JD Edwards Tour 2019: unisciti anche tu all’Oracle User Group italiano

Milano 20 novembre 2019

Il JDE Tour 2019, che ha toccato o toccherà le principali città europee, arriva finalmente anche in Italia. Domani, 20 novembre, ci sarà il primo incontro organizzato dal rinato User Group JD Edwards Italia con l’obiettivo di riunire gli utilizzatori e le esperienze sull'ERP Oracle; scopo principale: approfondire alcune funzionalità, conoscere gli sviluppi futuri, analizzare la Roadmap e ascoltare le testimonianze degli altri utenti.

L'agenda

La giornata sarà ricca di spunti e prevede:

  • 09:30 Benvenuto e registrazione
  • 10:00 Welcome Note – Paul Mccartan Oracle VP, EMEA Applications License Sales
  • 10:10 IT JDE User Group Program Launch – Francesco Iarlori, ITOUG JD Edwards
  • 10:30 Keynote – JD Edwards Product Development Update: Product Updates, Roadmap and Customer Success – Angela Enyaert, Senior Director Oracle JD Edwards Product development
  • 11:15 JD Edwards Roundtable: Choice and Control for Your Journey to the Cloud – Angela Enyaert & Paolo Moroni, Director Oracle JD Edwards Product Development
  • 11:45 Break
  • 12:00 Applications Unlimited Strategy for Italian JDE Market – Andreea Istrate, Oracle Applications Unlimited Sales Manager
  • 12.20 Oracle Premier Support Updates – Davide De Angelis, Oracle Director Support Renewal Sales
  • 12.30 Italian JDE Partner Ecosystem
  • 13.00 Networking Brunch

Luogo dell'evento - Location
Canottieri Olona 1984 – Business & Sporting Club

 

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Oracle Modern Cloud Day

Milano, 5 Novembre 2019

Noi siamo pronti e tu?

Your Tomorrow, Today

I vecchi paradigmi su cui poggiavano le strategie aziendali del passato sono stati completamente rivoluzionati dall'avvento del Cloud, soprattutto su un principio: garantire agilità e flessibilità all’impresa di oggi, eliminando il gap tra dinamicità del business e rigidità dei sistemi informativi a supporto, oramai incapaci di accompagnarne sviluppo e crescita.

Vi invitiamo alla nuova edizione dell’Oracle Cloud Day, l'esclusivo evento di Oracle dove innovazione e trasformazione digitale saranno i protagonisti e ti proietteranno nel tuo futuro, oggi. Vieni a conoscere a fondo e a vedere in azione le ultime novità in ambito tecnologico e applicativo.

Sei pronto ad esplorare il futuro del cloud, oggi? Assicurati un posto all’ Oracle Modern Cloud Day a Milano il 5 novembre. Nella stessa giornata, potrai assistere contemporaneamente a tre diversi eventi: il Moder Cloud Day, il Modern Business Summit e il Modern CX Summit.

Sessioni su misura per te

Partecipa alle sessioni dedicate all’innovazione tecnologica che, rendono i processi aziendali più snelli, supportano il tuo business nell’economia digitale.

Testimonianze dei clienti

Scopri come i clienti Oracle fanno leva sulle moderne IT operations e le infrastrutture cloud per sfruttare al meglio tutte le opportunità di business.

Ottima occasione di Networking

Non perdere l’opportunità di incontrare i nostri esperti e quelli di Oracle.

Agenda

 

clicca qui o sull'immagine per l'agenda dettagliata

Come Raggiungerci

MiCo – Milano Congressi

GATE 2 | Viale Eginardo 20149 Milano

Clicca qui per scoprire come raggiungere l'evento

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Supply Chain – 6 modi per renderla a prova di futuro

Come saranno le supply chain in futuro? Le persone immaginano veicoli senza pilota che si aggirano per strade affollate e droni aerei che lasciano cadere pacchetti su porte di casa. Mentre la consegna autonoma farà certamente parte della futura catena di fornitura, i cambiamenti più significativi stanno avvenendo dietro le quinte. Le moderne applicazioni cloud per la gestione della supply chain management (SCM) stanno aiutando le filiere a trasformarsi in modo da potersi flettere e rispondere all'emergere di nuove tecnologie e al cambiamento delle aspettative dei clienti.

Le Supply Chain sono la spina dorsale delle aziende incentrate sul prodotto e hanno il maggiore potenziale per influenzare le prestazioni complessive. Il World Economic Forum riferisce che il 75% delle aziende manifatturiere, logistiche e di vendita al dettaglio si aspettano un impatto finanziario positivo dalle tecnologie digitali nelle loro catene di fornitura; i dati e la connettività sono fondamentali per la capacità delle aziende di servire clienti sempre più esigenti. I consumatori online si aspettano un servizio personalizzato e una risposta rapida in tutti i canali di acquisto. Allo stesso modo, i business leader vogliono catene di fornitura altamente reattive e più agili, in grado di elaborare rapidamente gli ordini dei clienti e di soddisfarli secondo le aspettative dei clienti.

Quali cambiamenti dovrebbero apportare le organizzazioni per garantire che le loro Supply Chain rimangano competitive?

L'impegno a modernizzare attraverso il cloud

Il passaggio al cloud è il primo passo verso la realizzazione di una supply chain agile e reattiva. Le applicazioni SCM on-site sono in genere di portata limitata e raramente progettate per supportare l'evasione rapida e informata degli ordini. Al contrario, una piattaforma cloud end-to-end è in grado di collegare prodotti, servizi e risorse con clienti, dipendenti e partner. Il risultato è visibilità, comunicazione e controllo completi e in tempo reale.

supply chain

Le caratteristiche principalidelle Supply Chain flessibili e dinamiche:

Potenti applicazioni basate sul cloud: Le moderne catene di approvvigionamento utilizzano soluzioni cloud:

  • Lavorare con sistemi e dispositivi diversi, in modo che chiunque, in più sedi, possa tenere sotto controllo le attività e i processi.
  • Analizzare grandi quantità di dati e fornire informazioni dettagliate ai membri della supply chain.
  • Utilizzare le funzionalità mobile per ottimizzare i processi, lavorare in modo più efficace e connettersi istantaneamente indipendentemente dalla posizione.

Tecnologie emergenti integrate: Le soluzioni cloud utilizzano sempre più spesso tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico. Elevare i livelli di automazione delle applicazioni e migliorare le decisioni aziendali attraverso modelli predittivi e prescrittivi e raccomandazioni. Forniscono inoltre la base per le aziende che desiderano trarre vantaggio da altre opportunità emergenti, come la catena di blocco per le reti commerciali private e le capacità di monitoraggio e tracciabilità.

Informazioni facilmente accessibili: Le soluzioni cloud forniscono una visibilità aggiornata su vari aspetti della supply chain, come l'inventario, lo stato dell'ordine e le spedizioni, nonché avvisi sui cambiamenti di stato che potrebbero influire negativamente sui risultati aziendali. Le applicazioni cloud possono anche fornire informazioni su eventi che un tempo erano difficili da rilevare utilizzando l'analisi integrata e la connettività dell'Internet degli oggetti (IoT). Ad esempio, merci fragili o deperibili possono essere monitorate per verificare le condizioni ambientali, come le variazioni di temperatura e umidità.

Scalabilità e sicurezza: Le applicazioni cloud sono più scalabili rispetto alle applicazioni locali. I nuovi utenti possono essere aggiunti più velocemente e senza richieste di hardware/software. Le applicazioni in sede non dispongono di questa capacità e questo ha limitato il modo in cui possono essere utilizzate per gestire le sfide della supply chain, come i picchi stagionali della domanda. Con il cloud, ad esempio, un'azienda può implementare un sistema completo di gestione del magazzino (WMS) per gestire l'inventario stagionale in eccesso e poi spegnerlo quando non è più necessario. Ciò non era né economicamente sostenibile né fattibile dal punto di vista operativo ai tempi delle implementazioni di WMS in sede. Un altro vantaggio dell'utilizzo di applicazioni SCM cloud è che i dati all'interno del sistema sono memorizzati dal fornitore di servizi in un data center altamente sicuro; questo significa che gli amministratori possono applicare immediatamente patch per affrontare il tipo di minacce informatiche emergenti in tempi rapidi che possono influenzare così rapidamente le moderne catene di fornitura.

Sistemi di facile manutenzione e aggiornamento: Le aziende devono essere in grado di concentrarsi sulla customer experience invece che sui limiti e sui cicli di vita delle loro applicazioni. Tutti gli aspetti della gestione delle applicazioni SCM sono più semplici nel cloud rispetto a quelli in sede: adozione, utilizzo, gestione, configurabilità e aggiornamenti. L'utilizzo di una piattaforma cloud end-to-end elimina anche una sfida comune alle applicazioni legacy in cui l'adozione delle funzionalità SCM dipende e spesso è subordinata all'ERP di base. Molte catene di fornitura non possono cambiare rapidamente i processi aziendali o adottare tecnologie emergenti perché gli aggiornamenti delle loro applicazioni SCM in sede possono avvenire solo dopo che è stata completata un'importante implementazione ERP o un aggiornamento del rilascio, un processo che a volte può richiedere anni.

Un partner all'altezza: Avere un partner cloud che non solo ha profonde competenze tecniche, ma anche una comprovata esperienza di business, può rendere un aggiornamento della supply chain più facile e di maggior successo. Non esistono due catene di fornitura uguali e un partner con una lunga esperienza nell'architettura e nel supporto di soluzioni aziendali per tutti i tipi di aziende può portare preziosi extra sul tavolo. Ad esempio, Oracle ha una vasta base installata di clienti SCM sia in sede che nel cloud.

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Performance migliori grazie alle nuove tecnologie

By Jennifer Toomey | Senior Director, Cloud Business Group, Oracle

Intelligenza artificiale e machine learning, così come altre tecnologie emergenti, sono tuttora temi molto caldi. All’Oracle OpenWorld dello scorso anno, infatti, uno dei più grandi annunci è stato relativo alle nuove funzionalità disponibili nelle soluzioni ERP e EPM Cloud di Oracle.

I responsabili finanziari, consapevoli della sempre maggiore diffusione di IA, apprendimento automatico e automazione intelligente di processo, iniziano a chiedersi come queste tecnologie possano essere d’aiuto per la crescita del loro business.

Nel caso dell’EPM (Enterprise Performance Management), le funzionalità delle tecnologie emergenti potrebbero essere sfruttate per analizzare enormi insiemi di dati, identificare modelli e fare previsioni che richiederebbero giorni o settimane di lavoro umano e di analisi minuziosa. Questo significa accelerare notevolmente i cicli di pianificazione e forecasting di un’azienda e quindi aiutarla ad identificare nuove opportunità di mercato, permettendole di agire più rapidamente dei concorrenti.

Grazie alle nuove tecnologie, chi si occupa di finanza all’interno di un’azienda potrebbe essere liberato da compiti come la riconciliazione, il consolidamento e la chiusura dei conti. Un livello più elevato di automazione, quindi, permetterebbe al personale di utilizzare le proprie competenze in aree più strategiche della finanza.

Un sistema di riconciliazione contabile, ad esempio, potrebbe scartare il 30% delle riconciliazioni. In questo caso sarebbe necessario l’intervento umano per dare l’ordine al software di accettare, rifiutare e così via. Se il sistema fosse dotato di machine learning, assimilerebbe queste istruzioni per trattare allo stesso modo, in futuro, anomalie simili. In questo modo, il numero di riconciliazioni che necessitano di intervento umano potrebbe scendere fino al 15%.

Un approccio migliore all’IA e al machine learning

L’approccio di Oracle alle tecnologie emergenti consiste nel renderle immediatamente utilizzabili. Non si limita, infatti, a fornire una piattaforma dotata di intelligenza artificiale, lasciando che siano poi le aziende a sviluppare applicazioni finanziarie adatte per le proprie esigenze. Oracle, invece, progetta direttamente vari casi d’uso per i propri clienti, inserendoli nelle proprie applicazioni cloud, pronti all’utilizzo.

 

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2018: l’anno del database autonomo

By Jeffrey Erickson | Director of Content Strategy

A marzo del 2018, Oracle rilasciava il primo database autogestito al mondo. Un progresso tecnologico realizzato in decenni e che è arrivato nel momento di maggior pressione per il mondo degli affari.

All’inizio dell’anno, Adam Burden, Chief Software Engineer di Accenture, ha dichiarato che il ritmo del cambiamento tecnologico sarà sempre più veloce. Le aziende si aspettano dati più sicuri, ma anche più accessibili, vogliono soddisfare le variazioni della domanda e pagare solo quello che usano. “Per far fronte a questo, Accenture ha dovuto rivedere il modo in cui saranno costruiti i sistemi. E l’Autonomous Database di Oracle è un ottimo esempio di come sarà realizzato”, ha detto Burden.

Rilasciato a marzo, l’Autonomous Data Warehouse di Oracle è il primo database autonomo sviluppato per supportare le imprese anche in pesanti attività di analisi e reportistica. Ad agosto l’azienda ha lanciato l’Autonomous Transaction Processing, ideato per carichi di lavoro standard, compresa l’elaborazione delle transazioni e delle query. In entrambi i casi, l’apprendimento automatico è una funzionalità fondamentale e influenza anche l’infrastruttura cloud sottostante per attività come l’installazione delle patch o la messa a punto del database senza alcun coinvolgimento umano, eliminando il rischio di errore, migliorando la sicurezza dei dati e le performance. Secondo Larry Ellison, CTO e Presidente esecutivo di Oracle, è stata una delle cose più importanti che l’azienda abbia mai fatto.

L’Autonomous Database, però, in quanto primo database autonomo in grado di gestire tutti i carichi di lavoro di un’azienda, ha suscitato molte perplessità tra professionisti e dirigenti aziendali. Come migliora la sicurezza? Cosa lo rende autonomo? Ecco le risposte ad alcune delle domande più frequenti.

Cosa rende il database veramente autonomo?

Implementare in pochi minuti un database aziendale e poi lasciare che si gestisca da solo è un’esperienza totalmente nuova. Chiedersi come sia possibile, quindi, è inevitabile.

L’Autonomous Database è un servizio cloud completamente gestito, quindi il database viene eseguito su server nei data center cloud. Viene erogato tramite le Exadata Database Machine, progettate nello specifico per supportare al meglio le performance del database Oracle su carichi di lavoro ad alte prestazioni e ad alta disponibilità. Anche se la funzione autonoma del database è nuova, si basa su diverse funzionalità di automazione che Oracle ha costruito negli anni nel proprio software database e nell’hardware Exadata. Le funzioni autonome hanno come obiettivo la riduzione dei costi operativi, eliminando l’onerosa e ripetitiva amministrazione manuale, automatizzando e riducendo gli errori umani. Inoltre, lasciano agli esperti di database il tempo per collaborare con gli sviluppatori su attività più importanti, come la gestione e l’analisi dei dati.

Come può migliorare la sicurezza dei dati?

L’Autonomous Database è stato progettato per migliorare la sicurezza dei dati rispetto ai database standard, correggendosi da solo non appena viene rilevata una certa vulnerabilità o una patch è pronta ad essere installata. Russ Lowenthal, responsabile della sicurezza dei database di Oracle, sottolinea l’importanza di questa automazione; troppo spesso è difficile programmare i tempi di inattività per gestire manualmente le patch, oppure non si conoscono tutti i database che hanno bisogno di un aggiornamento. “Questo toglie immediatamente un enorme peso dalle spalle dei CIO e degli amministratori di database” (Lowenthal).

Come ha spiegato Larry Ellison nel suo keynote all’Oracle OpenWorld, il database autonomo funziona sull’infrastruttura cloud di nuova generazione di Oracle che rappresenta una nuova architettura del cloud pubblico convenzionale. L’infrastruttura di seconda generazione protegge il perimetro dei server cloud dei clienti e li isola l’uno dall’altro per evitare che un attacco possa espandersi all’interno del cloud per rubare o manipolare i dati. L’infrastruttura cloud e il Database Oracle, in aggiunta, sfruttano le più recenti tecniche e gli algoritmi di machine learning per aiutare a trovare ed eliminare, senza l’intervento umano, gli attacchi nocivi provenienti dai bot degli hacker.

Come possono utilizzarlo le aziende?

Centinaia di migliaia di aziende utilizzano già il Database Oracle per la gestione dei dati. L’automatizzazione semplifica l’implementazione e l’esecuzione di nuovi database o lo spostamento in cloud dei database e dei data warehouse già esistenti; grazie al cloud, le aziende possono ottenere più valore dai propri dati.

Anche una grande azienda può muoversi come una startup utilizzando il database autonomo. Come ha dimostrato Mark Rittman, noto esperto di analisi dei dati e CTO di MJR Analytics, l’unica differenza consiste nel fatto che la startup ottiene la sua agilità grazie a strumenti di analisi open source, mentre la grande azienda, grazie al data warehouse cloud autonomo, ha rapido accesso a strumenti d’analisi potenti, con tutta la scalabilità, la sicurezza e la prevedibilità a cui sono abituati.

Un altro esempio dal mondo delle startup in rapida crescita è dato da Drop Tank, che fornisce programmi di ricompensa dedicati alle stazioni di servizio e che permettono ai clienti di accumulare punti da utilizzare presso compagnie aeree, catene di alberghi e aziende di beni di consumo. L’Autonomous Data Warehouse di Oracle è diventato per l’azienda un modo per gestire i dati e garantire ai partner globali una rapida analisi, anche nell’ottica della grande crescita prevista. Il CEO Dave VanWiggeren prevede di raddoppiare le localizzazioni in rete entro la fine del 2019, da 3.500 a 7.000, ma di arrivare a superare anche le 30.000 nel futuro, e che le transazioni aumentino di 50 volte; allo stesso tempo, i loro competitor si chiederanno come sia possibile fare tutto questo con sole 20 persone.

L’Autonomous Transaction Processing Database, che è disponibile da agosto 2018, permette a chi lo utilizza di avere un database autonomo adatto per le transazioni commerciali online. Il database, infatti, risponde immediatamente quando si aggiorna un saldo bancario, quando si ordinano delle parti o quando si acquista da un catalogo, anche se diverse persone usano quell’applicazione nello stesso momento. Questo rappresenta un vantaggio anche per gli sviluppatori che sono liberi di implementare un potente database Oracle ad uso generico. “Hanno a portata di mano la piattaforma di database più performante e ricca di funzionalità, in tempi e a costi minori rispetto all’on-premise”, ha detto Maria Colgan di Oracle.

Gli amministratori di database devono temere per il proprio lavoro?

I CIO delle aziende apprezzano la sicurezza e il risparmio che derivano da un database che si gestisce completamente da solo. “I costi della manodopera per patch, provisioning e tuning del database sono praticamente eliminati”, ha affermato il Vicepresidente esecutivo di Oracle Andy Mendelsohn. Ma cosa resta per i DBA?

Mentre il lavoro quotidiano del database è gestito da Oracle, la modellazione dei dati e la messa a punto dell’applicazione restano compito degli amministratori. La richiesta di esperti che comprendano le nuove capacità dei database basati sul cloud è infatti molto alta. Secondo l’esperto di database di Oracle Penny Avril, la parte divertente del lavoro dei DBA è ancora presente e, anzi, ora possono svolgerla davvero, non dovendosi più occupare di altro.

“Avere meno manopole da girare non è una cosa negativa. Il fatto che ci siano meno possibilità di commettere errori è un bene”, ha sottolineato Jim Czuprynski, esperto Database Architect e autore di diverse pubblicazioni sulle tematiche legate all’argomento. “I database si occuperanno del lavoro sporco, così che i DBA possano passare a lavori più importanti”.

Come riduce i costi il database autonomo?

Nel cloud si paga quello che si usa, quindi, meno si usa, meno si paga.

All’Oracle OpenWorld 2018, Larry Ellison ha mostrato i database Autonomous Data Warehouse e Transaction Processing con lo stesso carico di lavoro di Redshift e Aurora di Amazon Web Services. Il benchmark ha mostrato che l’Autonomous Data Warehouse Cloud, rispetto al database di analisi Redshift, ha elaborato il carico di lavoro nove volte più velocemente, con un costo otto volte inferiore. Nel confronto tra Autonomous Transaction Processing Cloud e Aurora, il database Oracle è stato undici volte più veloce e otto volte più economico.

L’azienda è così sicura di offrire una soluzione più veloce e meno costosa di Amazon che garantisce di dimezzare la spesa dell’infrastruttura di quest’ultima, se si spostano i carichi di lavoro del database Oracle all’Autonomous Database.

Cosa verrà dopo? Database autonomo all’interno del tuo data center

Alcune aziende, oltre ai vantaggi del database autonomo, vorrebbero conservare i dati nei propri data center per motivi legati alla regolamentazione e alla sicurezza; già nel 2019, a detta di Ellison, questo sarà possibile. La popolare opzione Cloud at Customer di Oracle, con cui le aziende eseguono il Cloud Oracle nel proprio data center, potrà gestire il database autonomo. “Premi un pulsante e il tuo database Cloud at Customer diventa Autonomous Database Cloud at Customer”.

“Con il database autonomo si elimina l’intervento e l’errore umano. Non c’è niente da imparare, niente da fare”, ha riassunto Ellison. “I vostri sviluppatori così diventano più produttivi, creando nuove applicazioni e facendo un lavoro migliore di analisi dei dati e il vostro sistema sarà più affidabile”.

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L’Intelligenza Artificiale aiuta a predire il futuro

By Lynne Sampson | Managing Editor

Mark Hurd, CEO di Oracle, ha sempre sostenuto l’importanza dell’intelligenza artificiale e la possibilità di ottenere vantaggi nel presente. Mentre altri leader preferiscono concentrarsi sul suo potenziale a lungo termine. Grazie all’ERP Cloud e ad altre suite in cloud di Oracle, che dispongono di un’IA integrata in una serie di funzioni strategiche critiche, anche i CFO e gli altri esperti finanziari si stanno rendendo conto di questi vantaggi.

Hurd si aspetta risultati significativi già a breve termine, come, per esempio, il fatto che il 90% delle applicazioni aziendali in cloud avrà integrato l’IA entro il 2020. “L’intelligenza artificiale si rivolge in primo luogo agli uomini d’affari”, dice Hurd, “in particolare nel contesto di ciò che le capacità decisionali e di problem solving dell’IA possono fare per la loro azienda, il loro dipartimento o la loro attività”.

Come può l’intelligenza artificiale nella soluzione ERP Cloud di Oracle aiutare gli attuali leader aziendali a prevedere il futuro? A livello base, questa tecnologia promette di eliminare gli errori di inserimento e tabulazione manuale dei dati. Anche i professionisti più esperti ed affidabili potrebbero, infatti, raggiungere un tasso di errore dall’1 al 3%, se non addirittura superiore. E, anche se i singoli errori hanno un costo minimo, nel complesso possono influire considerevolmente sui profitti.

Con l’automazione del processo di inserimento dei dati, quindi, si elimina il rischio di errore manuale, risparmiando così tempo e denaro. “Il 30% del tempo dedicato alle attività finanziarie viene speso sui fogli di calcolo per produrre manualmente report e insight”, spiega Hurd. Liberando questo tempo, i responsabili finanziari potranno dedicarsi alla strategia e alle proiezioni future attraverso l’analisi dei dati.

L’assistenza dell’intelligenza artificiale ha benefici anche nell’analisi dei dati. Hurd, durante l’Oracle OpenWorld 2018, ha sottolineato l’aiuto che le persone potrebbero ricavarne quando si tratta di trovare un senso in grandi quantità di dati: “L’automazione ridurrà il tempo necessario per svolgere compiti che oggi sono semplicemente impossibili da compiere per gli esseri umani. La quantità di dati di cui le aziende dispongono va oltre le capacità anche del data scientist più esperto. Non è vero per l’apprendimento automatico. Con l’abilità di trasformare i dati in informazioni, l’IA vi aiuterà a vendere di più e a risparmiare di più”.

Gli utenti dell’ERP Cloud di Oracle forniscono risultati reali a supporto di queste informazioni. Fox River Water Reclamation District, per esempio, ha ridotto del 30% il tasso di errore di previsione e dell’80% il tempo di raccolta dei dati con l’ERP Cloud e l’EPM Cloud di Oracle. Analogamente, RCD Espanyol ha ridotto il proprio tasso di errore di più del 25% e ha migliorato di oltre il 20% la produttività aziendale, grazie alle funzionalità di automazione dell’IA della soluzione ERP Cloud.

I CFO, però, possono sfruttare i vantaggi dell’intelligenza artificiale anche utilizzando altre suite cloud di Oracle. L’azienda ha integrato l’IA anche nella soluzione HCM Cloud, come ha ricordato Hurd durante il suo keynote dell’Oracle HCM World 2018, per aiutare il personale delle risorse umane a cercare, selezionare e assumere in maniera più efficiente, per soddisfare le esigenze aziendali. L’automazione data dall’intelligenza artificiale aiuta anche, dopo l’assunzione, a formare, far crescere e premiare i dipendenti. Questi ultimi si sentiranno così più valorizzati, acquisiranno competente fondamentali e contribuiranno alla crescita dell’azienda.

Le persone amano predire il futuro, ma le previsioni restano soltanto delle ipotesi, se non sono sostenute da buoni dati. L’intelligenza artificiale non può sostituire l’ingegno umano, ma può stimolarlo dando alle persone più tempo, informazioni migliori e un’analisi dei dati più veloce. Così potranno concentrarsi sulla ricerca del significato dei numeri, invece che perdersi tra di loro.

 

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ERP Cloud e Autonomous Database: il successo di Oracle

By Chris Murphy | Director of Cloud Content

Oracle ha rilasciato il database autonomo all’inizio dello scorso anno e, al momento del suo lancio, Larry Ellison, Presidente esecutivo e CTO dell’azienda, ha ritenuto che l’eliminazione degli errori umani avrebbe rappresentato un grande punto di forza della soluzione automatizzata. Così come l’eliminazione del costo del lavoro umano per la patch, la messa a punto, l’aggiornamento e la sicurezza del database.

Entrambi i vantaggi hanno poi avuto grande valore per i clienti, ma il vero punto di forza dell’Autonomous Database di Oracle è stato un altro. Secondo Ellison, infatti, la velocità di installazione e la spinta alla produttività sono le caratteristiche che più hanno convinto le imprese, lasciando ai loro sviluppatori più tempo per dedicarsi ad altre attività.

“Abbiamo avuto clienti che hanno messo in funzione i loro database letteralmente in 15 minuti, mentre solitamente ci vogliono 15 giorni”, ha detto Ellison il 17 dicembre commentando i risultati del secondo trimestre fiscale 2019. “Il fatto che i team esistenti di amministratori di database, i nostri principali clienti, possano rendersi drasticamente più produttivi e ottenere dieci volte di più nello stesso periodo di tempo, rispetto a quello che potevano fare prima del database autonomo, è stato il risultato più sorprendente per i nostri clienti”.

Ellison ha anche evidenziato le due iniziative strategiche che determinerebbero il successo di Oracle: l’Autonomous Database basato sul cloud e le due suite di applicazioni ERP Cloud, che comprendono quelle finanziarie, di approvvigionamento, di pianificazione della produzione e altre applicazioni di base.

I clienti di Oracle sono quasi 6.000 per la suite ERP Cloud e più di 16.000 per NetSuite. Mark Hurd, CEO dell’azienda, ha riportato i risultati di queste due soluzioni cloud di ERP: un tasso di crescita del fatturato combinato del 34% nel secondo trimestre. Grazie all’Autonomous Database e alle nuove capacità di guida autonoma con cui ha arricchito la soluzione già leader del mercato, Oracle ha raggiunto il più grande vantaggio tecnologico rispetto ai concorrenti degli ultimi quarant’anni, ossia da quando l’azienda è nel mercato dei database. Le prestazioni di questa nuova soluzione, infatti, stanno spingendo i clienti a spostare i loro database on-premise nel cloud.

Blockchain: opportunità e valore per l’azienda

By Mark Hurd | CEO di Oracle

La blockchain, il registro digitale per la condivisione sicura delle informazioni, suscita, come ogni tecnologia emergente, molto entusiasmo. I CEO delle aziende, però, più che al suo funzionamento, sono interessati al suo valore in termini di incremento dei ricavi, aumento della produttività, razionalizzazione dei costi e migliore esperienza per il cliente.

Sono due le opportunità fornite dall’utilizzo della blockchain. Innanzitutto, non bisognerebbe considerarla come un’applicazione autonoma, ma sfruttare le funzionalità garantite dall’integrazione nelle più importanti funzioni aziendali, come supply chain, finanza e risorse umane. Un produttore di farmaci, ad esempio, potrebbe utilizzare la blockchain per tracciare i propri prodotti lungo l’intero processo di approvvigionamento, produzione e consegna. In questo modo avrebbe la registrazione di ogni fase, combattendo il rischio di contraffazione.

Utilizzare una blockchain integrata nella supply chain, basata sul cloud, dell’azienda significa poter contare su monitoraggio e tracciabilità maggiori, senza la necessità di un team di esperti di questa tecnologia per la sua implementazione. Inoltre, questa integrazione permetterebbe all’azienda di fare molto di più che tenere semplicemente sotto controllo le merci.

La blockchain rappresenta una soluzione anche per le piccole e medie imprese, perché si tratta di una tecnologia basata sul cloud. Un piccolo birrificio californiano, per esempio, la sta utilizzando per tracciare il luppolo, il malto e il lievito utilizzati nella preparazione della sua birra e sta trasmettendo queste informazioni ai propri clienti. La differenza con il passato è che prima una piccola azienda come questa non avrebbe avuto le risorse IT necessarie per trarre vantaggio da una tecnologia così all’avanguardia.

Si può dire lo stesso anche di altre tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale. Quest’ultima, nel giro di qualche anno, sarà infatti integrata in ogni applicazione aziendale e grandi e piccole imprese potranno ricavarne dei benefici.

Un’opportunità unica

La blockchain fornisce alle aziende anche una seconda opportunità, quella di creare una rete unica.

Il potenziale datore di lavoro di un neolaureato, per esempio, vorrà sapere se il candidato ha davvero partecipato a quei corsi o se ha raggiunto il titolo di studio che sostiene. I college e le università, quindi, potrebbero creare una rete in cui inserire le informazioni sul percorso di laurea degli studenti in una blockchain di fiducia, con limiti di accesso e regole per la condivisione dei dati. Essere parte di questa rete coordinata sarebbe utile per tutti, istituzioni, studenti e datori di lavoro.

Questa rete, inoltre, potrebbe essere collegata alle applicazioni aziendali. Se l’azienda fosse in grado di accedere alle informazioni della blockchain fornite dai college, entrambe le parti risparmierebbero il tempo necessario a verificare tali informazioni e il team delle risorse umane potrebbe concentrarsi sulla ricerca dei migliori candidati.

La blockchain può quindi creare valore per l’azienda in due modi: utilizzando le funzionalità della blockchain integrata nelle principali attività aziendali e creando reti uniche con i partner e i clienti.

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Massimo Zanetti sceglie il cloud di Oracle

Di Simona Menghini

Il caffè è, senza dubbio, uno dei simboli dell’Italia; commercializzato in tutto il mondo, rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Tra queste possiamo menzionare Massimo Zanetti Beverage Group (MZBG), proprietario di oltre 40 brand globali, che ogni giorno serve 43 milioni di caffè al mondo.

Globalizzazione e trasformazione digitale hanno spinto Zanetti a rispondere alle moderne sfide spostando tutti i suoi marchi nella “nuvola”. Così ne ha affidato la gestione alle soluzioni ERP Cloud di Oracle.

MZBG, quotata in Borsa e con quasi un miliardo di ricavi nel 2017, vende i propri prodotti in più di 110 Paesi (molto forte in Europa e Stati Uniti, ma in significativa crescita anche nell’area APAC). Il gruppo presidia l’intera catena del valore del caffè tostato, dall’approvvigionamento della materia prima alla commercializzazione. Commercializzazione che avviene attraverso una rete di oltre 50 società e le catene internazionali della grande distribuzione, a cui si aggiungono caffetterie in franchising in continua espansione.

La scelta di un ERP cloud è stata dettata dal desiderio di promuovere un cambiamento culturale globale semplificando i processi, ora uniti sotto un’unica soluzione. La creazione di un linguaggio comune per tutte le società porterà all’evoluzione del Gruppo, semplificando e velocizzando il processo decisionale.

“La soluzione Cloud di Oracle porta una serie di vantaggi che semplificano la gestione, riducono i costi e ci permettono di essere sempre aggiornati all’ultima versione della tecnologia – afferma Massimo Zuffi, CIO e Controller del Gruppo MZBG – Senza contare che l’adozione di tecnologie d’avanguardia come quelle di Oracle stimolerà di certo l’innovazione in tutte le aree.”

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Proxima Smart City: la città intelligente del futuro

Di Simona Menghini

Ad ottobre al Maker Faire di Roma e al MiCo di Milano all’Oracle Cloud Day del 22 novembre è stata presentata la smart city del futuro. Ma com’è questa città intelligente? Sicuramente in grado di rispondere al meglio alle esigenze del cittadino.

In attesa che le nostre città diventino delle vere e proprie smart city, Oracle ha ideato e realizzato Proxima Smart City, il modello di città intelligente di nuova generazione presentato a Roma e Milano.

Il progetto è stato realizzato in Lego, cablato e connesso con sensori e gateway open source (Arduino, Raspberry PI), collegato ai servizi cloud di Oracle. Proxima Smart City, però, non è soltanto un modello da esposizione, ma anche una vera e propria piattaforma tecnologica aperta e autonoma su cui è possibile realizzare servizi innovativi.

Il protagonista della demo è un piccolo robot che ci mostra come migliorerà la vita del cittadino della smart city del futuro; da quando esce per andare al lavoro fino a quando fa ritorno a casa, avrà a disposizione:

  • - un Digital Assistant che indica la disponibilità di parcheggio (si interroga un’applicazione basata sulla tecnologia machine learning)
  • - sistemi di computer vision che aumentano la sicurezza
  • - strumenti per monitorare i parametri ambientali e gestire in modo più efficace il ritiro dei rifiuti
  • - sensori per regolare l’illuminazione stradale al passaggio delle vetture
  • - applicazioni per ottenere informazioni su turismo, commercio e trasporti

Tutti questi servizi sono erogati attraverso una piattaforma cloud autonoma, capace di apprendere, autogestirsi e auto ripararsi grazie all’IA e al machine learning. Questa città intelligente, però, è solo in parte futuristica perché, basandosi su casi d’uso reali, è realizzabile già oggi e ci dimostra quanto il futuro sia vicino, anzi, dietro l’angolo.

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Intelligenza artificiale: le risorse umane guidano il cambiamento

By Guest Author

L’intelligenza artificiale può portare benefici anche alle risorse umane, ma in che misura? Le occasioni in cui può agire sono diverse: può migliorare la produttività dei dipendenti, può aiutarli ad incrementare le proprie competenze o aumentare la soddisfazione sul lavoro, consentendo al team delle risorse umane di svolgere un ruolo più strategico all’interno dell’azienda.

“Il cambiamento è l’unica costante” è un luogo comune che si sente ripetere da anni ma rimane sempre valido nel business; quando si parla di tecnologia, la velocità aumenta a dismisura e l’intelligenza artificiale non fa differenza. Come per qualunque tecnologia, anche l’IA deve essere padroneggiata per apportare benefici e la divisione HR è in una posizione perfetta per fare da esempio e guidare il cambiamento.

Un primo esempio lo abbiamo grazie ai chatbot; integrandoli con la nostra base dati e supportati da una intelligenza artificiale, possono essere strategici nel setacciare il mercato alla ricerca di nuovi talenti all’interno o all’esterno di un’azienda, come anche aiutarci a gestire l’enorme mole di dati che si genera durante una selezione dei candidati. Grazie all’intelligenza artificiale, infine, già oggi è possibile automatizzare alcune parti dei programmi di formazione, personalizzandoli al particolare percorso professionale di un dipendente.

Ad aprile 2018 Oracle ha, insieme a Future Workplace, intervistato più di 1.300 dipendenti e responsabili delle risorse umane di tutto il mondo per scoprire cosa pensano dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro. Ecco alcuni degli spunti più significativi che sono stati evidenziati dallo studio “AI at Work”:

  • - Sbilanciamento tra vita privata e lavorativa: il 70% degli intervistati usa l’AI nella vita privata (intrattenimento, trasporti, attività finanziaria, relazioni interpersonali), ma solo il 24% la utilizza anche al lavoro.
  • - Scarso risultato dell’HR: il 93% dei dipendenti si farebbe guidare da robot o da una AI, ma solo il 6% dei responsabili delle risorse umane usa attivamente l’intelligenza artificiale.
  • - Implicazioni sulla carriera: la maggioranza degli intervistati (il 79% dei responsabili e il 60% dei dipendenti) crede che la mancata adozione dell’AI possa avere un impatto negativo sulla propria carriera e sull’azienda.
  • - Ostacoli: secondo gli intervistati, il primo vero problema è rappresentato dal costo (74%); a seguire le preoccupazioni per eventuali impatti tecnologici (69%) e i rischi per la sicurezza (56%).
  • - Bisogno di una formazione: 9 responsabili su 10 sono preoccupati di non essere in grado di adattarsi ad una rapida adozione dell’AI come parte del loro lavoro. Il 72% di essi afferma che la propria azienda non offra nessun tipo di formazione su questo strumento.

Oracle ti può supportare mettendo in campo soluzioni che prevedono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma fai in modo che sia il team delle risorse umane a guidare il cambiamento nella tua azienda. Come può farlo? Ecco alcuni possibili passi da seguire:

  • - creare e mantenere una visione completa dei dati dei dipendenti dell’azienda;
  • - iniziare con semplici compiti di intelligenza assistita; i chatbot che rispondono più velocemente alle richieste possono rappresentare un rapido guadagno;
  • - passare all’utilizzo dell’intelligenza artificiale dopo aver raggiunto il giusto livello di competenza.

Trussardi si affida a Stealth per una strategia omnichannel

By Guest Author

Trussardi, famosa casa di moda italiana, ha scelto di affidarsi a Dedagroup Stealth, società dedicata al settore del fashion e del luxury retail, per il passaggio da un modello di business wholesale ad uno omnichannel. Il progetto, che prevede il controllo di tutta la filiera del prodotto, è partito già nel 2017, ma raggiunge la piena operatività nella stagione autunno/inverno di quest’anno. Il gruppo ha adottato la piattaforma Stealth per i processi di produzione e logistica ed ha scelto di aggiungere Stealth Retail per la gestione di distribuzione, organizzazione degli ordini e integrazione con i sistemi POS dei punti vendita.

Il direttore generale di Trussardi, Massimo Dell’Acqua, commenta così la decisione del gruppo:

“In Dedagroup Stealth è racchiuso un bagaglio di esperienze e conoscenze sulla produzione e sulla gestione del fashion che non ha uguali e rende Stealth la soluzione ideale sia dal punto di vista del software che delle persone.”

dedagroup Stealth Fashion Retail

Luca Tonello, sales manager di Dedagroup Stealth, ha spiegato che Trussardi ha ora la possibilità di gestire l’intera filiera del prodotto, avendo tutti i processi integrati su un’unica piattaforma, e controllare sia la fabbrica che tutti i punti vendita. “La trasformazione strutturale e organizzativa di Trussardi coinvolge tutte le aree del business del gruppo. Era quindi essenziale raggiungere gli obiettivi di efficienza e competitività, in un momento in cui il mercato della moda richiede un’immagine più coerente, prodotti eccellenti e riconoscibili, qualità e velocità di esecuzione e strategie di go-to-market più rapide.”

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Mark Hurd: previsioni sull’intelligenza artificiale

By Chris Murphy | Director of Cloud Content

Durante l’Oracle OpenWorld 2018, tenutosi a San Francisco dal 22 al 25 ottobre, Mark Hurd, CEO dell’azienda, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale. Tre sono le sue previsioni per un futuro in cui l’AI giocherà un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro.

1. Entro il 2025, tutte le applicazioni cloud includeranno l’intelligenza artificiale

L’AI è più efficace quando è incorporata in un’applicazione e, successivamente, nel lavoro di tutti i giorni delle persone. Potrebbe essere utile per segnalare, a chi se ne occupa, quali debiti hanno bisogno di maggiore attenzione, quali candidati valutare più approfonditamente, quali spedizioni presentano dei problemi senza dover eseguire manualmente un report.

“L’intelligenza artificiale sarà integrata in tutte queste applicazioni”, afferma Hurd. Così come prevede che per la blockchain varrà lo stesso approccio. Piuttosto che funzionare come un’applicazione autonoma, sarà integrata ovunque le persone abbiano bisogno di uno scambio di informazioni verificato più affidabile.

Secondo Hurd, queste tecnologie emergenti porteranno ad un’accelerazione nell’adozione del cloud, a discapito di sistemi legacy e on-premise.

2. Circa l'85% delle interazioni delle aziende con i loro clienti sarà automatizzato

Le aziende hanno bisogno che le interazioni con i clienti siano automatizzate e l’intelligenza artificiale può gestire e utilizzare al meglio la mole di informazioni in possesso. Soprattutto perché i clienti si aspettano risposte in tempo reale, in termini di millisecondi per Hurd, e questo va oltre la capacità umana.

I dipendenti potranno così dedicarsi a risolvere i problemi dei clienti o pensare a modi migliori per servirli, invece che occuparsi di lavoro di supporto di basso livello.

3. Circa il 60% dei lavori IT che esisteranno nel 2025 non sono stati ancora inventati

“Non ci saranno meno persone nel campo dell’Information Technology. Sinceramente credo ci saranno più persone nell’IT, ma che lavoreranno a compiti diversi”. Questa è la previsione di Hurd più importante per i professionisti.

Il CEO di Oracle ha fornito anche degli esempi concreti, come il supervisore di robot: “Tutti hanno bisogno di un capo, anche i bot”. Le persone dovranno controllare che i bot prendano le decisioni giuste, se l’85% delle interazioni con i clienti diventerà automatizzato.

Hurd immagina molte nuove occupazioni legate al mondo IT, un futuro in cui lavori che ancora non abbiamo neanche pensato saranno la norma. E queste nuove opportunità saranno rese possibili dall’automazione dei compiti più banali.

Secondo il CEO, anche il lavoro degli amministratori di database cambierà grazie all’Autonomous Database di Oracle, che si occupa di quasi tutto il lavoro manuale di provisioning, tuning, patch e protezione del database. “Questo renderà le persone libere di lavorare a compiti di livello superiore”, ha aggiunto.

Conclusioni

Oltre alle nuove previsioni, Mark Hurd ha ricordato quelle dei precedenti Oracle OpenWorld. Nel 2015 aveva previsto che entro il 2025 l’80% delle applicazioni sarebbe stato in cloud. Nel 2016 che, ponendo sempre come limite il 2025, il numero di data center di proprietà delle aziende sarebbe diminuito dell’80%, perché queste ultime avrebbero spostato i carichi di lavoro verso il cloud. Effettivamente, solo l’anno scorso e solo negli Stati Uniti, è stato chiuso il 15% dei data center aziendali.

Hurd probabilmente è stato eccessivamente aggressivo nelle sue previsioni, ma ha fatto delle considerazioni che si stanno rivelando corrette e conclude dicendo: “I clienti stanno utilizzando la tecnologia cloud, e ora vedrete una nuova era con l’integrazione dell’intelligenza artificiale praticamente in tutte le nostre applicazioni man mano che procediamo”.

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Presentazione del Database NoSQL

By Michael Schulman and Michael Brey

I progressi nel mondo dei database stanno velocemente cambiando il modo in cui le aziende se ne servono. Ed è per questo motivo che Oracle ha recentemente annunciato l’ultima aggiunta ai suoi prodotti Database, il NoSQL Database.

Ora gli sviluppatori possono concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni senza doversi occupare anche di:

  • - Server di back end
  • - Espansione della memoria
  • - Distribuzione dei cluster
  • - Installazione del software
  • - Patch
  • - Aggiornamenti
  • - Backup
  • - Sistemi operativi
  • - Configurazioni ad alta accessibilità

Possono fornire rapidamente il throughput in funzione del cambiamento dinamico del carico di lavoro dell’applicazione e creare applicazioni moderne senza la complessità di mantenere un server o uno storage.

NoSQL Database apre una nuova era per gli sviluppatori. Ora possono sviluppare e rilasciare facilmente applicazioni che rispondano alle richieste di informazioni in modo incredibilmente veloce. Ecco alcuni esempi:

  • - Personalizzazione dell’interfaccia utente
  • - Carrelli per lo shopping
  • - Rilevamento delle frodi online
  • - Gaming
  • - Pubblicità online

NoSQL Database è:

  • - Moderno: progettato per la flessibilità, in una soluzione orientata agli sviluppatori. Il database supporta API strategiche, tra cui una semplice API SQL e interfacce a riga di comando, oltre a modelli di dati flessibili per la rappresentazione dei dati, tra cui una versione JSON ad hoc.
  • - Accessibile: il database presenta un'innovativa interoperabilità SQL tra modelli di dati JSON ad-hoc e schemi fissi. Gli utenti possono scegliere di eseguire la stessa applicazione nel cloud o on-premise senza blocco della piattaforma.
  • - Semplice: con un SDK disponibile e il supporto per i linguaggi più diffusi come Python, Node.JS e Java, Oracle offre una soluzione di sviluppo per applicazioni in grado di connettersi facilmente al NoSQL Database Cloud.

Cosa fa il NoSQL Database?

NoSQL Database è scalabile per soddisfare i requisiti di throughput dinamico del carico di lavoro dell'applicazione e di archiviazione. Gli utenti possono creare tabelle per memorizzare i dati delle loro applicazioni ed eseguire operazioni CRUD. Una tabella di NoSQL Database è simile ad una tabella relazionale con proprietà aggiuntive come unità di scrittura, unità di lettura e capacità di archiviazione. Gli utenti forniscono il throughput e la capacità di archiviazione in ogni tabella in base ai carichi di lavoro previsti mentre le risorse del database sono attribuite e adattate per soddisfare i requisiti del carico di lavoro.

Sono disponibili due versioni di unità di lettura: Coerenza Assoluta e Coerenza Relativa. Si usa la prima quando servono dati aggiornati più di recente, la seconda quando è possibile servirsi di dati anche leggermente più vecchi. L’addebito agli utenti viene gestito ogni ora in base alla capacità di throughput e allo storage fornito.

L’ambiente di sviluppo per applicazioni per NoSQL Database è stato reso semplice da Oracle. L’applicazione risiede come client che si collega al servizio cloud e il database utilizza il protocollo https per collegare questi due processi in esecuzione indipendente.

Exadata potenzia l’Autonomous Database di Oracle

Il futuro del cloud è autonomo. Exadata rende più efficiente l’Autonomous Database Cloud di Oracle.

By Maywun Wong, DIRECTOR, PRODUCT MARKETING

Il cloud autonomo libera le persone dalle noiose attività sul database

L’anno scorso è stato introdotto l’Autonomous Database di Oracle e a febbraio è stata consegnata la prima versione per gestire il data warehousing e ottimizzare le query per l’analisi. Il 7 agosto Larry Ellison, CTO di Oracle, ha annunciato l’Autonomous Transaction Processing; si tratta di un significativo passo avanti nel cloud autonomo, perché permette di ottimizzare l’elaborazione delle transazioni e i carichi di lavoro misti.

Infrastruttura, database e data center sono completamente automatizzati. L’Autonomous Database Cloud offre provisioning, scalabilità, tuning, sicurezza, failover con tolleranza ai guasti, backup e disaster recovery, tutti automatici, consentendo agli utenti la riduzione dei costi e dei rischi e lasciandoli liberi di dedicarsi all’innovazione. Questa tecnologia basata sull’apprendimento automatico è ottimizzata non solo per le query per i data warehouse e i data mart, ma anche per le transazioni. Così può gestire tutti i carichi di lavoro del vostro database.

L’hardware Exadata è lo stesso della vostra infrastruttura on-premise

L’Autonomous Cloud di Oracle segna il culmine di quarant’anni di innovazione tecnologica, offrendo al mercato qualcosa che i concorrenti non hanno. Cloud Infrastructure, Autonomous Cloud Platform, Autonomous Applications e molte altre innovazioni Oracle incorporano l'apprendimento automatico per eliminare l'intervento umano una volta che le policy sono state definite; a queste ora si aggiunge la struttura in Exadata. Grazie a queste nuove tecnologie autonome, le aziende stanno cambiando approccio nei confronti dell’IT: hanno più budget e personale a disposizione, meno rischi e possono focalizzarsi sulla crescita e sull’innovazione del business.

Nuove funzionalità sono state aggiunte da Oracle al software e all’hardware. L’Exadata, su cui è basato l’hardware, fa parte dell’Autonomous Database, ma anche dell’infrastruttura di base e della gestione del cloud. Il Database riesce a fornire query 10 volte più velocemente, ad elaborare le transazioni e a gestire il carico di lavoro misto fino a 100 volte più rapidamente rispetto alle soluzioni concorrenti proprio grazie a questa interconnettività.

La struttura di Exadata è flessibile

Se si crea un database utilizzando l’Autonomous Database di Oracle, il sistema si gestisce autonomamente, ripartendo storage, capacità di rete, capacità di calcolo e memoria. Se si dovesse eseguire l’applicazione mentre il carico è ridotto, l’Autonomous Database inizierebbe a riassegnare i server. Quando invece l’applicazione non è in esecuzione, nessun server viene assegnato al database. Si tratta quindi di un cloud senza server. Nel caso in cui ci fosse bisogno di maggiore capacità, nuovi server verranno automaticamente aggiunti mentre il sistema è in esecuzione. Così come all’aumentare delle richieste sul database, i server verranno aggiunti in automatico insieme alla connettività e alle risorse I/O aggiuntive.

 

La stessa piattaforma Exadata rende facile il passaggio al cloud

La piattaforma Exadata è alla base del Cloud e dell’Autonomous Database di Oracle, quindi il vostro investimento è sicuro. Il passaggio da on-premise a cloud, inoltre, sarà agevole, così potrete concentrarvi sulla modernizzazione dell’infrastruttura on-premise anche mentre vi preparate per la migrazione al cloud.

ClubCorp, per esempio, il più grande proprietario e operatore di club privati a livello nazionale, è passato da Exadata on-premise all’Exadata Cloud Service, in aggiunta ad altri servizi SaaS e PaaS di Oracle. L’azienda è entusiasta delle funzionalità dell’Autonomous Data Warehouse e della possibilità di rimuovere alcuni degli oneri amministrativi legati al mantenimento del database, lasciando così al personale più tempo per concentrarsi sugli obiettivi aziendali.

Cosa fare per le aziende che hanno bisogno di mantenere ogni cosa dietro il proprio firewall? Per far fronte a questo problema, Oracle ha pensato di inserire il Cloud all’interno del loro data center con Exadata Cloud at Customer. L’azienda ha recentemente annunciato che offrirà le patch automatiche, l’affidabilità, la sicurezza e la fruibilità dell’Autonomous Database anche su Exadata Cloud at Customer, ma non sarà necessario acquistare l’hardware, basterà sottoscrivere il servizio.

 

Exadata fornisce l'infrastruttura dietro il cloud autonomo

L’Autonomous Cloud di Oracle è in grado di gestire tutti i carichi di lavoro del vostro database, qualsiasi siano le vostre esigenze. Con l’automazione end-to-end si ottiene un sistema più affidabile, sicuro, accessibile e in grado di eliminare tutti i processi manuali coinvolti nella creazione e nella gestione del database. Il futuro è autonomo e l’Autonomous Database Cloud è offerto da Exadata.

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