre, invece, apriranno nuove boutique ad Andria e Aversa, tutte fornite di schermi e tecnologia integrata Samsung. Armata di Mare prosegue il suo impegno a favore dell'ambiente. Insieme a Klm, dopo aver donato il  primo seabin attivo vicino a Napoli, il marchio consegnerà a breve nuovi dispositivi per la raccolta di rifiuti plastici dall'acqua anche a Venezia, Milano e Atene.

Armata di Mare P/E 2020
Armata di Mare P/E 2020

“Sono soprattutto i più giovani, sulla scia della giovane attivista Greta Thunberg, ad essere sensibili al tema della sostenibilità e siamo felici dell’entusiasmo dimostrato verso il progetto”

La collezione P/E 2020 di Armata di Mare è studiata e concepita per assecondare un target più giovane e si contraddistingue per uno stile più glamour. L’azienda, licenziataria di Invicta e Waimea, ha chiuso il 2018 a quota 18 milioni di euro circa e punta a raggiungere i 21 milioni nel prossimo esercizio.

600 mln entro fine 2019: l’obiettivo di Kering per il suo Eyewear

Di proprietà del colosso francese di François Pinault, il luxury brand di occhiali del gruppo Kering ha guadagnato il titolo di azienda più “visionaria” secondo l’Accessories Council di New York.

Raggiunti nel 2018 ricavi consolidati superiori ai 390 mln di euro, Kering Eyewear, sotto la guida di Roberto Vedovotto, si accinge ad affrontare la prossima sfida: raggiungere quota 600 milioni entro la fine dell’anno, con la complicità del debutto delle montature Balenciaga e delle new entry elvetiche CartierMontblanc.

Il gruppo Richemont, a capo di queste ultime, ha infatti firmato una partnership strategica con Kering Eyewear nel 2017. Molto probabilmente verrà avviata la produzione della linea di occhiali anche di altre griffe della Compagnia; tra i più probabili, spiccano Chloé, Dunhill e Alaïa.

Sergio Rossi: tra e-commerce e retail

I risultati di Kering Eyewear sono spinti dal brand Gucci seguito, a breve giro, dalle buone performance di Cartier, Montblanc e Balenciaga. Nel complesso, il gruppo realizza occhiali da sole e montature da vista di 15 marchi e che ha chiuso il primo trimestre del 2019 a +23%.

Secondo i più informati, Il gruppo si appresta ad entrare nella produzione rilevando una quota di Trenti Industria Occhiali, l’occhialeria bellunese di proprietà della famiglia Da Rin.

Kering: a Scandicci anche YSL

Saint Laurent arriva in toscana con la capogruppo Kering che potrebbe aprire una nuova sede produttiva nel territorio. “Cdp Investimenti, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, ha avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo internazionale del settore del lusso Kering, finalizzata alla locazione, da parte del marchio Saint Laurent, del Palazzo delle Finanze in via del Parlamento Europeo a Scandicci” - ecco quanto comunicato dal Comune di Scandicci, in merito.

La decisione, prosegue la nota, “fa seguito alla valutazione di due offerte economiche (oltre a quella di Kering, un’altra concorrente sempre di un soggetto operante nel settore del lusso a livello internazionale) ricevute nelle settimane scorse da Cdp Investimenti Sgr”. Il Gruppo Richemont sembrerebbe essere altrettanto in trattativa oltre al colosso guidato da François-Henri Pinault.

Kering porta YSL a Scandicci
sfilata di YSL

Costruito tra il 1991 e il 1994 e realizzato solo in buona parte, non è mai stato concluso né utilizzato per una superficie superiore agli 58mila metri quadrati.

“Il Comune, rispettando gli accordi sottoscritti a suo tempo con il Ministero dell’economia e delle finanze, ha confermato nel Piano Operativo appena approvato la possibilità di un recupero a destinazione anche produttiva dell’immobile”, conclude la nota del Comune di Scandicci.

La cittadina assume sempre più il ruolo di primaria importanza per sempre più marchi della moda. Oltre alla presenza di Kering, già presente sul territorio con il Brand Gucci, di cui fra l'altro ha inaugurato l'ArtLab giusto pochi mesi fai, anche Balmain e Burberry si sono da poco localizzati in zona

Gruppo FINI: si parte da 190 milioni

Fini, il gruppo emiliano che comprende i marchi Fini Modena 1912, secondo player italiano della pasta fresca, Greci, per le forniture al canale horeca, e Le Conserve della Nonna, ha chiuso il 2018 con ricavi pari a 190 milioni. Di questi, 90 milioni sono il risultato dei prodotti Greci, destinati ai ristoranti. Mentre il retail, guidato dai marchi Fini Modena e Le Conserve della Nonna, ha portato i restanti 100 milioni.

“Un marchio storico e inserito nel territorio di riferimento, poiché la pasta fresca è emiliana e prodotta a Modena. Il tortellino rimane il nostro cavallo di battaglia”, Fabio Ferrari, Direttore Generale.

Gruppo Fini: dalla tradizione alla diversificazione

Il Gruppo Fini, però, non punta solo alla tradizione, ma anche alla diversificazione. Diversificazione che si legge nell’offerta dei prodotti, con novità che vanno dalla carne al pesce, già sperimentati con Greci e ora inseriti anche nella grande distribuzione.

Gruppo Fini significa materie prime italiane, ricette casalinghe. La filosofia è quella di preservare ed enfatizzare al massimo la qualità della materia prima, con il plus della valenza di prodotto casalingo.

Gruppo Fini
Gruppo Fini

Gruppo Fini: i risultati del 2018

Per i due marchi retail, quindi, si tratta di esportare prodotti nati in terra modenese, in particolare a Ravarino, raggiungendo quote del 10 (Fini) e 30% (Le Conserve della Nonna). Il 2018 si è concluso per essi con un tasso di crescita del 3%.

I clienti del settore horeca che si affidano ai prodotti targati Greci sono 15mila e generano un giro d’affari proveniente per il 60% dall’Italia e per il restante 40% dall’estero. Questo ha garantito per lo scorso anno un tasso di crescita ancora più alto dei brand retail (5%).

Gruppo Fini: gli obiettivi per il 2019

Per il futuro, l’obiettivo del Gruppo Fini e di Ferrari è chiaro: consolidare questa crescita. Come? Attraverso l’innovazione di prodotto ed un posizionamento più elevato dei propri brand.

“Nel food il middle soffre, nel low si vende molto ma non si guadagna, pertanto il valore aggiunto si ottiene salendo di livello. Ed è su questo aspetto che focalizzeremo la nostra attività”.

Sergio Rossi: obiettivo 70 milioni

Sergio Rossi, storico marchio italiano di scarpe di lusso, dal 2015 è entrato a far parte del fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. L’azienda di San Mauro Pascoli, guidata ora da Riccardo Sciutto, continua la sua fase di crescita e punta in alto. L’obiettivo per il 2019 è posto a 70 milioni.

Sergio Rossi: i risultati

Sergio Rossi ha chiuso il 2018 con 64 milioni di euro di ricavi e scommette di raggiungere i 70 entro la fine di quest’anno, registrando così una progressione del 9%. Un risultato quindi molto soddisfacente, ma che serve ad incentivare il brand a fare sempre di più. Attualmente è l’estero, in particolare Giappone e Cina, a generare gran parte del fatturato. Si parla infatti dell’80%, mentre le vendite italiane rappresentano il 15% del turnover.

Sergio Rossi - logo
Sergio Rossi - logo

Sergio Rossi: tra e-commerce e retail

L’espansione del brand colpisce sia il retail che l’e-commerce. Canale, quest’ultimo, che genera il 10% del fatturato.

“L’e-commerce rappresenta le diverse possibilità di acquisto che offriamo al cliente finale, implementate anche all’interno dei negozi fisici con servizi ad hoc come la possibilità di creare una scarpa customizzata tramite dei device presenti in alcuni shop”.

Con queste parole Sciutto, CEO di Sergio Rossi, commenta la strategia messa in atto. Strategia che punta molto anche sullo sviluppo del retail e su un ritmo più serrato di arrivo delle nuove collezioni in negozio. A dimostrazione di ciò, anche l’apertura di cinque nuovi punti vendita, tra negozi monomarca e temporary store, nei primi mesi del 2019.

Sfilate itineranti: la nuova frontiera della moda

Le sfilate itineranti

Le sfilate diventano itineranti. La formula della fashion week, che porta la moda da New York a Londra, da Milano a Parigi, è ormai superata. La tradizione non basta a soddisfare le esigenze di un settore in continua evoluzione e le nuove tempistiche dei luxury brand. Tra i classici appuntamenti della moda, quindi, si fanno sempre più spazio le sfilate “speciali”, dedicate a collezioni pre-stagionali o organizzate in occasione di eventi particolari e anniversari.

 

Sfilate itineranti: i protagonisti

Le sfilate itineranti sono partite con Dior, che ha presentato la propria collezione cruise 2020 lo scorso 29 aprile a Marrakech, ma sono tanti i brand famosi della moda che hanno scelto di uscire dagli schemi. Saranno infatti 17 le sfilate che si terranno tra maggio e giugno in 11 diverse città. Verranno presentati alcuni défilé maschili durante la prossima edizione di Pitti Uomo (che si terrà tra l’11 e il 14 giugno), tra cui Givenchy e Salvatore Ferragamo. Ma si tratta soprattutto di pre-collezioni estive, dette anche “cruise”. A chiudere sarà Fendi, che ha deciso di rendere omaggio a Karl Lagerfeld con una collezione a lui dedicata e che verrà presentata a Roma il prossimo 4 luglio.

Queste sfilate itineranti porteranno Giorgio Armani a Tokyo (che presenterà la proposta maschile e quella femminile insieme), le collezioni maschili di Prada e Saint Laurent rispettivamente a Shanghai e a Los Angeles e la cruise di Gucci nei nostri Musei Capitolini. Lo show di Alberta Ferretti avrà luogo a Monte Carlo, Max Mara sfilerà a Berlino, mentre Louis Vuitton e Chanel hanno scelto le più tradizionali New York e Parigi.

Sfilata itinerante
Sfilata itinerante

Sfilate itineranti: oltre le tradizioni

“Questi show hanno assolutamente senso per le griffe, sono un veicolo per promuovere se stessi in modo spettacolare. Le pre-collezioni possono rappresentare fino all’80% del fatturato annuale, dato che restano in negozio più a lungo delle proposte autunno/inverno e primavera/estate.”

Con queste parole la testata americana Wwd spiega perché i grandi nomi della moda decidono di investire ingenti capitali nell’allestimento di show e sfilate al di fuori delle tradizionali fashion week, sia per date che per città. La tradizione, però, viene superata anche nello strumento utilizzato per fare promozione. Dalle inserzioni cartacee nelle testate patinate si è ormai passati ai social network. Influencer e fashion editor vantano ormai milioni di follower e le location esotiche come Marrakech e le città d’arte come Firenze, mete scelte per le sfilate itineranti, assicurano molto clamore online.

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