Mark Hurd: previsioni sull’intelligenza artificiale

By Chris Murphy | Director of Cloud Content

Durante l’Oracle OpenWorld 2018, tenutosi a San Francisco dal 22 al 25 ottobre, Mark Hurd, CEO dell’azienda, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale. Tre sono le sue previsioni per un futuro in cui l’AI giocherà un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro.

1. Entro il 2025, tutte le applicazioni cloud includeranno l’intelligenza artificiale

L’AI è più efficace quando è incorporata in un’applicazione e, successivamente, nel lavoro di tutti i giorni delle persone. Potrebbe essere utile per segnalare, a chi se ne occupa, quali debiti hanno bisogno di maggiore attenzione, quali candidati valutare più approfonditamente, quali spedizioni presentano dei problemi senza dover eseguire manualmente un report.

“L’intelligenza artificiale sarà integrata in tutte queste applicazioni”, afferma Hurd. Così come prevede che per la blockchain varrà lo stesso approccio. Piuttosto che funzionare come un’applicazione autonoma, sarà integrata ovunque le persone abbiano bisogno di uno scambio di informazioni verificato più affidabile.

Secondo Hurd, queste tecnologie emergenti porteranno ad un’accelerazione nell’adozione del cloud, a discapito di sistemi legacy e on-premise.

2. Circa l'85% delle interazioni delle aziende con i loro clienti sarà automatizzato

Le aziende hanno bisogno che le interazioni con i clienti siano automatizzate e l’intelligenza artificiale può gestire e utilizzare al meglio la mole di informazioni in possesso. Soprattutto perché i clienti si aspettano risposte in tempo reale, in termini di millisecondi per Hurd, e questo va oltre la capacità umana.

I dipendenti potranno così dedicarsi a risolvere i problemi dei clienti o pensare a modi migliori per servirli, invece che occuparsi di lavoro di supporto di basso livello.

3. Circa il 60% dei lavori IT che esisteranno nel 2025 non sono stati ancora inventati

“Non ci saranno meno persone nel campo dell’Information Technology. Sinceramente credo ci saranno più persone nell’IT, ma che lavoreranno a compiti diversi”. Questa è la previsione di Hurd più importante per i professionisti.

Il CEO di Oracle ha fornito anche degli esempi concreti, come il supervisore di robot: “Tutti hanno bisogno di un capo, anche i bot”. Le persone dovranno controllare che i bot prendano le decisioni giuste, se l’85% delle interazioni con i clienti diventerà automatizzato.

Hurd immagina molte nuove occupazioni legate al mondo IT, un futuro in cui lavori che ancora non abbiamo neanche pensato saranno la norma. E queste nuove opportunità saranno rese possibili dall’automazione dei compiti più banali.

Secondo il CEO, anche il lavoro degli amministratori di database cambierà grazie all’Autonomous Database di Oracle, che si occupa di quasi tutto il lavoro manuale di provisioning, tuning, patch e protezione del database. “Questo renderà le persone libere di lavorare a compiti di livello superiore”, ha aggiunto.

Conclusioni

Oltre alle nuove previsioni, Mark Hurd ha ricordato quelle dei precedenti Oracle OpenWorld. Nel 2015 aveva previsto che entro il 2025 l’80% delle applicazioni sarebbe stato in cloud. Nel 2016 che, ponendo sempre come limite il 2025, il numero di data center di proprietà delle aziende sarebbe diminuito dell’80%, perché queste ultime avrebbero spostato i carichi di lavoro verso il cloud. Effettivamente, solo l’anno scorso e solo negli Stati Uniti, è stato chiuso il 15% dei data center aziendali.

Hurd probabilmente è stato eccessivamente aggressivo nelle sue previsioni, ma ha fatto delle considerazioni che si stanno rivelando corrette e conclude dicendo: “I clienti stanno utilizzando la tecnologia cloud, e ora vedrete una nuova era con l’integrazione dell’intelligenza artificiale praticamente in tutte le nostre applicazioni man mano che procediamo”.

Condividi con i tuoi contatti!

Quanto cambieranno i punti vendita nel futuro?

Di Paola Cassola

La ricerca ‘Commerce 2040: Revolutionary Tech Will Boost Consumer Engagement’, della società londinese di analisi Euromonitor, mostra la trasformazione digitale che struttura e organizzazione dei negozi subiranno nel futuro.

Tipo di cliente e tipo di prodotto cambiano continuamente, è quindi necessario che il commercio e gli store del futuro siano sempre pronti ad adattarsi. Come? Sfruttando le diverse possibilità offerte dalle nuove tecnologie. I "wearables", per esempio, sono dispositivi elettronici che i clienti possono indossare per essere guidati all’interno del negozio e che permettono di aggiungere in automatico i prodotti che intendono acquistare in un carrello virtuale. In automatico avviene anche il pagamento, semplicemente uscendo dallo store.

Questi negozi all’avanguardia offrono ormai una vera e propria esperienza per il cliente che, in futuro, potrebbe dover pagare per accedervi. Lo store diventerà il luogo per selezionare e provare i prodotti, più che per acquistarli, riproponendo il contesto per il quale sono stati pensati. I clienti potranno quindi provare cappotti e giubbotti in un’area fredda ricreata all’interno del negozio, oppure indossare le scarpe da calcio su un prato. Per l’acquisto, invece, verrà utilizzato soprattutto il canale online e i nuovi store fisici saranno provvisti di un’entrata indipendente per permettere un veloce ritiro della merce.

Uno strumento già utilizzato è la realtà virtuale, ad esempio attraverso schermi interattivi che mostrano i capi al cliente. Secondo la ricerca, però, assumerà sempre maggiore importanza e avrà un ruolo chiave nella digitalizzazione dei negozi fisici.

Condividi con i tuoi contatti!

8 by Yoox: la prima private label realizzata con l’intelligenza artificiale

By Guest Author

Federico Marchetti, AD del gruppo Yoox Net-a-porter, ha recentemente annunciato che 8 by Yoox sarà il nome della private label realizzata anche grazie all’intelligenza artificiale. Lo scorso mese aveva anticipato che il team creativo si sarebbe servito dell’AI per interpretare ancora meglio i bisogni dei consumatori, andando ad elaborare i dati raccolti dal portale di e-commerce online.

“Da sempre esploriamo la frontiera tra l’uomo e la macchina; è un aspetto proprio del nostro DNA, sin da quando ho inventato Yoox nel 1999” afferma Marchetti durante la presentazione della private label. “Oggi combiniamo l’intelligenza artificiale più all’avanguardia con la sensibilità e il talento del nostro team creativo. La tecnologia è solitamente invisibile al cliente; 8 by Yoox la rende desiderabile e tangibile”.

L’intelligenza artificiale è entrata in gioco attraverso un software capace di trovare nel web immagini e testi nei post dei social network di alcuni influencer e nei contenuti editoriali dei magazine online. La nota ufficiale spiega che indicatori predittivi relativi a trend, dati di vendita, feedback dei clienti e tendenze di acquisto del settore sono stati incrociati agli insight raccolti durante la ricerca.

Il caso di Yoox è il più rappresentativo, ma l’intelligenza artificiale assume oggi un ruolo sempre più significativo nel settore della moda. Raccogliere dati è facile grazie a internet e ai social media e il cloud ne permette una veloce elaborazione. Il mercato è sempre più focalizzato sulla domanda e sul cliente, e le applicazioni dell’AI possono portare a maggiore efficienza per le aziende del fashion, iniziando dalla gestione di uno dei problemi più grandi: gli stock di invenduto. Si prevede quindi un futuro ricco di robot, ma con il cliente sempre al centro.

Condividi con i tuoi contatti!

Presentazione del Database NoSQL

By Michael Schulman and Michael Brey

I progressi nel mondo dei database stanno velocemente cambiando il modo in cui le aziende se ne servono. Ed è per questo motivo che Oracle ha recentemente annunciato l’ultima aggiunta ai suoi prodotti Database, il NoSQL Database.

Ora gli sviluppatori possono concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni senza doversi occupare anche di:

  • - Server di back end
  • - Espansione della memoria
  • - Distribuzione dei cluster
  • - Installazione del software
  • - Patch
  • - Aggiornamenti
  • - Backup
  • - Sistemi operativi
  • - Configurazioni ad alta accessibilità

Possono fornire rapidamente il throughput in funzione del cambiamento dinamico del carico di lavoro dell’applicazione e creare applicazioni moderne senza la complessità di mantenere un server o uno storage.

NoSQL Database apre una nuova era per gli sviluppatori. Ora possono sviluppare e rilasciare facilmente applicazioni che rispondano alle richieste di informazioni in modo incredibilmente veloce. Ecco alcuni esempi:

  • - Personalizzazione dell’interfaccia utente
  • - Carrelli per lo shopping
  • - Rilevamento delle frodi online
  • - Gaming
  • - Pubblicità online

NoSQL Database è:

  • - Moderno: progettato per la flessibilità, in una soluzione orientata agli sviluppatori. Il database supporta API strategiche, tra cui una semplice API SQL e interfacce a riga di comando, oltre a modelli di dati flessibili per la rappresentazione dei dati, tra cui una versione JSON ad hoc.
  • - Accessibile: il database presenta un'innovativa interoperabilità SQL tra modelli di dati JSON ad-hoc e schemi fissi. Gli utenti possono scegliere di eseguire la stessa applicazione nel cloud o on-premise senza blocco della piattaforma.
  • - Semplice: con un SDK disponibile e il supporto per i linguaggi più diffusi come Python, Node.JS e Java, Oracle offre una soluzione di sviluppo per applicazioni in grado di connettersi facilmente al NoSQL Database Cloud.

Cosa fa il NoSQL Database?

NoSQL Database è scalabile per soddisfare i requisiti di throughput dinamico del carico di lavoro dell'applicazione e di archiviazione. Gli utenti possono creare tabelle per memorizzare i dati delle loro applicazioni ed eseguire operazioni CRUD. Una tabella di NoSQL Database è simile ad una tabella relazionale con proprietà aggiuntive come unità di scrittura, unità di lettura e capacità di archiviazione. Gli utenti forniscono il throughput e la capacità di archiviazione in ogni tabella in base ai carichi di lavoro previsti mentre le risorse del database sono attribuite e adattate per soddisfare i requisiti del carico di lavoro.

Sono disponibili due versioni di unità di lettura: Coerenza Assoluta e Coerenza Relativa. Si usa la prima quando servono dati aggiornati più di recente, la seconda quando è possibile servirsi di dati anche leggermente più vecchi. L’addebito agli utenti viene gestito ogni ora in base alla capacità di throughput e allo storage fornito.

L’ambiente di sviluppo per applicazioni per NoSQL Database è stato reso semplice da Oracle. L’applicazione risiede come client che si collega al servizio cloud e il database utilizza il protocollo https per collegare questi due processi in esecuzione indipendente.

Exadata potenzia l’Autonomous Database di Oracle

Il futuro del cloud è autonomo. Exadata rende più efficiente l’Autonomous Database Cloud di Oracle.

By Maywun Wong, DIRECTOR, PRODUCT MARKETING

Il cloud autonomo libera le persone dalle noiose attività sul database

L’anno scorso è stato introdotto l’Autonomous Database di Oracle e a febbraio è stata consegnata la prima versione per gestire il data warehousing e ottimizzare le query per l’analisi. Il 7 agosto Larry Ellison, CTO di Oracle, ha annunciato l’Autonomous Transaction Processing; si tratta di un significativo passo avanti nel cloud autonomo, perché permette di ottimizzare l’elaborazione delle transazioni e i carichi di lavoro misti.

Infrastruttura, database e data center sono completamente automatizzati. L’Autonomous Database Cloud offre provisioning, scalabilità, tuning, sicurezza, failover con tolleranza ai guasti, backup e disaster recovery, tutti automatici, consentendo agli utenti la riduzione dei costi e dei rischi e lasciandoli liberi di dedicarsi all’innovazione. Questa tecnologia basata sull’apprendimento automatico è ottimizzata non solo per le query per i data warehouse e i data mart, ma anche per le transazioni. Così può gestire tutti i carichi di lavoro del vostro database.

L’hardware Exadata è lo stesso della vostra infrastruttura on-premise

L’Autonomous Cloud di Oracle segna il culmine di quarant’anni di innovazione tecnologica, offrendo al mercato qualcosa che i concorrenti non hanno. Cloud Infrastructure, Autonomous Cloud Platform, Autonomous Applications e molte altre innovazioni Oracle incorporano l'apprendimento automatico per eliminare l'intervento umano una volta che le policy sono state definite; a queste ora si aggiunge la struttura in Exadata. Grazie a queste nuove tecnologie autonome, le aziende stanno cambiando approccio nei confronti dell’IT: hanno più budget e personale a disposizione, meno rischi e possono focalizzarsi sulla crescita e sull’innovazione del business.

Nuove funzionalità sono state aggiunte da Oracle al software e all’hardware. L’Exadata, su cui è basato l’hardware, fa parte dell’Autonomous Database, ma anche dell’infrastruttura di base e della gestione del cloud. Il Database riesce a fornire query 10 volte più velocemente, ad elaborare le transazioni e a gestire il carico di lavoro misto fino a 100 volte più rapidamente rispetto alle soluzioni concorrenti proprio grazie a questa interconnettività.

La struttura di Exadata è flessibile

Se si crea un database utilizzando l’Autonomous Database di Oracle, il sistema si gestisce autonomamente, ripartendo storage, capacità di rete, capacità di calcolo e memoria. Se si dovesse eseguire l’applicazione mentre il carico è ridotto, l’Autonomous Database inizierebbe a riassegnare i server. Quando invece l’applicazione non è in esecuzione, nessun server viene assegnato al database. Si tratta quindi di un cloud senza server. Nel caso in cui ci fosse bisogno di maggiore capacità, nuovi server verranno automaticamente aggiunti mentre il sistema è in esecuzione. Così come all’aumentare delle richieste sul database, i server verranno aggiunti in automatico insieme alla connettività e alle risorse I/O aggiuntive.

 

La stessa piattaforma Exadata rende facile il passaggio al cloud

La piattaforma Exadata è alla base del Cloud e dell’Autonomous Database di Oracle, quindi il vostro investimento è sicuro. Il passaggio da on-premise a cloud, inoltre, sarà agevole, così potrete concentrarvi sulla modernizzazione dell’infrastruttura on-premise anche mentre vi preparate per la migrazione al cloud.

ClubCorp, per esempio, il più grande proprietario e operatore di club privati a livello nazionale, è passato da Exadata on-premise all’Exadata Cloud Service, in aggiunta ad altri servizi SaaS e PaaS di Oracle. L’azienda è entusiasta delle funzionalità dell’Autonomous Data Warehouse e della possibilità di rimuovere alcuni degli oneri amministrativi legati al mantenimento del database, lasciando così al personale più tempo per concentrarsi sugli obiettivi aziendali.

Cosa fare per le aziende che hanno bisogno di mantenere ogni cosa dietro il proprio firewall? Per far fronte a questo problema, Oracle ha pensato di inserire il Cloud all’interno del loro data center con Exadata Cloud at Customer. L’azienda ha recentemente annunciato che offrirà le patch automatiche, l’affidabilità, la sicurezza e la fruibilità dell’Autonomous Database anche su Exadata Cloud at Customer, ma non sarà necessario acquistare l’hardware, basterà sottoscrivere il servizio.

 

Exadata fornisce l'infrastruttura dietro il cloud autonomo

L’Autonomous Cloud di Oracle è in grado di gestire tutti i carichi di lavoro del vostro database, qualsiasi siano le vostre esigenze. Con l’automazione end-to-end si ottiene un sistema più affidabile, sicuro, accessibile e in grado di eliminare tutti i processi manuali coinvolti nella creazione e nella gestione del database. Il futuro è autonomo e l’Autonomous Database Cloud è offerto da Exadata.

Condividi con i tuoi contatti!

Gli assistenti vocali ti stanno chiamando

By Jeffrey Erickson | Director of Content Strategy

Se puoi chiedere a Siri di Apple o Alexa di Amazon di cercare ristoranti e band sconosciute nei database, perché non puoi chiedere anche di cercare o aggiornare i database del tuo ERP o delle risorse umane? Jorge Rimblas e Christoph Ruepprich, sviluppatori di database e nominati Oracle ACE, si sono posti questo tipo di domanda e hanno cercato di trovare una soluzione.

Rimblas, che lavora con Oracle dal 1995, è convinto che quello attuale sia un ottimo momento per essere uno sviluppatore di database, anche se c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere. Nei suoi primi anni da sviluppatore ha imparato a scrivere query SQL efficienti e si è concentrato su grandi volumi di dati. Ora sta affinando le proprie abilità con i servizi REST, installando librerie JavaScript e condividendo progetti su GitHub.

Rimblas voleva facilitare l’interazione con le applicazioni di back-office, usando un assistente vocale e ha scoperto che è possibile. Ha fatto una prova collegando Alexa con l’applicazione, realizzata internamente utilizzando l’Application Express di Oracle (APEX), per la timbratura e la fatturazione.

“Posso chiedere ad Alexa su quali clienti sto lavorando e lei me lo dirà, oppure posso chiederle di aggiungere ore ad un’attività e lei lo farà”, dice Rimblas. “Se le dico che per quella giornata ho finito, lei mi risponderà felicemente. Se le chiedo di aggiungere ore alle mie ferie, aggiornerà l’applicazione e mi augurerà di godermi la vacanza”.

“Non si tocca una tastiera, ma si trovano informazioni e si aggiornano le proprie applicazioni di lavoro”, continua Rimblas. In questo modo si risparmia tempo, timbrando e segnando le ore di attività semplicemente rivolgendo qualche parola all’assistente vocale, e ci si può dedicare maggiormente al lavoro.

Il processo di connessione di Alexa alla sua applicazione significa utilizzare due strumenti di Oracle (APEX e REST Data Services) per recuperare e presentare i dati al framework di sviluppo dell’assistente vocale. "Ho fatto tutto attraverso il browser con APEX da un lato e il framework di testing di Alexa dall'altro, senza aver avuto bisogno di un dispositivo Alexa", afferma Rimblas.

Per arrivare al database uno sviluppatore potrebbe utilizzare anche AWS Lambda insieme a Node.js o JavaScript, ma secondo Rimblas la scelta migliore è il REST Data Services di Oracle perché direttamente collegato al database.

Tantissime cose si possono fare con l’assistente vocale

Secondo Christoph Ruepprich, interagire con gli assistenti vocali è il naturale sviluppo del lavoro del DBA, ruolo che ha ricoperto per la maggior parte della sua carriera. “Quando è arrivata Alexa – dice – l’ho vista come un altro strumento per accedere ai dati”.

Ruepprich ha combinato la sua conoscenza di Node.js con SQL, APEX e REST, che usa per altri progetti di sviluppo, per riuscire a lavorare con gli assistenti vocali. Anche secondo lui l’utilizzo di questo strumento risulta un’ottima soluzione per risparmiare tempo, basterà accedere al database e fare delle domande.

Visto il successo dei suoi prototipi, Ruepprich sta ora cercando un progetto più grande per applicare le proprie conoscenze. “Con un assistente vocale si possono fare moltissime cose: può rendere visibile una schermata, leggere alcuni risultati o azionare una funzione dell’applicazione. È un approccio perfetto per le situazioni in cui le persone hanno le mani occupate”. Si può chiedere ad Alexa la presenza o meno di un pezzo in magazzino e richiederne la consegna oppure vedere gli schemi di lavoro per l’attività che si sta svolgendo.

Lo scopo, secondo l’esperto, è quindi quello di trovare il modo migliore per portare i dati all’utente. Ma la conoscenza del database è necessaria per poter costruire applicazioni vocali efficaci, così come è indispensabile avere esperienza con il linguaggio SQL per fare in modo che l’applicazione funzioni come si desidera.

Condividi con i tuoi contatti!

Kering guida il lusso: +27,6% nel terzo trimestre

Di Giulia Sciola

Kering ottiene ancora un risultato positivo, chiudendo il terzo trimestre con ricavi di 3,4 miliardi di euro (+27,6%). Lo scorso 23 ottobre, il titolo della società guidata da François-Henri Pinault guadagnava quasi 8 punti percentuali sull’Euronext, influenzando positivamente il lusso italiano (Moncler +2,7%, Tod’s +1%, Brunello Cucinelli +3,68%, Prada +1,5%) e il diretto competitor Lvmh (+1%).

Gucci, marchio ammiraglio di Kering, guida la performance del gruppo parigino con un giro d’affari di 2 miliardi di euro (+35%), seguito poi da Yves Saint Laurent con un +16,5% (446,9 milioni). Bottega Veneta, invece, registra una perdita di 258,9 milioni di euro (quasi -8%)

I risultati hanno quindi battuto le previsioni del consensus Bloomberg che si fermavano a ricavi di gruppo per 3,3 miliardi e ad una crescita del 21-24,5% (22-30% per la sola Gucci).

La progressione più significativa si ha nella crescita dell’e-commerce, +80%, mentre gli altri canali di vendita registrano un +27% del wholesale e un +27,6% dei negozi diretti. A livello geografico, invece, Nord America e Asia del Pacifico spingono la performance del colosso con, rispettivamente, + 36,1 e 33,3%. Speculare anche l’andamento di Gucci, la maison guidata da Marco Bizzarri e affidata alla creatività di Alessandro Michele.

“La nostra crescita, il cui ritmo non ha precedenti nel settore del lusso, è solida, ben bilanciata e sostenuta in tutte le regioni e canali di distribuzione. Al di là degli sviluppi a breve termine, sappiamo che la crescita secolare del mercato del lusso, ma in particolare i nostri fondamentali solidi e la disciplina con cui implementiamo la nostra strategia, continueranno a supportare la nostra sovraperformance operativa e finanziaria”. Questo il commento del presidente e CEO di Kering, François-Henri Pinault, ai risultati ottenuti dal gruppo. La performance si conferma infatti solida anche nei nove mesi d’esercizio, con ricavi di 9,8 miliardi di euro (+27,1%).

I risultati positivi delle aziende del lusso in questo terzo trimestre fanno credere agli analisti che il settore potrebbe resistere, meglio di altri, ad un’eventuale fase ribassata dei mercati azionari. “Il lusso è al terzo anno di ripresa e sono tante le società che finora hanno superato le aspettative nei primi tre mesi”, dice Gam Investments.

Condividi con i tuoi contatti!

Top