Quando la cosa migliore è R-innovare. Sempre.

Un’altra Pasqua in lockdown? Stanchi delle solite sorprese nelle uova di cioccolato?

Noi di RTT ne abbiamo una molto interessante. Abbiamo deciso di R-innovare. In che modo?

Apriamo una nuova sede operativa a Vimercate, presso il Centro Torri Bianche, oggi tra i simboli di innovazione della città e della Brianza. Non a caso, proprio il tema dell’innovazione è al centro dell’espansione di RTT.

Pur trovandoci in un periodo complesso segnato dalla crisi pandemica, RTT è riuscita nel 2020 ad ottenere risultati significativi. Ebbene sì, la chiusura dell’anno precedente, oltre ad essere in positivo, ha confermato il trend di crescita continua della nostra società dell’ultimo quinquennio.

Cosa c’è di meglio di una nuova apertura per essere pronti ad affrontare il futuro a gonfie vele? RTT triplica e si R-innova!

La terza sede si va ad affiancare a quella di Milano nord-ovest (Rovello Porro), che serve ad oggi il settentrione ed alla sede di Roma per il centro-sud. Consentirà così, di coprire meglio l’area nord-est dell’Italia.

L’obiettivo che ci siamo posti non è univoco. Infatti, vogliamo andare incontro ai diversi stakeholder: dal punto di vista dei clienti, riusciremo a garantire un servizio ancora più puntuale e tempestivo mentre dal punto di vista dei nostri dipendenti abbiamo voluto pensare a coloro che abitano in zone limitrofe, per agevolarli nel raggiungimento del posto di lavoro.

Il risultato?

Un layout dinamico che incentiva il co-working, ideale per creare un clima di collaborazione, favorendo la creatività pur mantenendosi al passo con i tempi.

Sempre in quest’ottica di espansione, è nostra intenzione intraprendere una campagna di recruiting poiché la zona è ricca di persone talentuose da poter inserire nel nostro team.

Quando apriamo la nuova sede? Il 12 aprile 2021… Ci siamo quasi!

Be’ non abbiamo finito con le novità. Contemporaneamente alla nuova sede stiamo anche ristrutturando la nostra sede di Milano nord-ovest (Rovello Porro), sempre nell’ottica di R-innovare RTT. Più spazi, più uffici, più postazioni e più futuro! Guardate anche sul nostro sito, ci sono diverse posizioni aperte. Aiutateci a divulgare la ricerca oppure date un’occhiata se siete interessati! Ecco il Link

Con queste novità auguriamo a tutti BUONA PASQUA e speriamo di incontrarci presto!

Oracle Integration Cloud: make integration easier?

Oracle Integration Cloud has made Integration to SaaS and other systems easy by delivering various prebuild adapters for variety of sources and targets. Some of the most common adapters integrating with SaaS are ERP Adapter, HCM Adapter, FTP Adapter for your file interactions, On-Prem adapter and the list goes on.

Where adapters excel is exposing the services provided by various systems.

As the Integration Architect/Developer there is no need to understand all the technical details of the various systems.

A standard inbound pattern for Oracle ERP/HCM in OIC:

  1. Source systems supply data in agreed format.
  2. Convert the source data to FBDI format.
  3. Load and Import data into Oracle Cloud ERP/HCM
  4. Reporting and Error handling

Creating a FBDI or HDL is not always straightforward and this is where OIC Integrations becomes complex with iterations and various complex mappings and calculations to be done. You need to use XSLT, conditional mappings and various other bits for achieving the simplest of the transformations. By standard Oracle recommends the usage of creating the FBDI & HDL files at source or using an extra layer like ODI. In many cases there are costs associated with changing data at source and also lack of knowledge of the Oracle system. This is where DBaaS comes into picture sitting close to OIC, an adapter away and can take away the complexity.

I don’t need to argue the benefits of using plsql which all Oracle developers are well acquainted with, for doing the transformations. The ATP/ADW/DB adapters expose the DB into OIC, provide the capabilities to table operations like select/insert/update and invoking a procedure. Once the data is transformed in the DB this can plugged back into the Step 3 for loading and importing into Oracle ERP/HCM. Here are high level steps of OIC plus DBaaS Inbound Integration Pattern for Payables Invoices where headers and lines FBDI files need to be created from source.

High Level Steps for Main Integration

  1. Read the file from FTP location
  2. Perform trailers and other checks
  3. Insert data into ATP/ADW
  4. Invoke Create FBDI Child Integration
  5. Invoke Reporting Child Integration
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Create FDBI child Integration looks like this.

High level steps

  1. Create FBDI using invoke procedure function of adapter
  2. Write the header and line files in staging
  3. Zip and Invoke Bullk Import via ERP Adapter
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Reporting Child Integration is another local Integration which is invoking the BI Webservice and reading the data to build in the summary/status emails.

High level steps

  1. Verify the Bulk Import Status
  2. Invoke BI services to fetch the interface processing reports
  3. Email the report building in the necessary formats (Ex- html)

The use of local Integrations is another powerful feature which allows building reusable modular integrations.

Modularization is a key and powerful process in any technology.

This keeps the Integrations simple and easy to understand and debug incase of issues. And the beauty is, we are using Integrations are like another service or API which we call part of the solution.

In RTT, we use Oracle Integration Cloud also for integrate your ERP with e-commerce. Do you want to know more? Watch the webinar!

Duilio Paliferro, Solution System Integrator & Business Unit Manager

Digital Transformation: il mondo education e della ricerca

Progetto OCRE, Quistor vince la gara europea in sei paesi tra cui l'Italia

Quistor e' stato scelto come partner ufficiale del progetto OCRE per supportare gli istituti di ricerca e d'istruzione nel percorso verso la Digital Transformation. In base all'accordo stipulato, Quistor e' il reseller esclusivo dei servizi Oracle Cloud in sei paesi europei: Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Olanda, Spagna e Regno Unito.

Per i prossimi quattro anni, Quistor e in particolare noi di RTT per l'Italia, supporteremo gli istituti di ricerca e d’istruzione europei nel viaggio verso il cloud attraverso le nostre pluriennali esperienze e l’ampia gamma di servizi offerti: consulenza, migrazioni, implementazioni, formazione e molto altro.

Il progetto e GÉANT

Il progetto Open Clouds for Research Environments (OCRE), è promosso da GÉANT. E' la principale associazione per l’e-infrastructure ed i servizi per gli istituti di ricerca e d'istruzione. Il network di GÉANT è supportato dalla Commissione Europea e da 39 partner facenti parte del "National research and education network" (NREN) in tutta Europa. Connette un totale di circa 50 milioni di utenti in oltre 10.000 organizzazioni.

Lo scopo del progetto OCRE è quello di accelerare l'adozione del Cloud negli istituti di ricerca e d'istruzione. Per rimanere al passo con i cambiamenti dettati dal mercato, le organizzazioni necessitano di ripensare alle loro strategie digitali. Mai come ora è importante rimanere connessi, generare valore ed essere flessibili ed efficienti.

I servizi cloud-based offrono alle aziende una vasta gamma di strumenti con un elevato potenziale. Spesso però capita che portare avanti questi progetti sia molto dispendioso in termini di tempo e anche molto complesso. Il progetto OCRE intende semplificare il tutto. Vuole far incontrare i fornitori dei servizi Cloud e gli istituti di ricerca e d'istruzione mettendo a disposizione accordi per i servizi già “pronti all’uso”. Questi accordi infatti, facilitano l’accesso delle istituzioni ai servizi cloud commerciali eliminando la necessità di  indire gare di appalto complesse. Inoltre, OCRE metterà a disposizione degli istituti di ricerca 4 milioni di euro in crediti di servizio, attraverso il finanziamento di adozione da parte della Commissione Europea.

In totale sono 473 gli accordi quadro stipulati per i partecipanti che si sono classificati primi nella valutazione e sono 27 le piattaforme cloud scelte.

RTT Quistor Italy

La nostra lunga esperienza nella consulenza cloud, nella gestione dei progetti e nell’application management system, abbinata alle soluzioni cloud Oracle per i settori dell'istruzione e della ricerca, è ciò che ci distingue dagli altri fornitori.

Offrendo competenze tecniche e conoscenze approfondite, lavoreremo con le istituzioni di ricerca e d'istruzione per affrontare la digital transformation seguendo il percorso più adatto ad ognuno. Il nostro approccio innovativo ha infatti consentito a noi di Quistor di vincere il premio “FY20 Oracle Cloud Infrastructure (OCI) Partner of the Year Award”.

Con la forte presenza in Europa del gruppo, RTT Quistor Italy si impegna a fornire le migliori soluzioni software, servizi di management services 24×7 e consolidate competenze, con l’obiettivo di soddisfare le necessità peculiari dei nostri clienti.

Vuoi saperne di più? Scarica la brochure

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Esiti del negoziato tra UE e UK. Cosa cambia?

Sempre nell’ottica di fornirvi aggiornamenti sulla Brexit, vi consigliamo la lettura di questo documento molto utile e chiaro nei contenuti: Esiti del negoziato UE-UK. Cosa succede il 1° gennaio 2021″.

E’ stato redatto da Easyfrontier, che ringraziamo per avercene consentito la divulgazione. In particolare, un ringraziamento va a Fulvio Liberatore (liberatore@easyfrontier.it), CEO della compagnia e a Carmela Massaro (massaro@easyfrontier.it), responsabile delle relazioni esterne.

Tra i punti principali degli esiti del negoziato che vengono trattati ci sono:

– EORI, si ma quale?
– Un nuovo sistema di classifica UK
– Principali cambiamenti
– Incoterms
– Vendere DDP da UE a UK
– Sdoganamento in house
– Checklist

Buona lettura!

Brexit e Contratti Commerciali: cosa cambia?

Mentre le negoziazioni sulla Brexit continuano, abbiamo pensato di fornire ai nostri clienti delle informazioni che possono essere utili in un momento in cui ci si sta preparando alla fine del periodo di transizione.Qui di sotto riportiamo alcuni dei punti principali che sono stati comunicati alle aziende italiane dall’ Italian Trade Agency (ITA) concernenti la Brexit e Contratti Commerciali.

Vediamo insieme i dettagli

L’Italian Trade Agency suggerisce di valutare il potenziale effetto della Brexit sui contratti commerciali con società aventi sede nel Regno Unito. Riportiamo alcune delle aree “di rischio” evidenziate nella relazione dell’ITA.

Aumento delle barriere commerciali.

Un possibile aumento delle barriere commerciali (controlli doganali associati a nuove tasse, dazi o altre imposte) tra Regno Unito e UE potrebbe causare ritardi e un aumento dei costi per le imprese che operano con il Regno Unito. È dunque importante per l’impresa, valutare l’impatto commerciale che questi rallentamenti e spese aggiuntive avranno su ciascun accordo, per eventualmente rinegoziare alcune disposizioni.

Circolazione delle persone.

Gli spostamenti dei lavoratori saranno soggetti a visti specifici e la figura dei lavoratori distaccati, creata dall’Unione Europea, è adesso a rischio. Questo sarà di particolare rilievo per le aziende che sono solite inviare lavoratori all’estero o che offrono servizi a livello internazionale.

Monitoraggio delle fluttuazioni valutarie.

La mancanza di un accordo che regoli i nuovi rapporti tra Regno Unito e UE sta causando un’incertezza nella maggior parte dei settori. Le aziende non hanno gli elementi necessari per prepararsi alle nuove regole, poiché molte di esse non sono ancora chiare. Di conseguenza, c’è un rischio concreto che i prossimi mesi vedano delle fluttuazioni più o meno marcate del valore della sterlina. Nella negoziazione dei nuovi contratti e, nella modifica eventuale dei contratti esistenti, sarebbe opportuno considerare come allocare il rischio di future variazione del valore della sterlina rispetto alla valuta di riferimento.

Ambito territoriale dei contratti.

Le imprese dovrebbero verificare quale sia l’ambito territoriale degli accordi commerciali di cui sono parte. Bisognerà porre particolare attenzione a quegli accordi che prevedono l’UE come ambito territoriale. In questi casi, infatti, diventa fondamentale stabilire se il Regno Unito è da includersi in tale definizione o meno.

Cambiamenti legislativi.

In un primo momento, all’inizio del 2021, il Regno Unito conserverà nella maggior parte dei settori le norme di diritto europeo già in vigore. Tuttavia, si riserverà la possibilità di abrogarle o apportare modifiche. Le aziende dovrebbero cominciare subito a valutare come gli eventuali futuri cambiamenti di legge sono regolati da ciascun accordo esistente, e come regolarli negli accordi futuri.

GDPR e protezione dei dati.

Le regole di protezione dei dati sono percepite come una delle problematiche più immediate da affrontare prima della fine del periodo di transizione. Nel campo della protezione dei dati il regolamento europeo di riferimento, che è la General Data Protection Regulation, detta GDPR, è stata in ampia misura già trasposta nel diritto inglese e le regole attualmente in vigore verranno quindi mantenute.

Qualche cambiamento avverrà però per le aziende multinazionali che trasferiscono dati personali tra il Regno Unito e i paesi europei. Per i trasferimenti dal Regno Unito verso l’UE il governo ha già stabilito che non saranno necessarie salvaguardie aggiuntive poiché i Paesi europei sono considerati destinazioni con un livello di sicurezza adeguato. I trasferimenti dall’UE al Regno Unito, invece, potrebbero essere condizionati dalla Brexit. Questo perché a partire dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito sarà un “paese terzo” ai sensi della GDPR. In quanto tale, i trasferimenti indirizzati al Regno Unito potranno avvenire solamente se verranno rispettate due condizioni.

Le due condizioni, la cui introduzione sembra più probabile, sono una decisione di adeguatezza da parte della Commissione Europea e l’introduzione di una clausola di salvaguardia nei contratti. Il garante britannico per la protezione dei dati ha predisposto sul proprio sito una guida per preparare le aziende a inserire questa clausola, con una bozza della clausola stessa ad uso delle imprese interessate.

Tre punti chiave da tenere in considerazione

In conclusione, l’ITA invita le imprese che operano nel Regno Unito a condurre una revisione dei contratti esistenti, in particolare, tenendo in considerazione:

  • come la Brexit possa influenzare la propria attività in generale e gli accordi commerciali con parti terze;
  • identificare i principali contratti che disciplinano tali accordi e valutare se offrono una protezione sufficiente contro la Brexit;
  • dove non sia possibile la risoluzione del contratto, provare a rinegoziare o modificare il contratto, tenendo in considerazione le implicazioni della Brexit.

Per maggiori dettagli sulla Brexit e Contratti Commerciali,  potete consultare il sito dell’Italian Trade Agency 

Nota: Le informazioni riportate sono state estratte dal sito dell’ Italian Trade Commission di Londra.

Leggi anche Brexit e Controlli doganali: le tre fasiBrexit VAT e scambi di merce: cosa valutare?

Brexit VAT e scambi di merce: cosa valutare?

Mentre le negoziazioni sulla Brexit continuano, abbiamo pensato di fornire ai nostri clienti delle informazioni che possono essere utili in un momento in cui ci si sta preparando alla fine del periodo di transizione. Qui di sotto riportiamo alcuni dei punti principali comunicati alle aziende italiane dall’Italian Trade Agency (ITA), concernenti Brexit VAT e scambi di merce tra EU e UK.

Cosa cambia?

In costanza dell’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europea, gli scambi di merce comunitaria avvenivano in libera circolazione. Come conseguenza della Brexit, dal primo gennaio 2021, UK introdurrà un confine doganale. Pertanto gli scambi di merce tra gli stati appartenenti all’EU (così come per gli altri stati non EU) avverranno in regime di importazione e/o esportazione doganale.

Da ciò derivano alcune conseguenze che l’Italian Trade Agency (ITA) ritiene debbano essere valutate dalle imprese Italiane esportatrici in UK in preparazione alla Brexit.

Brexit VAT e scambi di merce: cosa è opportuno valutare?

1) La necessità/opportunità di registrarsi VAT (oltre che ai fini doganali) in UK in presenza di flussi di merci derivanti da contratti che prevedano il trasferimento di beni a titolo non traslativo della proprietà, come ad esempio i contratti estimatori, consignment stock, vendite con riserva di proprietà, trasferimento in conto visione, trasferimenti a costituzione di stock locali etc..

2) L’esigenza da parte dell’impresa esportatrice in UK di distribuire e commercializzare localmente il proprio prodotto già in libera pratica, cioè avendo già assolto gli oneri doganali di importazione. L’impresa esportatrice può valutare di registrarsi ai fini VAT (e Custom) in UK e sdoganare le merci in nome proprio per poi commercializzarle a clienti UK in regime domestico.

3) Per le vendite “online” o “distance sales”, in base al soggetto responsabile per l’effettuazione delle formalità doganali, occorre valutare la necessità per l’impresa di registrarsi ai fini VAT in UK onde eseguire l’importazione dei beni e le relative cessioni a clienti locali.

4) Operazioni triangolari con altri soggetti di paesi UE possono richiedere una registrazione VAT in EU da parte del partecipante alla triangolazione stabilito in UK o viceversa.

5) Il meccanismo di liquidazione della VAT all’importazione in dichiarazione VAT costituisce una semplificazione amministrativa apprezzabile e pertanto da valutare. È previsto infatti un meccanismo di “postponed accounting” secondo cui la VAT dovuta in importazione è liquidata nella medesima dichiarazione VAT, nella quale il soggetto rileva il debito verso l’erario e contemporaneamente ne rileva il credito in detrazione (ricorrendone le condizioni). Ciò comporta che, in assenza di limiti sulla detraibilità dell’imposta, l’operazione doganale avvenga senza oneri finanziari derivanti da VAT (lo stesso non vale per la componente di dazio). In sintesi, registrarsi in UK ed assolvere gli oneri doganali in proprio, non ha effetti di cassa negativi dovuti a VAT.

6) Le imprese non avendo la possibilità di chiedere nel proprio stato membro il rimborso di VAT assolta in altro stato membro, occorre che le imprese valutino l’opportunità di registrarsi ai fini VAT onde recuperare la VAT su costi locali utilizzati per l’esercizio dell’attività d’impresa.

Per maggiori dettagli potete consultare il sito dell’Italian Trade Agency.

E le operazioni di reso?

Le merci unionali, temporaneamente esportate dal Regno Unito prima della fine del periodo di transizione e reimportate nell’Unione dopo la fine del periodo di transizione, sono considerate merci in reintroduzione (art. 203 CDU) e sono quindi importate in esenzione totale.

L’operatore economico deve essere in grado di dimostrare che le merci unionali:

1) sono state trasportate nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione

2) sono reintrodotte nello stato in cui sono state esportate

Maggiori dettagli

Dal punto di vista doganale, le operazioni di reso sono disciplinate dall’art. 203 CDU, che – su richiesta dell’operatore – in termini generali prevede l’esenzione dai dazi per le operazioni di reintroduzione della merce, che avvengano entro i tre anni successivi alla precedente esportazione delle stesse come merci unionali.

La norma prevede, quale condizione per l’esenzione, che le merci siano “reintrodotte nello stato in cui sono state esportate” e che alla reintroduzione vengano fornite le informazioni attestanti la sussistenza delle condizioni previste per l’esenzione.

Il significato dell’espressione sopra virgolettata è esplicitato dall’art. 158 del Reg. UE n. 2446/2015, secondo cui tale circostanza ricorre qualora le merci precedentemente esportate siano reintrodotte senza aver subito trattamenti o manipolazioni oltre a quelli incidenti sulla presentazione, quelli necessari alla riparazione o per la manutenzione (o nel caso in cui abbiano subito trattamenti diversi, che questi ultimi si siano rivelati inadatti all’uso cui erano destinate le merci).

Alla luce di ciò, si intende come le operazioni di reintroduzione delle merci nel Paese di esportazione, conseguentemente al reso effettuato dal consumatore, debbano consentire l’arrivo della merce a destinazione in tempi utili alla buona riuscita del servizio effettuato per conto del marketplace. Eppure il flusso ex art. 203 CDU è spesso rallentato dai controlli in linea effettuati dalla dogana all’atto della reintroduzione, nonché dai tempi necessari all’operatore per l’ottenimento delle singole autorizzazioni di volta in volta richieste dalla dogana ai fini dell’esenzione.

Nota: spiegazione fornita dall’Italian Trade Agency.

Leggi anche Brexit e Contratti Commerciali: cosa cambia?Brexit e Controlli doganali: le tre fasi

Brexit e Controlli doganali: le tre fasi

Quali sono i punti principali da tenere in considerazione per quanto riguarda la Brexit e i controlli doganali?

Vediamoli insieme in questi punti.

  • Il Regno Unito introdurrà controlli alle frontiere al termine del periodo di transizione.
  • Al 1° gennaio saranno necessarie documentazioni standard e requisiti doganali di base per alcune tipologie di merci (ad esempio Merci Standard che vanno dall’abbigliamento all’elettronica).
  • Da aprile saranno richieste, per determinate tipologie di merci (per esempio Merci soggette a controlli sanitari e fitosanitari), certificazioni aggiuntive tra cui documentazioni sanitarie.
  • Da luglio il nuovo regime doganale entrerà in vigore in toto e saranno richieste dichiarazioni doganali complete che si aggiungeranno all’aumento dei controlli fisici della merce.
  • Questo approccio darà alle imprese più tempo per organizzare la propria attività.

Da ricordare però che, dal 1°gennaio, ogni movimentazione di merce rappresenterà, a prescindere da un accordo o meno tra le parti, un’operazione di esportazione.

Seppur i controlli doganali e le formalità a cui adempiere saranno diluiti e incrementati nel tempo (3 fasi) occorrerà SEMPRE:

  • Essere titolare di un codice EORI
  • Presentare una dichiarazione doganale
  • Essere in possesso delle dichiarazioni di sanità e sicurezza necessarie per la merce che si vuole esportare

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Italian Trade Agency.

Brexit e controlli doganali: scheda riassuntiva

A questo link si puo’ trovare la Scheda riassuntiva sul regime doganale Brexit sempre redatta dell’Italian Trade Agency.

Leggi anche Brexit VAT e scambi di merce: cosa valutare?Brexit e Contratti Commerciali: cosa cambia?

Panico per la Pianificazione e il Budget? Il nuovo anno è alle porte.

È scattata l'ora x ma niente paura. Hai già fatto la pianificazione e il budget per il nuovo anno?

Indipendentemente dal tuo business o dimensione aziendale, sappiamo che sei molto spesso sommerso da una quantità innumerevole di dati non aggiornati o carenti, con grande difficoltà nel recuperarli e supportati da infiniti fogli Excel. Aggiungici anche la difficoltà del vivere in un contesto di costante cambiamento, incertezza economica e con competitor sempre in aumento.

 

Quindi? Definizione del budget a 360°, pianificazione e reporting: Oracle Planning & Budgeting sarà la tua prossima mossa!

 

È la soluzione flessibile (ti dà la possibilità di definire modelli complessi, non ci sono limiti al numero e alle dimensioni degli ipercubi), veloce da implementare e con un rapido Time - To - Value. È completa ma altamente personalizzabile e integrabile con il gestionale  che hai in azienda e ha già una serie di connettori nativi su determinati software di terze parti. Per non dimenticare che è la soluzione cloud migliore sul mercato!
Se ti capita di essere in giro e non avere il pc, non c’è problema: accedi utilizzando il tuo tablet o smartphone!

Ah lo sapevi che Oracle Planning & Budgeting deriva da uno dei primi software di Enterprise Performance Management più venduti, ovvero Hyperion.

Capiamo a cosa serve.

  1. Basandosi su un database di tipo matriciale e utilizzando sofisticate tecniche potrai creare modelli di breve, medio e lungo periodo, analisi predittive e scenari what if multipli;
  2. Permette di costruire un modello per la gestione del cashflow, prevedendo anticipatamente i flussi finanziari dell’azienda;
  3. Utilizzerai un unico strumento di reporting grazie agli analytics integrati con la certezza di avere dati accurati, completi e aggiornati.

Se ti stai chiedendo come avviene l’import dei dati e con quale tipologia di file è compatibile, semplice!
Recepisce dati da qualsiasi tipo di fonte automaticamente come dal tuo gestionale oppure da file Excel, .csv, Access e file di testo. Ovviamente consente anche l’inserimento diretto del dato “guidato” con le funzionalità Smart View. Infatti è completamente integrato con Microsoft Office.
A che livello di complessità posso ottenere i miei dati? Scegli tu! Puoi utilizzare i template standard già preconfigurati oppure creiamo insieme il modello più adatto alle tue esigenze!

Cosa ottieni?

I benefici sono molti ma tra i principali, potrai ottenere:

  1. Tempestività nelle decisioni strategiche
  2. Maggior efficienza grazie all'automazione delle attività
  3. Riduzione dell'incertezza per migliorare la performance
  4. Miglior affidabilità del dato

Niente più pensieri per la pianificazione e il budget!

Scopri tutti i Webinar RTT

Scopri tutte le ultime novità per migliorare ed ottimizzare i tuoi sistemi aziendali insieme ai nostri esperti. Nel nostro ciclo di incontri completamente gratuiti avrete modo ogni volta di approfondire una tematica diversa

Vecchi Webinar RTT

Quistor Live Event - Digital Edition

 

Quistor Live Event

JD Edwards, Cloud/ISV, Database, Business Analytics, Netsuite, Research & Education: queste le tematiche che guideranno il Quistor Live Event!

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Scopri l'agenda completa cliccando sul pulsante "Iscriviti".

Sii il primo a prenotare il tuo posto! Ti aspettiamo!

WORKSHOP - 2021, L'ANNO DEL FOOD DATA-DRIVEN

Il workshop dedicato ai trend della digitalizzazione per il settore Food: export e cloud alla base dei nuovi asset della distribuzione post-covid.

Di cosa parleremo?

✅ I nuovi trend per il mercato del Food alla luce del 2020
✅ Come scegliere il gestionale più adatto alla distribuzione e all'export
✅ I tre punti prioritari d'intervento: le best practice

Relatori:

  • Rudy Bandiera, Divulgatore, Creator e Author di video e libri su innovazione, tecnologia e comunicazione, Docente e TEDx Speaker
  • Carmela Neffat, Export Manager e Direttrice Scientifica Master in Food Export Management @ Scuola CSQA
  • Fausta Colosimo, Head of International Markets @ Caffè Trucillo
  • Alberto Frazzini, Sales & Marketing Director e Partner @ RTT

StealthDay 2020 - Digital Edition

Moda sostenibile, nuove tecnologie, internazionalizzazione: queste le tematiche che guideranno lo Stealth Day 2020!

Un'edizione tutta DIGITAL che non puoi assolutamente perdere!

Nuovo format, nuove partecipazioni ma stessa ricchezza di contenuti e possibilità di scambio!

Molti approfondimenti, da Stealth GO alla Stealth Platform, dalla nuova acquisizione di Zedonk alle esperienze dei maggiori player, con una Keynote Speaker d'eccezione: Francesca Romana Rinoldi (PhD, Professor in Strategy and Fashion Management all'università Bocconi).

Una sessione plenaria che ti stupirà, a cui seguirà l'apertura della nostra Meeting Room, dedicata al tema Finance&Controllo a cui potrai partecipare ed intervenire attivamente!

A questo punto devi solo segnarlo in agenda e iscriverti all'evento!

English - Webinar by FoodQloud: Live Demo NetSuite Crafted ERP

Find out all about the most complete business management platform for Breweries during our live demo. Crafted ERP is an industry specialized, cloud-based business management platform that is helping brewers around the globe to simplify their software ecosystem, take control of their business and grow with confidence. more...

Le mosse giuste per il Controllo di Gestione: il fashion post Covid!

Il Controllo di Gestione non è più un'opportunità ma una NECESSITA' imprescindibile! Ecco di cosa parleremo in questo webinar:

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Storage e Disaster recovery in cloud

Ma tu come gestisci il disaster recovery? Vuoi diminuire i costi e ridurre i rischi?
In questo webinar metteremo in luce le principali caratteristiche, le differenze tra cloud e on premises, i possibili scenari e molto altro!

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Il Cloud di Oracle

Abbiamo deciso di dedicare alcuni appuntamenti al Cloud Oracle!
Siete curiosi di scoprirne le caratteristiche principali? Tratteremo aspetti di business e aspetti tecnici!

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I dati rappresentano una dimensione aziendale che è a tutti gli effetti un patrimonio da salvaguardare. Indipendentemente dalla dimensione dell’azienda e dal settore, è fondamentale dotarsi di un sistema di archiviazione sicuro e facile da consultare. Scopriamo insieme come ottenere il massimo e permettere all'impresa di ottimizzare le proprie attività

Non perdete questa occasione!

JD Edwards Lift&Shift su OCI

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Integrazione E-commerce

Il tuo E-commerce è on-line, congratulazioni! e ora? Hai finalmente avviato il tuo sito E-Commerce, che mai come di questi tempi è fondamentale per mantenere attiva l'azienda. Ci sono però aspetti cruciali dal punto di vista tecnologico e di processo che vanno considerati e analizzati. Scoprili con i nostri esperti in questo webinar!

Parità di genere? Il settore della Tecnologia

L’Economic World Forum nel suo “Global Gender Gap Report 2020” riporta un dato che fa riflettere. La sentenza colpisce come una lama tagliente. “La parità di genere non si raggiungerà ancora per 99.5 anni”.

Per comprendere a fondo questa condizione bisogna guardare i numeri.

Vediamo insieme alcuni dati

Partendo dall’arena politica, i punteggi in termini di rappresentanza parlamentare, a livello globale, sono impressionanti. Solo il 25% delle donne ricopre questo ruolo. Percentuale ancora più bassa a livello ministeriale, si raggiunge solo il 21%.

Segue il trend, anche se con risultati leggermente migliori, il parlamento europeo. Le donne non rappresentano la maggioranza in nessuno stato, nemmeno nei paesi scandinavi. Sembra essersi registrato un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti. Siamo però ancora lontani dal raggiungere un livello di parità. Unica nota di incoraggiamento è l’evoluzione dal 2003 al 2019. Ha infatti visto l’aumento della presenza femminile da un un quinto ad un terzo. L’Italia in questa classifica si posiziona al nono posto con una percentuale pari al 36%. Confidiamo negli anni a venire!

Secondo questo studio, il livello di istruzione e il livello di salute e sopravvivenza sono quasi vicini alla parità (96,1% e 95,7% rispettivamente). A destare preoccupazione è, invece, la dimensione della partecipazione economica e delle opportunità. Qui la differenza è nettamente più marcata, infatti si raggiunge solo il 57,8%. Numeri che non incoraggiano.

Le ragioni di questa disparità di genere vengono individuate in tre fattori principali.

  • La mancanza di infrastrutture di assistenza;
  • La mancanza di donne che ricoprono posizioni con una crescita salariale marcata come nell’ambito tecnologico;
  • La presenza massiccia in ruoli che spesso vengono automatizzati.

Capiamo meglio la situazione nella Tecnologia

Se guardiamo alle professioni del futuro, ci sono ambiti come il settore people and culture, il marketing o il content production che vantano una presenza femminile importante. Il range che va dal 40 al 65 %.

Settori invece, come il cloud computing, l’ingegneria e il data management registrano ancora una scarsa rappresentanza. Solo il 12% dei professionisti è donna nell’ICT.  Per gli altri due ambiti, invece, la percentuale è leggermente superiore, rispettivamente 15% e 26%.

La realtà di RTT  

La nostra realtà possiamo dire che contrasta la tendenza italiana e globale.

Al momento abbiamo raggiunto una quota pari al 34% e stiamo ponendo sempre più attenzione in questa direzione. Per noi questo aspetto è una componente fondamentale! Inutile sottolineare l’importanza della parità di genere per lo sviluppo dell’economia e dell’intera società in generale. È cruciale per aspetti innumerevoli, dalla competitività allo sviluppo di talenti fino all’innovazione e alla creatività.

RTT è orgogliosa di contribuire all’innalzamento del livello italiano con la sua percentuale.

Quali sono le chiavi del successo per raggiungere la parità di genere?

Anzitutto l’assunzione diversificata per garantire un livello maggiore di differenziazione e adattabilità. L’azienda deve essere pronta al cambiamento per superare finalmente la concezione passata!

La creazione di culture del lavoro inclusive in grado di valorizzare il pensiero diverso. L’obiettivo è generare idee, innovazione e creatività. Non si tratta solo di competenze diverse ma anche di soft skill diverse che fanno la differenza all’interno dell’azienda.

Infine, promuovere una gestione in cui sia possibile riconoscere stili ed orientamenti manageriali diversi. Può rappresenta un forte vantaggio competitivo.

La leva strategica sarà la diversità!

 

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Smart working: lontani ma vicini

 

Quando sei a casa con le pantofole ai piedi, il lavoro si tinge di altri colori. Molteplici sono gli aspetti che cambiano quando parliamo di smart working: dalla postazione fissa della propria scrivania alle relazioni che intercorrono durante la giornata. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti. Da un lato l’azienda e la sua organizzazione e dall’altro il lavoratore con le sue abitudini.

Vediamo cosa cambia per l’azienda

Consentire lo smart working ai propri dipendenti implica in primis un investimento iniziale per fornire gli strumenti tecnologici che rendono possibile il lavoro agile. Dal computer portatile allo smartphone fino all’adozione di software specifici per la sua attuazione.

Superato questo primo passaggio necessario, sicuramente ciò che viene chiesto all’azienda è un cambio di tipo culturale. Le realtà con un’organizzazione aziendale rigida non funzionano certamente. Sono invece fondamentali la disponibilità e la flessibilità per promuovere questa nuova metodologia di lavoro.

Noi di RTT, abbiamo abbracciato da molti anni questa concezione del lavoro smart. Ognuno di noi, infatti, possiede tutti gli strumenti necessari. Soprattutto abbiamo e continuiamo a sviluppare una cultura aziendale che si basa sulla fiducia reciproca, elemento essenziale per poter coltivare e rendere efficace lo smart working.

E per i dipendenti e collaboratori?

Partendo da un’analisi di tipo personale, al lavoratore viene richiesto certamente uno sforzo nel concepire la nuova modalità di lavoro. Non solo da un punto di vista propriamente pratico riguardante il luogo e l’orario in cui svolgere la propria attività lavorativa. Ciò che è maggiormente impattato sono le sue abitudini personali che vanno indubbiamente ripensate. Si deve sostanzialmente riconsiderare il concetto di tempo. Come possa essere impiegato per lo svolgimento di nuove attività o semplicemente di attività di routine da svolgere in momenti diversi della giornata.

Da un punto di vista lavorativo, è necessaria una maggior auto-organizzazione e una capacità comunicativa forte. Si annullano le interazioni face to face, tutto viene veicolato dalla tecnologia. E’ chiaro quindi che bisogna continuare a tessere il rapporto con il proprio team nonostante questa distanza.

Gli aspetti positivi dello smart working

Il primo vantaggio che possiamo individuare è la flessibilità e la maggior autonomia che consente di gestire al meglio l’attività lavorativa e il luogo dove svolgerla. Questo porta sicuramente ad un minor assenteismo, poiché consente di trovare la propria worklife balance e di conseguenza una maggiore produttività.

Il risparmio è un altro aspetto cruciale, in tutte le sue forme! Banalmente dal risparmio di tempo del tragitto casa-ufficio, di risorse per gli spostamenti, per la consumazione del pasto. Non dimentichiamo l’impatto ambientale! Lavorando in smart working facciamo sicuramente bene all’ambiente, utilizziamo meno la macchina o i mezzi pubblici e il nostro pianeta ringrazia.

Certamente lo smart working offre grandi vantaggi per coloro che soffrono di salute o per coloro che hanno necessità di accudire i propri cari. Potendo scegliere dove e come lavorare si ha la possibilità di conciliare le esigenze familiari con l’attività lavorativa. Diminuiscono così le barriere e si raggiungono condizioni di pari opportunità e uguaglianza.

Lo smart working ha controindicazioni?

Tra gli aspetti negativi possiamo annoverare come primo punto la perdita di creatività e del pensiero innovativo perché è la diversità che genera innovazione. Spesso le soluzioni più creative avvengono durante lo scambio reciproco. Che sia in una conversazione tra colleghi o semplicemente quando ci si trova a risolvere una problematica davanti alla macchinetta del caffè. Insieme al proprio team possono emergere spunti e idee tipici della condivisione che altrimenti non si avrebbero. Come sosteneva Steve Jobs, la creatività nasce dagli incontri spontanei e dalle discussioni casuali. 

Un altro aspetto rilevante è la difficoltà di separare la vita privata da quella lavorativa. Bisogna cercare di mantenere separati gli spazi e i momenti della giornata da dedicare al lavoro e quelli per la famiglia. È fondamentale per raggiungere un bilanciamento tra l’attività lavorativa e quella privata. Prendersi i propri spazi e coltivare le proprie passioni è elemento imprescindibile dell’essere umano e permette di concentrarsi maggiormente sul lavoro. Si tratta di stabilire una linea di confine!

Anche l’aspetto relazionale può essere compromesso con il rischio di sentirsi isolati. Il fatto di non avere interazioni faccia a faccia e di non essere fisicamente in un ufficio potrebbe portare il lavoratore a isolarsi dal proprio team. Stare vicino agli altri, comunicare senza la tecnologia infatti fa emergere il nostro lato più umano. Ci consente di vivere aspetti come l’empatia e la collaborazione che altrimenti non vivremmo. Ad esempio, noi come RTT, abbiamo creato nei nostri uffici aree ad hoc, come l’area ristoro e l’area break per incrementare lo sviluppo di relazioni informali e favorire momenti di scambio reciproco.

Come realizziamo noi di RTT  lo smart working?

Per attuare questo scambio continuo con i nostri colleghi e partecipare alla cultura dell’ufficio, abbiamo organizzato dei momenti giornalieri virtuali di circa trenta minuti. Il team può così scambiare idee, confrontarsi sulle attività per le 24 ore successive e risolvere eventuali problematiche. Abbiamo adottato la cosiddetta metodologia degli scrum meeting che utilizziamo solitamente durante la gestione dei progetti con un certo grado di complessità. Basandoci sulla nostra esperienza, è una metodologia premiante, perché consente di condividere gli avanzamenti del lavoro, organizzare e programmare le attività per un periodo breve. Sono così garantiti un maggior coinvolgimento e una maggior collaborazione di tutti. Questo perché lo facciamo insieme!

Inoltre, abbiamo creato anche un momento dedicato al management team. L’obiettivo è quello di raccogliere le sensazioni e gli stati d’animo dei nostri dipendenti per cercare di capire come migliorare ogni giorno e focalizzarci sulle decisioni strategiche.

Diciamo che un giusto bilanciamento tra lo smart working e il lavoro tradizionale in ufficio è la chiave vincente per promuovere una cultura aziendale basata sulla valorizzazione della persona.

Insomma, il pensiero di Steve Jobs “Creativity comes from spontaneous meetings, from random discussions” per noi rimane valido. Proprio per questo abbiamo creato momenti di scambio virtuale.

Scriveteci cosa ne pensate anche voi!

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Gruppo FINI: si parte da 190 milioni

Fini, il gruppo emiliano che comprende i marchi Fini Modena 1912, secondo player italiano della pasta fresca, Greci, per le forniture al canale horeca, e Le Conserve della Nonna, ha chiuso il 2018 con ricavi pari a 190 milioni. Di questi, 90 milioni sono il risultato dei prodotti Greci, destinati ai ristoranti. Mentre il retail, guidato dai marchi Fini Modena e Le Conserve della Nonna, ha portato i restanti 100 milioni.

“Un marchio storico e inserito nel territorio di riferimento, poiché la pasta fresca è emiliana e prodotta a Modena. Il tortellino rimane il nostro cavallo di battaglia”, Fabio Ferrari, Direttore Generale.

Gruppo Fini: dalla tradizione alla diversificazione

Il Gruppo Fini, però, non punta solo alla tradizione, ma anche alla diversificazione. Diversificazione che si legge nell’offerta dei prodotti, con novità che vanno dalla carne al pesce, già sperimentati con Greci e ora inseriti anche nella grande distribuzione.

Gruppo Fini significa materie prime italiane, ricette casalinghe. La filosofia è quella di preservare ed enfatizzare al massimo la qualità della materia prima, con il plus della valenza di prodotto casalingo.

Gruppo Fini
Gruppo Fini

Gruppo Fini: i risultati del 2018

Per i due marchi retail, quindi, si tratta di esportare prodotti nati in terra modenese, in particolare a Ravarino, raggiungendo quote del 10 (Fini) e 30% (Le Conserve della Nonna). Il 2018 si è concluso per essi con un tasso di crescita del 3%.

I clienti del settore horeca che si affidano ai prodotti targati Greci sono 15mila e generano un giro d’affari proveniente per il 60% dall’Italia e per il restante 40% dall’estero. Questo ha garantito per lo scorso anno un tasso di crescita ancora più alto dei brand retail (5%).

Gruppo Fini: gli obiettivi per il 2019

Per il futuro, l’obiettivo del Gruppo Fini e di Ferrari è chiaro: consolidare questa crescita. Come? Attraverso l’innovazione di prodotto ed un posizionamento più elevato dei propri brand.

“Nel food il middle soffre, nel low si vende molto ma non si guadagna, pertanto il valore aggiunto si ottiene salendo di livello. Ed è su questo aspetto che focalizzeremo la nostra attività”.

RTT partecipa alla Fashion Innovation Week

Fashion Innovation Week - Lugano, 01-05/04

Al via oggi la Fashion Innovation Week, l'evento dedicato all'innovazione digitale nel mondo della moda.

NetComm Suisse, l'associazione dedicata all'e-commerce che organizza l'evento, ha scelto il LAC di Lugano come location per questa settimana ricca di appuntamenti.

Innovation meets Fashion

La Fashion Innovation Week si propone di unire aziende ed associazioni legate al digitale e alla moda con workshop, testimonianze, riconoscimenti e networking.

RTT è presente al ciclo di eventi dal titolo Innovation meets Fashion. Un'occasione per discutere di tecnologia e innovazione nel mondo del fashion e del luxury retail.

Fashion Innovation Week
Fashion Innovation Week
LAC Lugano - Fashion Innovation Week
LAC Lugano - Fashion Innovation Week

Partnership RTT - NetComm Suisse

Nella cornice del LAC prende forma la partnership tra RTT e NetComm Suisse.

Una collaborazione che permette a RTT di essere più vicina alle aziende di moda transfrontaliere, servendosi della grande esperienza maturata dall'associazione svizzera. Essa, infatti, si propone di sostenere gli interessi delle imprese di e-commerce e di abbattere le barriere che limitano lo sviluppo del settore.

Fatturazione Elettronica Passiva JD Edwards

Fatturazione Elettronica Passiva JD Edwards

Gestire la fatturazione elettronica passiva all’interno di JD Edwards può rappresentare un valore aggiunto. In primo luogo per la possibilità di recepire in maniera automatica e controllata in JDE le fatture dei propri Fornitori.

Secondo uno studio pubblicato dall'Osservatorio del Politecnico di Milano, le imprese che porranno in atto la gestione del ciclo delle fatture passive potranno ottenere un significativo risparmio per ogni fattura ricevuta.

I benefici riguarderanno anche una riduzione delle risorse impiegate:

  • - Nessuna necessità di stampare le fatture ricevute 
  • - Nessun errore umano da controllare
  • - Nessuno spreco di tempo

Fatturazione Elettronica Passiva JD Edwards: i vantaggi della proposta RTT

La soluzione di RTT per la fatturazione elettronica passiva in JD Edwards garantisce il minimo impatto sul sistema del Cliente. Prevede la possibilità di recepire dall'esterno la fattura passiva in formato XML, caricarne i dati all'interno del sistema ed effettuare una serie di controlli formali sulla correttezza dei dati di base. È inoltre prevista la possibilità di visualizzare all'interno di JD Edwards il file XML ricevuto e opportunamente formattato al fine di garantire all'utente una leggibilità immediata. Una volta che la fattura è validata dall'operatore, i dati della stessa sono precaricati nei programmi standard di abbinamento e registrazione delle fatture.

Per maggiori informazioni sulle nostre proposte di fatturazione elettronica in JD Edwards, oppure non esitare a contattarci; saremo lieti di rispondere ad ogni tua domanda.

C.P. Company: Lorenzo Osti a capo del brand

C.P. Company - Lorenzo Osti come nuovo Direttore nel segno della continuità

Da alcuni giorni, Lorenzo Osti è il nuovo presidente di C.P. Company, storico brand italiano dello sportswear. Figlio di Massimo Osti, fondatore del brand negli anni 70 e scomparso nel 2015.

Il manager riporterà direttamente a Peter Wang, CEO di Tristate Holding, gruppo cinese a cui fa capo il brand dal 2015.

Partendo come Marketing Director nel 2015, Osti “ha contribuito in modo significativo all'affermazione del brand a livello internazionale, definendo nuove strategie di comunicazione on e offline, supervisionando importanti progetti come le collaborazioni con Adidas e il Bespoke Colour Project, che ha posizionato C.P. Company come primo marchio d’abbigliamento capace di realizzare prodotti personalizzati”, si legge nella nota dell’azienda.

 

“Sono onorato di assumere il ruolo di presidente di C.P. Company, un brand a cui sono molto legato fin dalla mia infanzia e che per molto tempo è stato lontano dalla mia famiglia.  un cerchio che si chiude e mi sento totalmente coinvolto nel portare avanti lo spirito innovatore che da sempre contraddistingue C.P. Company. Mi ritengo fortunato nel poter lavorare con un team talentuoso, estremamente appassionato e con una grande conoscenza del brand: abbiamo già ottenuto importanti risultati negli ultimi tre anni e faremo ancora meglio nei prossimi”.

 

Lorenzo Osti
Lorenzo Osti

C.P. Company - Le origini del brand

Massimo Osti, un giovane graphic designer di Bologna, fonda il brand Chester Perry nel 1971. Successivamente soprannominato “il padrino dello sportswear”, cambiò il nome del brand famoso per le sue t-shirt stampate, in C.P. Company. Questo nome diede vita ad una vera e propria rivoluzione nella storia dello sportswear e del brand Italiano.

 

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