Kering: un 2018 oltre le stime

By Guest Author

Il 2018 è stato un anno molto positivo per Kering che, registrando profitti netti in crescita a 3,71 miliardi di euro, non solo ha decisamente superato i risultati del 2017 (1,79 miliardi), ma ha anche battuto i 2,79 miliardi che il mercato aveva stimato. I ricavi del gruppo di François-Henri Pinault sono cresciuti del 26,3% rispetto all’esercizio precedente (con una crescita organica del 29,4% e arrivando a toccare i 13,67 miliardi), raggiungendo un +23,3% nel solo quarto trimestre.

“L’Asia-Pacific è in crescita per i nostri marchi nell’ordine del 28% nel quarto trimestre e la Cina continentale ha registrato una performance anche migliore con tassi di crescita estremamente elevati”, ha affermato Jean-Marc Duplaix, direttore finanziario di Kering, nella conference call riservata agli analisti. L’Asia-Pacific, con il suo +34,1% su base comparabile, non è però l’unica area geografica ad aver contribuito alla performance brillante del gruppo. Tutte le aree hanno infatti raggiunto risultati più che rassicuranti: Nord America +37,3%, Giappone +23,7% ed Europa occidentale +23%.

“Il 2018 è stato un anno eccellente per Kering e per le sue maison”, ha aggiunto Pinault, chairman e CEO del gruppo. “Abbiamo ancora una volta performato decisamente meglio dell’industria, in un contesto globale generalmente vivace, ma sempre più complesso”.

Gucci, marchio ammiraglio del gruppo, ha raggiunto gli 8,28 miliardi di vendite nel 2018, registrando una progressione annuale del giro d’affari del 36,9%. L’azienda affidata allo stilista Alessandro Michele, però, ha mostrato risultati più bassi nella seconda parte dell’anno, passando dai +40,1% e +48,7% del primo e secondo trimestre ai +35,1% e +28% degli ultimi due quarter. “La crescita delle vendite comparabili del 28,1% nel quarto trimestre ha segnato un rallentamento rispetto ai precedenti tre mesi, ma ha superato di gran lunga quella dei rivali, mentre i margini hanno raggiunto il livello record del 39,5% nel 2018”, ha rassicurato Reuters.

Yves Saint Laurent, altro marchio del gruppo, ha registrato una crescita del +16,1% (1,74 miliardi), mentre Bottega Veneta ha subito, nei 12 mesi, un calo di 5,7 punti percentuali (1,1 miliardi).

Grazie in particolare alla plusvalenza derivante dalla cessione di Puma, Kering ha segnalato che il risultato netto da “operazioni discontinue” si è attestato a 1,09 miliardi.

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